Zone gialle “rafforzate”, Crisanti a iNews24: “Riaprire tra tre settimane, quando avremo i numeri dell’Uk. Non il 26”

“Prima di rientrare nella dinamica delle riaperture dovremmo fissare i criteri per riaprire, sulla base del Regno Unito”. Sono le parole di Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia dell'Università di Padova, intervenuto ai microfoni di iNews24 per commentare le prossime possibili riaperture. “I dati di oggi sono in lento miglioramento perché le misure restrittive non sono sufficienti a contrastare bene la variante inglese”.

0

Prima di rientrare nella dinamica delle riaperture dovremmo fissare i criteri per riaprire, sulla base del Regno Unito”. Sono le parole di Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova, intervenuto ai microfoni di iNews24 per commentare le prossime possibili riaperture. “I dati di oggi sono in lento miglioramento perché le misure restrittive non sono sufficienti a contrastare bene la variante inglese”.

LEGGI ANCHE: Bignami (Fd’I) a iNews24: Il governo giallorosso preferì sopravvivere invece di salvare vite

Professor Crisanti, i dati di oggi, venerdì 16 aprile, parlano, a livello nazionale di un Rt nazionale a 0,85, rispetto allo 0,92 dei giorni scorsi. Ci sono 182 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Le terapie intensive sono occupate al 39%, e in questo caso siamo ancora lontani dalla soglia di allarme del 30%.
Posso dire che i dati sono in lento miglioramento. Prima di rientrare nella dinamica delle riaperture dovremmo fissare i criteri per riaprire. Bisogna capire a quale soglia bisogna arrivare. Quanti casi, quale incidenza, il valore di Rt e la percentuale di occupazione delle terapie intensive. Devono prima essere stabiliti questi valori e quando si arriverà alla soglia, si potrà parlare di riaperture. In più c’è il numero dei vaccinati, che è un’altra cosa”;

Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova - Foto Facebook
Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova – Foto Facebook

Come afferma il Corriere della Sera, dal 26 aprile partiranno le zone gialle cosiddette rafforzate. Riprenderanno gli sport e gli spettacoli spettacoli all’aperto, così come i ristoranti che dispongono degli spazi all’aperto, potranno lavorare sia a pranzo che a cena.
Questa cosa è destinata a creare nuovi contrasti, dissapori e ambiguità. Anche io auspico le riaperture ma, come ho già detto, si dovrebbe procedere sulla base di determinati criteri. Per intenderci, sul modello del Regno Unito, che per noi è un esempio pratico. Dovremmo riaprire quando avremo un numero di morti pari a trenta o quaranta decessi al giorno e il sessanta per cento della popolazione vaccinata. Solo questi numeri giustificherebbero le riaperture. Adesso è troppo presto. Magari tra tre settimane raggiungeremo quei livelli”;

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Covid-19, bollettino 16 aprile: 15.943 contagi e 429 decessi

Come mai l’Rt scende così lentamente?
Scende lentamente perché le misure restrittive non sono sufficienti a contrastare bene la variante inglese. Io esprimo la mia perplessità sulla mancanza di criteri razionali. Il Regno Unito, se tutto andrà bene, seguendo i criteri di cui ho parlato, uscirà dalla pandemia e riaprirà tutto verso la fine di giugno. Non è detto che siano date certe, dipenderà dalla situazione e potrebbe anche slittare tutto a dopo giugno”;

LEGGI ANCHE: Draghi: “Riaperture vicine, dubito in una nuova chiusura. Sulle scuole…”

Oggi, venerdì 16 aprile, solo la Campania è diventata zona arancione.
Non è accaduto niente di nuovo rispetto al solito. Le oscillazioni sono il risultato delle misure di restrizione. Quando queste ultime aumentano, i contagi si abbassano e viceversa. Siamo in una spirale. Il punto è che tutte queste chiusure non portano a nulla”;

Quindi dipende anche dall’arrivo dei vaccini?
Ci auguriamo tutti che arrivino. Ma resta il fatto che il blocco di Astrazeneca e Pfizer comunque non facilita l’andamento della campagna vaccinale. Quindi vedremo come andrà a finire. Per il resto non ci sono altre alternative, se non vaccini e chiusure. Se non si vaccina bisogna chiudere, o almeno limitare gli assembramenti per evitare le opportunità di contagio”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui