Riaperture, Galli critico: “Rischio calcolato male, sono preoccupato”

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Si mostra molto critico nei confronti delle riaperture, il primario dell’Ospedale Sacco, Massimo Galli: le sue parole durante l’ultima intervista. 

Riaperture Galli
Le parole del primario dell’Ospedale Sacco (via Screenshot)

Torna il parere critico del primario dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, che si mostra perplesso riguardante le riaperture. Infatti, il primario è interventuto alla trasmissione ‘Otto e Mezzo’ di Lilli Gruber su La7, mostrando il suo disappunto sulla road map tracciata dal premier Mario Draghi durante la sua ultima conferenza stampa. Per Galli, le prime riaperture a partire dal 26 aprile sono un rischio calcolato male.

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Stando al primario dell’Ospedale Sacco, infatti, il primo accenno di calo della curva doveva dettare una linea di prudenza per altre tre settimane. Solamente così, l’Italia avrebbe avuto una situazione simile a quella della Gran Bretagna. Ed invece, con le riaperture programmate il 26 aprile, si rischia di avere un effetto opposto. Infatti l’allentamento delle misure di sicurezza sarebbero giustificate solo con delle vaccinazioni a tamburo, scenario improbabile al momento.

Riaperture, Galli preoccupato: “Sono in allerta, non condivido la linea di Draghi”

Riaperture Galli
Le parole del direttore del reparto Malattie Infettive di Milano (Foto: Facebook)

Massimo Galli, durante la sua intervista da Lilli Gruber, non approva la linea del Governo. Infatti anche il primario del Sacco ha preso d’esempio la linea della Gran Bretagna, che non solo ha chiuso per molto tempo, ma ha anche attuato una campagna di vaccinazione da 41 milioni di dosi somministrate, ossia 60 dosi per 100 cittadini. Ma non solo, come ricorda il primario, anche Boris Johnson ha ricordato che le riaperture sono soprattutto per rialzare l’economia del paese, ma si prevede un rischio di peggioramento della situazione.

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Ad oggi, numeri alla mano, l’Italia esce dal lockdown con 500mila casi attivi, mentre quando ci fu la prima chiusura, la penisola uscì con 100mila casi. Inoltre anche la campagna vaccinale non procede nel migliore dei modi, infatti, l’Italia ha somministrato solamente 23,5 dosi per ogni 100 abitanti, con parte di over 70 ed over 80 che ancora non sono stati vaccinati. L’Italia quindi si prepara alle prime riaperture, ma per Massimo Galli si è deciso con molta fretta ed il paese rischia di cadere in una nuova ondata di casi.

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