Alessandro Cecchi Paone, la denuncia: “Un dolore terribile”

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Alessandro Cecchi Paone, la denuncia per una situazione insostenibile: “Un dolore terribile”. E spiega anche perché è successo

(Instagram)

Un sospetto che per lui è diventato certezza con gli anni, un isolamento per molti incomprensibile ma che da oggi ha qualche spiegazione in più. Se Alessandro Cecchi Paone non conduce più programmi in Rai e ha trovato una seconda casa in Mediaset è solo per colpa del suo coming out.

Lo ha raccontato senza problemi ospite del collega giornalista Peter Gomez nell’ultima puntata de ‘La confessione’ che sarà trasmessa domani, 16 aprile, dalle 22:45 sul Nove. Una lunga chiacchierata con molti spunti interessati. Uno è quello legato al passato con conduttore, giornalista e divulgatore scientifico che di fatto non trova più posto a Viale Mazzini.

Il motivo è semplice: a qualcuno non è piaciuto che lui sia uscito allo scoperto dichiarando il suo orientamento sessuale. Così quella che per più di vent’anni era stata la sua casa gli è diventata estranea, anche se non per scelta sua. Ed è così dal 2004, anno della dichiarazione pubblica.

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Alessandro Cecchi Paone racconta il suo dolore: una telefonata ha cancellato tutto il suo passato in Rai

Alessandro Cecchi Paone non ha dubbi e ribadisce quanto aveva già dichiarato in passato, che a mettere un veto sulla sua presenza fossero state personalità del Vaticano, in primis “il cardinale Tarcisio Bertone”. Una certezza che ha ancora oggi “Mi è stato detto in maniera esplicita da chi ha applicato questo editto. Pensa che neanche come ospite sono potuto entrare in Rai”, ha detto a Gomez.

Eppure lì alla fine degli anni ’70 aveva mosso i primi passi quando era ancora minorenne, occupandosi di un tg dedicato ai più giovani. In pratica sono passati 45 anni dalla sua prima volta in Rai. Poi ci sono stai tanti altri programmi fortunati, il primo ‘Uno Mattina’ è iniziato con lui, ma ormai sono soltanto ricordi.

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Una situazione che ancora oggi gli fa male: “Per me è stato un terribile dolore vedere che, in un Paese, democratico, laico, senza più una religione di Stato, potesse arrivare una telefonata dal Vaticano. Sentire dire: ‘Questa persona, non solo non deve avere più programmi, ma non deve più apparire in televisione‘.  Finché ci sono stati Ruini, Bertone e Ratzinger, io in Rai non sono più andato, neanche come ospite. Quando è arrivato Francesco è cambiato tutto”.

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