Bignami (Fd’I) a iNews24: Il governo giallorosso preferì sopravvivere invece di salvare vite

Il deputato di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, spiega i motivi dell'annunciata mozione di sfiducia al ministro Speranza: “Nei suoi confronti stanno emergendo dei profili di responsabilità gravissima”. Sulla possibilità che la mozione abbia effettivamente i numeri in parlamento, l’esponente di Fd’I lancia un monito anche agli alleati: “Se qualcuno ritiene di non sottoscriverla, dovrà renderne conto al proprio elettorato e alla propria coscienza”

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Galeazzo Bignami (da instagram)

Lei ieri ha annunciato in Aula che Fratelli d’Italia presenterà una mozione di sfiducia individuale contro il ministro della Salute Roberto Speranza, per quale motivo?

“Si tratta di una mozione doverosa, in quanto avevamo già chiesto a Speranza di dimettersi, almeno come atto di dignità, invece non solo non si è dimesso, ma neanche ci ha mai risposto. La gravità della condotta e delle scelte politico-amministrative che Speranza ha assunto in questi mesi, determina l’esigenza di un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Non dimentichiamoci che quando il 28 giugno del 2020 Mattarella si recò a Bergamo per omaggiare le vittime del Covid, disse che bisognava conservare la memoria, e condurre un’analisi rigorosa di quanto era avvenuto, comprese le criticità di sistema, affinché ciò non riaccadesse. Questa è stata la missione che il Presidente della Repubblica ha affidato a tutti noi, e questa missione, Speranza, l’ha fallita”

Speranza non ha risposto alle vostre richieste di dimissioni, ma in un certo senso l’ha fatto Draghi, confermandolo al suo posto.

“E infatti noi riteniamo che Speranza non andasse confermato, così come Lamorgese, Di Maio e tutti coloro che rappresentano l’evidenza della continuità con il governo Conte. Quando abbiamo deciso di stare all’opposizione, ci hanno detto che la nostra era una scelta isolazionista e ingiustificata, ma ora, a circa due mesi dalla nascita del governo Draghi, tutti riconoscono che non c’è stato alcun cambio di passo nella gestione dell’emergenza. Evidentemente la nostra scelta non solo era coerente, ma anche la più corretta. E ricordiamoci anche che nei confronti del ministro Speranza stanno emergendo dei profili di responsabilità gravissima

Le accuse a Speranza e la mozione di sfiducia

Vaccini Speranza
Roberto Speranza (via Screenshot)

A cosa si riferisce precisamente?

“Abbiamo un ministro che ha reso una dichiarazione a dei magistrati affermando che il report pubblicato sul sito dell’Oms risultava del tutto ininfluente per lo Stato italiano. Poi abbiamo avuto riscontri probatori (nell’inchiesta della Procura di Bergamo- ndr) che evidenziano invece come il capo di gabinetto di quel ministro in una riunione con Ranieri Guerra, a cui partecipò anche il ministro stesso, operò per modificare quel report per poi decidere di non pubblicarlo più. Aggiungo che per espressa ammissione di chi l’aveva redatto, il dottor Francesco Zambon, quel report era funzionale a salvare vite; quindi c’è qualcuno che tra salvare vite o salvare il governo giallorosso, ha scelto di salvare il governo giallorosso. Questo è qualcosa che va al di là della responsabilità politica”

Ma i numeri per questa mozione di sfiducia in parlamento ci sono veramente?

“Io posso rispondere che ci sono, perché chiunque abbia a cuore il bene dell’Italia dovrebbe firmarla, noi ci rivolgiamo a tutti i 630 deputati e 315 senatori, poi se qualcuno ritiene di non sottoscriverla, dovrà renderne conto al proprio elettorato e alla propria coscienza”

I rapporti con gli alleati di centrodestra

Caso Gregoretti Salvini
Meloni e Salvini (Getty Images)

I vostri alleati nel centrodestra però si sono dimostrati freddi, Molinari ha dichiarato infatti di “non voler la testa di Speranza, ma che cambi la sua politica”, mentre Tajani ha rimandato ad emergenza conclusa le analisi sull’operato di ciascuno.

“Noi abbiam messo questo strumento a disposizione di tutti coloro che ritengono che Speranza, visto che non cambia lui, vada almeno sostituito. Ognuno farà le sue valutazioni politiche, noi non entriamo in casa di altri, ma non accettiamo nemmeno che altri ci insegnino il rapporto con l’opinione pubblica. Le nostre scelte potranno essere condivise o meno, ma riteniamo sia necessario essere nitidi sulle scelte che effettuiamo, e questa è una scelta che mette chiarezza sulla nostra posizione rispetto all’operato di Speranza”

Sempre in riferimento ai rapporti con gli alleati, la questione della presidenza del Copasir resta ancora irrisolta.

“Credo che anche la scelta di Elio Vito abbia chiarito come ci sia una legge da rispettare e noi a quello ci atteniamo, non chiediamo né ruoli né poltrone. Mi pare evidente che per la funzione che deve svolgere il Copasir, ci sia un’esigenza dettata non solo dalla legge, ovvero che il controllore non può essere anche il controllato

Ma questa empasse è dovuta ad una scelta ben precisa della Lega , che è un vostro alleato…

“Il motivo andrebbe chiesto alla Lega, d’altronde Volpi dichiarò, prima dell’operazione Draghi, di essere consapevole che ciò avrebbe comportato la revisione  del suo ruolo, quindi c’è da chiedere a lui cosa sia cambiato nel frattempo. Noi restiamo fiduciosi che leggi verranno rispettate”

Un’ultima domanda sulle prossime riaperture, siete soddisfatti, o lo si può considerare in qualche modo un segnale verso la ripartenza?

“Non possono il 16 aprile presentare come un successo le ipotesi di riapertura che potrebbero affacciarsi solo tra fine aprile e inizio maggio. Nessuno provi a prendere in giro gli italiani, perché è esattamente lo stesso scenario che si realizzò concretamente lo scorso anno senza il governo Draghi, per cui non vengano a dirci di aver saputo coniugare la sicurezza e le esigenze economiche. Oltre il danno, anche la beffa no eh…”

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