Covid, allarme dell’Antiracket a iNews24: “Lockdown e chiusure hanno determinato un’impennata dell’usura”

L'effetto della crisi economica si fa sentire eccome sui commercianti italiani. Secondo l'Ambulatorio Antiusura Onlus di Roma, da marzo dell'anno scorso sono aumentate le richieste di aiuto del 30%, fino ad arrivare al 50% nel periodo estivo. “Questa è la prova che le misure di contenimento legate al Covid-19 hanno impattato in modo importante sui dati dell'usura, determinandone un'impennata”, come dice il presidente Luigi Ciatti.

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L’effetto della crisi economica si fa sentire eccome sui commercianti italiani. Secondo l’Ambulatorio Antiusura Onlus di Roma, da marzo dell’anno scorso sono aumentate le richieste di aiuto del 30%, fino ad arrivare al 50% nel periodo estivo. “Questa è la prova che le misure di contenimento legate al Covid-19 hanno impattato in modo importante sui dati dell’usura, determinandone un’impennata”, come dice Luigi Ciatti, presidente dell’Ambulatorio Antiusura Onlus, l’organizzazione non governativa con sede alla Confcommercio di Roma e iscritta alla Federazione Antiracket Italiana (FAI).

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Quante sono le vittime di usura, o potenziali tali, che si sono rivolte al vostro sportello dall’inizio della pandemia?
Nei primi mesi del lockdown, abbiamo registrato incremento delle richieste di aiuto al nostro sportello del 30%, che nel periodo estivo sono arrivate al 50%. Questa è la prova che le misure di contenimento legate al Covid-19 hanno impattato in modo importante sui dati dell’usura, determinandone un’impennata”;

Di quali attività commerciali parliamo, in particolare?
Nella nostra storia abbiamo spesso avuto a che fare con ristoratori, alimentari, ad esempio. Ma mai con palestre o attività legate al turismo come agenzia di viaggi come sta capitando oggi. Questi ultimi sono settori assolutamente nuovi. Il nostro sportello opera nel settore dell’usura da venticinque anni e non era mai capitato di avere a che fare con questi numeri. Neppure durante la crisi del 2008. L’impatto è devastante e temo che non abbiamo neppure visto ancora tutti gli effetti”;

Avvocato Luigi Ciatti, FAI - Federazine Associazione Antiracket - Foto di www.ambulatorioantiusura.it
Avvocato Luigi Ciatti, FAI – Federazine Associazione Antiracket – Foto di www.ambulatorioantiusura.it

L’incremento di cui parla sembra allarmante.
Il problema è la gestione delle misure anti – Covid che è stata, a mio avviso, assolutamente inadeguata. Le misure di aiuto non sono arrivate, o sono arrivate tardi, o in modo inadeguato, anche non corretto dal punto di vista della giustizia economica. Tutto ciò ha lasciato un terreno fertile a chi invece, ha una capacità di importare liquidità in modo immediato e senza fare troppe domande. A sentire il polso dell’economia vera, siamo di fronte a un grosso attacco all’economia da parte della criminalità e questo Paese non sta rispondendo in modo adeguato e proporzionato. Rischiamo di ritrovarci in qualche modo sconfitti con un’economia acquistata con denaro proveniente da narcotraffico, usura, estorsione. E con il negozio sotto casa sostituito da un criminale”;

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Per quale motivo, secondo lei, si è registrato questo incremento di commercianti e imprenditori che si avvicinano agli usurai?
Il tema di oggi è la liquidità. I commercianti devono affrontare spese che continuano a correre perché questo Paese non ha pensato di sospenderle tutte. Ci sono molti costi a fronte di entrate che non arrivano. Nessun commerciante si rivolgerebbe a un criminale se potesse avere aiuti dallo Stato”;

