Riapertura scuole, Rusconi (ANP) a iNews24: “Aule non adatte a contenere tutti gli alunni mantenendo anche il distanziamento”

“Le aule di uno stragrande numero di scuole superiori italiane non sono adatte a contenere più di ventitre alunni. Dobbiamo fare lezione in parte a casa per garantire il distanziamento raccomandato dal Cts”. Sono le parole di Mario Rusconi, Presidente dell'Associazione Nazionale Presidi del Lazio e preside del Liceo Scientifico Biomedico Roma Aventino.

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Le aule della stragrande maggioranza di scuole superiori italiane non sono adatte a contenere più di ventitre alunni. Dobbiamo fare lezione in parte a casa per garantire il distanziamento raccomandato dal Cts”. Sono le parole di Mario Rusconi, Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio e preside del Liceo Scientifico Biomedico Roma Aventino, che racconta l’organizzazione scolastica di questi giorni: “Dire che otto milioni di studenti torneranno a scuola è eccessivo”.

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Preside, come state organizzando il ritorno in aula?
Le scuole superiori in tutta Italia si stanno organizzando come hanno fatto fino ad ora, cioè cercando di portare i ragazzi in classe, ma in molti casi con il 50% o il 75% di didattica a distanza. Le aule della stragrande maggioranza di scuole superiori italiane sono inadatte a contenere più di ventitre alunni. Invece le classi sono formate normalmente da ventisette a trenta alunni”;

La percentuale di cui parla, 50% e 70% lascia credere che in realtà gli studenti non siano realmente tornati in classe.
Il 50% e 75% si riferisce alla presenza degli alunni. Fino ad ora potevano stare a scuola fino al 75%. Adesso, secondo il Ministero possono tornare tutti in classe. Ma il problema è che le aule non sono adatte a contenere tutti gli studenti, mantenendo il metro di distanza previsto dal Comitato tecnico scientifico. Per cui molte scuole superiori e medie e in qualche caso anche elementari, continueranno a fare lezione in parte a scuola, in parte in didattica a distanza. Dire che otto milioni di studenti faranno lezione in presenza, è un numero eccessivo. Non è possibile che possano tornare in classe in otto milioni mantenendo il distanziamento di un metro. Per cui in molti casi continuerà come prima al 50%”;

Mario Rusconi - Foto di Facebook
Mario Rusconi – Foto di Facebook

Oltre al distanziamento ci sono altre regole da rispettare
Le misure profilattiche come indossare le mascherine, areare le aule, igienizzare le mani, non stare assembrati anche durante la ricreazione, nelle scuole sono rispettate quasi al 100%. Il problema è che per fare in modo che otto milioni di studenti tornino in classe, bisognerebbe avere decine di migliaia di aule che adesso non ci sono. In molti istituti potrebbe capitare che i ragazzi vadano a scuola tre volte alla settimana, perché altrimenti non si riesce a mantenere il distanziamento”;

Ma l’Associazione Nazionale Presidi è d’accordo o no al ritorno in classe?
Noi pensiamo che la scuola vera sia quella in presenza, purché però ci siano le condizioni di sicurezza, come il distanziamento di un metro, servizi di trasporti sicuri. Bisogna evitare gli assembramenti fuori dalle scuole (che continuano ad esserci), i tamponi agli studenti (che sono ancora da organizzare), e fare un tracciamento delle persone infette. Tutte cose che se non verranno realizzate, renderanno impossibile il ritorno in classe degli studenti”;

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I trasporti pubblici sono una tematica collegata al rientro in presenza degli studenti delle superiori. Molti di loro infatti, arrivano a scuola in metro o in bus
Abbiamo chiesto più controlli nelle grandi città, soprattutto nelle stazioni importanti dove normalmente ci sono migliaia di ingressi. I ragazzi ci raccontano – e spesso ci inviano anche le foto – di vagoni affollatissimi nelle metropolitane di Roma, Milano o di Napoli. Noi possiamo garantire i controlli all’interno degli istituti scolastici, ma non possiamo fare anche i vigili urbani”;

Gli studenti come stanno vivendo questo periodo?
Da un lato c’è questo tira e molla da parte delle istituzioni, che quando non viene giustificato lascia i ragazzi perplessi e corrode la credibilità degli adulti, ai loro occhi. Poi c’è l’aspetto di restare a casa per molto tempo, che ha riguardato principalmente gli studenti delle scuole superiori e in qualche caso delle scuole medie. Riguarda anche darsi delle regole personali, come avere degli orari per svegliarsi, prepararsi. Stando a casa si lasciano andare e vengono a mancare quelle regole di autocontrollo che sono fondamentali per la crescita di qualsiasi persona”;

Scuola proteste studenti
Resta chiusa la scuola in quasi tutta Italia causa Covid (via Screenshot)

Se dovessero arrivare i vaccini anche per gli adolescenti, l’organizzazione scolastica potrebbe avere meno problemi
Speriamo che arrivino. Vediamo se il Cts, anche dopo i vaccini, dirà di mantenere lo stesso il distanziamento. Il problema delle aule potrebbe restare anche quando gli adolescenti avranno ricevuto il siero. Da anni chiediamo una revisione degli organici e ci è stato detto che costa troppo”;

Cosa cambierebbe e perché costerebbe troppo?
Potremmo aspirare ad avere classi da ventidue. Un mio collega della scuola primaria ieri mi ha detto che gli è stata assegnata una classe di ventinove alunni con uno studente che ha bisogno del sostegno. È una follia. Abbassando il numero degli alunni per classe bisognerebbe innanzitutto aumentare il numero delle aule, poi servirebbero più insegnanti, più bidelli, più impiegati, più scuole. Con la pandemia stanno venendo al pettine problemi rimasti irrisolti per almeno trent’anni. Questo governo, così come quello precedente, si trovano ad affrontare questioni che i loro predecessori hanno fatto finta di non conoscere, come le classi troppo numerose, poco salubri. Con il Sars-Cov-2 non si può più fare finta di nulla”;

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Gli studenti delle superiori sono felici di tornare in classe?
Sono felici. Però, parliamoci chiaro, quando gli diciamo che stiamo tornando a scuola a tutti gli effetti, li stiamo prendendo in giro. Non sarà possibile un ritorno al 100% in tutte le scuole italiane. Tutta questa enfasi sugli otto milioni di studenti non ha una base concreta”;

Come stanno vivendo la scuola in pandemia?
La dad, in generale, ha avuto delle ripercussioni. Stare davanti a uno schermo per cinque ore non è la stessa cosa che fare lezione con gli insegnanti in classe. Manca la normale interazione. Mi viene in mente l’insegnante che ha fatto bendare la studentessa: è inaccettabile e dobbiamo renderci conto della difficoltà che c’è a gestire questo strumento nuovo. Non si tratta solo di saper utilizzare il computer, ma anche di rendere motivante la lezione. Da dietro a un computer non è molto facile”;

Sarete clementi con gli studenti quest’anno?
Ci sarà una considerazione dello stato di disagio che hanno vissuto, che però non si ridurrà a chiudere un occhio. Avremo maggiore considerazione per chi avrà qualche difficoltà, ma gli studenti dovranno lo stesso impegnarsi per raggiungere determinati obiettivi. Si preparano al mondo dell’Università, e lì non è stata abbassata l’asticella”.

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