Sardegna zona rossa, Crisanti a iNews24: “Non doveva entrare subito in zona bianca, misure sbagliate”

“Dal momento che era diventata zona bianca, gli sforzi in Sardegna sarebbero dovuti essere moltiplicati e si sarebbe dovuto passare ai tamponi molecolari. Le misure che funzionavano in zona gialla, non funzionavano più”. Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Padova, che a gennaio era stato chiamato in Sardegna guidare lo screening di massa sull'intera popolazione.

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Dal momento che era diventata zona bianca, gli sforzi in Sardegna sarebbero dovuti essere moltiplicati e si sarebbe dovuto passare ai tamponi molecolari. Le misure che funzionavano in zona gialla, non funzionavano più”. Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, a gennaio era stato chiamato in Sardegna a guidare lo screening di massa sull’intera popolazione. Un piano che prevedeva test rapidi e tamponi molecolari, per fermare la diffusione del virus Sars-Cov-2. Dopo la discesa dell’Rt, la regione era diventata zona bianca, ma lunedì 12 aprile tornerà rossa.

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Professore, cosa è successo?
Queste oscillazioni sono normali, fa parte dei meccanismi in atto adesso. Soprattutto se una regione, diminuito il contagio, invece di consolidare, passa immediatamente a zona bianca”;

Cosa è stato sbagliato dopo il suo intervento?
L’Rt era sceso. Ma nel momento che in cui cambiava l’equilibrio e diventava zona bianca, gli sforzi dovevano essere moltiplicati e bisognava passare ai tamponi molecolari. L’avevo detto ed è una cosa che dovrebbe essere in via di preparazione. Non è detto che una misura che funziona in una regione che è zona arancione, poi funziona anche in zona bianca”;

Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova - Foto Facebook
Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova – Foto Facebook

Quindi la situazione dei contagi è stata gestita male?
Il sistema oscilla continuamente come fosse una bilancia. Da una parte c’è il virus che ha una capacità di trasmissione, dall’altra parte invece, ci sono le misure che mettiamo in campo per impedirgli di diffondersi. Quando la Sardegna era zona gialla, l’equilibrio era spostato a favore nostro, quindi di fatto abbiamo intercettato i parametri per diventare zona bianca. Quando lo siamo diventati, la bilancia si è spostata perché abbiamo dato al virus molte più opportunità di trasmettersi. Le misure che funzionavano prima, non funzionavano più dopo. Se la Sardegna fosse rimasta zona gialla ancora per due o tre settimane, saremmo arrivati ad eliminare il virus, ma è chiaro che, spostato l’equilibrio della bilancia, le misure messe in campo non tenevano più. Il virus aumenta a una velocità esponenziale. Quello che possiamo fare noi è solo lineare, quindi siamo sempre indietro”;

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La lentezza della campagna vaccinale ha influito sull’aumento dei contagi?
La questione dei vaccini ha influito in maniera marginale. La Nuova Zelanda e l’Australia stanno a zero contagi senza vaccini. Prima di avere un impatto, la percentuale di vaccinati deve arrivare al 50-60. Le vaccinazioni in questo momento non stanno avendo alcun effetto in Italia, basti considerare il numero di morti che avvengono quotidianamente. Questo non significa affatto che i vaccini non debbano essere somministrati, sia chiaro. Ma il problema non ha influito in Sardegna. Un punto in più o in meno rispetto alla media nazionale, non cambia molto”;

Però l’ha appena detto: la campagna vaccinale va a rilento
Penso che siamo in una situazione estremamente fluida. Ci avevano promesso che sarebbero arrivate 500mila dosi a metà aprile, ma non le abbiamo ancora viste. Siamo intorno alle 170 – 200mila”;

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Le scorte sono quasi finite. In magazzino ci sono circa tre milioni di dosi di riserva per i richiami. Il personale addetto è fermo in molte regioni perché nn ci sono i vaccini.
I nuovi suggerimenti di vaccinare con Pfizer e Moderna anche le persone che hanno meno di 60 anni, crea una problematica completamente diversa sulla distribuzione dei vaccini”;

In Lombardia un paziente malato di Covid è stato sottoposto alla cura con gli anticorpi monoclonali e sta meglio, anche se non ancora negativo al tampone. Cosa pensa di questa cura?
Penso che vada bene per chi non ne ha bisogno, ne beneficia solo chi ha una sintomatologia lieve. È stato pubblicato uno studio molto importante che dice che il plasma non funziona. Il principio attivo all’interno di quest’ultimo è lo stesso degli anticorpi monoclonali. Non possono essere utilizzati per curare i casi gravi e stiamo spendendo tantissimi soldi per una cosa che non funziona”;

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Sulle riaperture in Italia non ci sono date certe. Il Governo sta scegliendo la via della prudenza. È d’accordo?
Non penso affatto che si sia scelta la via della prudenza. Perché abbiamo tre quarti dell’Italia in zona arancione, quindi ci si può muovere e i negozi sono aperti. Abbiamo 400 morti e circa 20mila casi al giorno. Qui in Inghilterra entrano adesso in zona arancione e hanno 3-4mila casi e 50 morti al giorno. I pub all’aperto riapriranno non prima del 15 maggio, mentre domani (domenica 11 aprile ndr.) riapriranno i negozi e sarà possibile qualche spostamento limitato. È come se fosse tutta in zona arancione. Non penso che l’Italia sia stata prudente”;

Lei è a Londra in questi giorni in quarantena perché sul suo volo dall’Italia c’era un positivo a bordo. Come sta e quando potrà tornare in Italia?
Se Dio vuole domani esco dalla quarantena e torno in Italia. Ho fatto il tampone, sto bene”.

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