Quale utenza si rivolte, principalmente, al vostro sportello?
C’è una predominanza romana, ma proviene da tutto il Lazio. Lo sportello antiusura gestisce fondi di prevenzione dell’usura del Ministero dell’Economia e delle Finanze di utilizzo nazionale. Abbiamo fatto accedere a credito, dal 2002 ad oggi, per oltre 7 milioni e 200mila euro. Si tratta di prestiti che abbiamo garantito proprio per cercare di evitare che persone in difficoltà potessero rischiare di cadere in mano agli usurai. Interveniamo con i fondi di prevenzione quando un soggetto ha ricevuto il no della banca, della finanziaria e anche dall’ultimo soggetto autorizzato ad erogare credito. Da questo punto di vista c’è un messaggio nazionale”;

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Come viene percepita l’usura in Italia?
Lo dicono i processi, sono gestiti dalla criminalità organizzata, anche se l’usuraio di quartiere non è sparito. Al Sud Italia viene utilizzata per ottenere consensi sociali. Specie in Sicilia e in Calabria è una sorta di welfare mafioso. A Roma invece, è piuttosto un tentativo di acquisire attività commerciali”;

Qual è il momento in cui gli imprenditori decidono di rivolgersi all’Ambulatorio Antiusura?
Sicuramente quando è troppo tardi. Si rivolgono a noi quando non ce la fanno più a restituire la somma e l’usuraio mostra il suo vero volto. Che non è quello del benefattore che aiuta, ma quello del criminale che minaccia se stessi e i propri cari o usa violenza. A quel punto si interrompe quel patto folle che c’è tra vittima e carnefice. Fino a questo punto, la vittima non si rende conto di aver a che fare con un criminale perché, preso dall’esigenza di avere denaro, non ha la lucidità per capire chi glielo offre e a quali condizioni. Non si accorge che chi ha di fronte non è affatto un amico”;

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Deve essere pesante anche dal punto di vista psicologico.
All’Ambulatorio Antiusura, oltre a consulenza legale e a un supporto economico, forniamo un sostegno anche psicologico. Chi si rivolge a noi spesso è distrutto dal punto di vista psicologico. Per un commerciante il negozio è tutto: il luogo che spesso ha ereditato dai genitori, che spera di poter lasciare ai figli, dove trascorre la maggior parte della giornata e investe il suo denaro. Rischiare che gli venga portato via, il pensiero di perderlo o che non valga più nulla, crea drammi. Naturalmente il nostro obiettivo è far sapere ai commercianti che non sono soli. Ci siamo noi, c’è lo Stato, ci sono dei fondi. Bisogna resistere. La cosa peggiore è cedere al ricatto di criminali”;

Li invogliate a denunciare?
Assolutamente sì, devono denunciare. Dall’usura si esce solo denunciando. Non c’è una vittima che possa uscire dal suo problema non spezzando il legame perverso che la lega al criminale, denunciando. Inoltre l’usura non si combatte solo nelle aule dei tribunali, ma anche prevenendola. Il nostro obiettivo è proprio evitare che le persone si rivolgano agli usurai”;

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Ci racconta la storia di un commerciante che più le è rimasta impressa?
Ce ne sono tante. Ricordo una persona rimasta senza lavoro a causa del Covid. Non aveva più reddito, si era rivolta a noi dicendo di non poter più riempire il frigo. Sentiva di avere poche alternative e diceva: “O faccio una rapina o mi rivolgo agli usurai. Ma siccome non voglio fare del male a nessuno e non voglio commettere un reato, mi rivolgo agli usurai”. Tentò di andarci, ma per fortuna non l’ha fatto e si è rivolto a noi, che l’abbiamo aiutato. Si trovava in questa situazione, aspettando gli aiuti dello Stato, che non arrivavano. Ha rischiato di entrare in quel tunnel preso dall’esigenza di avere liquidità. In quel momento non stava pensando ai rischi che avrebbe comportato in futuro. Spesso è proprio il dramma che porta a fare scelte folli”.

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