Riaperture, Cislaghi (AIE) a iNews24: “I dati di oggi l’anno scorso ci avrebbero terrorizzato, invece ora si riapre”

Sulle prossime riaperture, è molto cauto Cesare Cislaghi, ex professore di Economia Sanitaria alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano ed ex presidente dell'Associazione italiana di epidemiologia.

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Capisco la necessità di riaprire, perché molte persone non hanno di che vivere, però bisogna far capire che se vogliamo convivere con il virus, dobbiamo ricordarci che è sempre dietro l’angolo. Se riapriamo tutto, c’è il rischio che ci si comporti come se fosse sparito”. Sulle prossime riaperture, è molto cauto Cesare Cislaghi, ex professore di Economia Sanitaria alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano ed ex presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia. “Con le riaperture sarà importante il nostro comportamento. Si è perso tanto tempo nei talk show dando notizie contrastanti, invece che puntare sull’aspetto della responsabilizzazione individuale”.

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La bozza delle linee guida per la riapertura è pronta. Ben presto ristoranti, piscine, palestre, cinema e spettacoli dal vivo potrebbero riprendere le loro attività, anche se la data non è ancora ufficiale. Lei è d’accordo?
È evidente che con il livello di vaccinazioni a cui siamo aumentare di molto la circolazione significa far aumentare i contagi. Non è un momento facile. Se a febbraio dello scorso anno avessimo avuto gli stessi dati di questi giorni, ci saremmo terrorizzati. So che c’è una necessità di riaprire, perché molte persone sono in difficoltà economica, però bisogna far capire che se vogliamo convivere con il virus, dobbiamo ricordarci che è sempre dietro l’angolo. Se riapriamo tutto, c’è il rischio che ci si comporti come se fosse sparito. Il dibattito politico di concentra sugli aspetti economici che sono importanti perché si riflettono anche sulla socialità e sulla salute, però il problema, secondo me, è riaprire quando la popolazione avrà interiorizzato il rischio che corre”;

Cesare Cislaghi - Foto di Epidemia e Prevenzione, rivista dell'Associazione Italiana dell'Epidemiologia
Cesare Cislaghi – Foto di Epidemia e Prevenzione, rivista dell’Associazione Italiana dell’Epidemiologia

Ma quindi lei è d’accordo o no con le riaperture graduali delle attività?
Sono d’accordo a riaprire qualcosa, con una strategia che miri a far capire pian piano a interiorizzare i comportamenti giusti per non contagiarsi. Mi fa paura l’apertura di tipo meccanico. Credo che in una situazione di persone molto responsabili si potrebbero perfino togliere tutte le regole”;

Dipenderà tutto dal comportamento dei cittadini?
Ci sono due problemi importanti. Il primo è il rapporto tra salute ed economia. È chiaro che entrambe le cose non si ottimizzano totalmente. Se ci si focalizza di più sull’aspetto della salute, bisogna perdere qualcosa sull’aspetto economico e viceversa. Il secondo livello sono i cittadini. Il modo in cui ci comporteremo quando ci saranno le riaperture, sarà importante, indipendentemente dalle regole. Si è perso tanto tempo nei talk show dando notizie contrastanti, invece che puntare sull’aspetto della responsabilizzazione individuale”;

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Secondo lei, dopo un anno di pandemia, i cittadini non hanno ancora interiorizzato le regole anti-contagio?
Si è puntato tutto sulle regole e poco sull’educazione sanitaria, intesa come informazione. Le persone non hanno capito fino in fondo come deve essere il proprio comportamento individuale. Temo che possa succedere quello che è successo in Sardegna, che è diventata zona bianca, ma dopo poco è tornata rossa. Credo che informare e spiegare insistentemente sia molto importante, sia da parte delle istituzioni che dai media, altrimenti si ricomincerà da capo. Il problema è l’interiorizzazione del pericolo e del rischio”;

Vaccino Johnson & Johnson
Vaccino

Il vaccino Johnson&Johnson è temporaneamente bloccato. Intanto il commissario Figliuolo ha annunciato l’arrivo di 7 milioni di dosi Pfizer in più nel prossimo semestre. Astrazeneca è stato sospeso per i militari e le forze dell’ordine. Le dosi somministrate in Italia, fino ad oggi, giovedì 15 aprile, sono 14.047.722.
Io ho77 anni ed ho ricevuto la prima dose di vaccino. La campagna vaccinale è cominciata, e secondo me non va a rilento. Quando sono cominciati gli studi sui vaccini, sapevamo che sarebbe stato necessario del tempo sia per crearlo sia per produrlo. È stato fatto un grosso passo in avanti nella tecnologia. In Uk sono partiti circa un mese prima di noi con delle garanzie minori, perché hanno accelerato i tempi. E se il vaccino non fosse stato sicuro? L’Ema, nel nostro caso ha rispettato i tempi standard”;

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Il professore Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ospite a #cartabianca di Bianca Berlinguer, ha parlato di una possibile “guerra commerciale”. È d’accordo?
Non so se sia un problema politico. Tutti i vaccini, in generale, hanno dei rischi. Ma solo nel caso di quelli anti-covid sono stati tirati fuori. Nel caso di Johnson&Johnson si parla di 6 casi di trombosi su 9 milioni di vaccinati. Il sospetto che sia un guerra commerciale ogni tanto c’è, ma non possiamo saperlo. Queste cose vanno dette solo se ci sono informazioni reali. Sicuramente se fossi un politico mi preoccuperei di capire bene come stanno le cose. Ma ai cittadini non cambia granché”.

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