Covid, la protesta dei fieristi a Torino: “Molti di noi costretti a rivolgersi agli usurai”

“Essere una partita Iva oggi in Italia ha un costo molto elevato. Nessuno ci ha dato una mano, lo Stato non ci ha aiutato, le banche vogliono garanzie sempre più alte. E chi già era reduce dalla crisi degli ultimi anni, purtroppo è stato costretto a rivolgersi agli usurai”. A lanciare l'allarme è Serena Tagliaferri, presidente dell'Associazione Fieristi Italiani (Afi).

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Essere una partita Iva oggi in Italia ha un costo molto elevato. Nessuno ci ha dato una mano, lo Stato non ci ha aiutato, le banche vogliono garanzie sempre più alte. E chi già era reduce dalla crisi degli ultimi anni, purtroppo è stato costretto a rivolgersi agli usurai”. A lanciare l’allarme è Serena Tagliaferri, presidente dell’Associazione Fieristi Italiani (Afi). Domani, mercoledì 7 aprile, i fieristi faranno sentire la loro voce a Torino, a partire dalle ore 9 in Piazza Vittorio. Lì monteranno simbolicamente una piccola fiera, nel giorno in cui molte attività riaprono le serrande, mentre loro dovranno ancora attendere. “Noi siamo gli operatori di sagre e fiere patronali. Siamo stati chiusi a marzo 2020 e in un anno le nostre attività non sono mai state riaperte, se non per qualche sporadico avvenimento durante il periodo estivo. Ma si è trattato di palliativi che non sono serviti a nulla”, spiega Tagliaferri.

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“Ci aspettavamo ristori congrui, ma non è stato così. Quindi preferiamo tornare al lavoro”

Tagliaferri spiega che i fieristi preferiscono tornare al lavoro, perché ritengono che i ristori ricevuti non siano stati abbastanza: “All’inizio pensavamo che sarebbero arrivati e sarebbero stati congrui. Quando ci siamo resi conto, come nel caso di tutte le categorie, che sono stati pressoché irrisori, abbiamo capito che l’unica soluzione fosse tornare a lavorare. Vogliamo avere la possibilità di riaprire le bancarelle, anche a fronte del fatto che all’aperto i contagi sono bassi. I mercati rionali sono aperti ed esistono dei protocolli. Non capiamo perché le sagre e le fiere, che hanno la stessa struttura morfologica dei mercati rionali, sono chiusi da quattordici mesi”.

L’allarme di Afi: “Molti costretti a rivolgersi agli usurai”

Essere una partita Iva oggi in Italia ha un costo molto elevato. Nessuno ci ha dato una mano, lo Stato non ci ha aiutato, le banche vogliono garanzie sempre più alte. E chi già era reduce dalla crisi degli ultimi anni, purtroppo è stato costretto a rivolgersi agli usurai. Questo, viste le condizioni in cui la nostra categoria versava già prima, è stata l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Per questo dobbiamo tornare a lavorare. Lo Stato deve modificare i decreti e permetterci di riavere la dignità personale che possiamo riacquistare solo grazie al lavoro”.

io apro la protesta dei ristoratori

Come si svolgerà la manifestazione

Come detto, la manifestazione dei fieristi si terrà domani, 7 aprile, a Torino, a partire dalle 9 in piazza Vittorio. Una loro delegazione è stata presente oggi, 6 aprile, alla protesta Io Apro di Roma: “Con l’autorizzazione della Questura, monteremo una piccola fiera simbolica alla quale si sono uniti anche gli operatori del Luna Park, che hanno messo in sicurezza le giostre in base ai protocolli anti – Covid – spiega Tagliaferri – Questa piccola fiera, organizzata simbolicamente, serve a far capire che con il rispetto delle regole, sia gli operatori di fiere e sagre che dei Luna Park, possono tornare tranquillamente a lavorare”.

“Sagre e fiere fanno parte della storia della tradizione italiana”

Saranno aperti venti banchi: “Vogliamo porre l’attenzione sulla nostra categoria, di cui nessuno parla mai. Molto spesso si parla di mercati, ma mai di fiere e fieristi. Sagre e fiere sono un patrimonio storico. Noi realmente rappresentiamo la tradizioni del nostro Paese, anche se nessuno sembra preoccuparsene. L’Italia sta perdendo la storicità: noi siamo parte della storia della tradizione italiana”.

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Le proposte dei fieristi

Abbiamo presentato tante proposte per iscritto sia al Governo, che alle Regioni che ai Comuni. Le cose basilari sono le stesse degli operatori dei mercati: mascherine, distanziamento e gel igienizzante. Ci aspettiamo che le persone, come nel caso dei mercati, rispettino le stesse regole alle fiere e alle sagre. Se è possibile utilizzare il car sharing e i monopattini, non riusciamo a capire quale differenza ci sia tra prendere un pullman o fare una passeggiata al mercato o in fiera”.

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