Astrazenca sospeso, Galli (Sacco) a iNews24: “Qualcosa non quadra, lo stop deciso per questioni politiche”

Sulla nuova sospensione di Astrazeneca in Olanda e in Germania “c'è qualcosa che non quadra”, secondo Massimo Galli, professore di malattie infettive dell'Università Statale di Milano e direttore della clinica di malattie infettive dell'Ospedale Sacco.

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Sulla nuova sospensione di Astrazeneca in Olanda e in Germania “c’è qualcosa che non quadra”, secondo Massimo Galli, professore di malattie infettive dell’Università Statale di Milano e direttore della clinica di malattie infettive dell’Ospedale Sacco. “Sembra come se non volessero aver torto”, continua ai microfoni di iNews24.

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Prima la Germania e adesso anche l’Olanda. Il vaccino anti – Covid è nuovamente stato sospeso per precauzione, negli over 60, in seguito a nuovi casi di trombosi cerebrale. Poche settimane fa, l’Ema l’aveva dichiarato sicuro, dopo un primo stop precauzionale da parte di molti Paesi, Italia inclusa. Cosa sta accadendo secondo lei?
Penso che i dati esatti della frequenza precedente di questi fenomeni, non ci sono. Non ci sono lavori che dicono che i casi siano più frequenti di quanto si creda. Quindi, in questi termini, è impossibile stabilire una relazione stretta tra i due fenomeni (le trombosi e il vaccino ndr.). Fa pensare che accada in Olanda e in Germania e non in Gran Bretagna, dove i numeri dei vaccinati sono maggiori. Un altro elemento strano è che Astrazeneca venga sospeso nei soggetti di età inferiore ai sessant’anni anni. Sembra quasi che non vogliano che gli si dia torto. C’è qualcosa che non quadra. Così come non quadra l’elemento di precauzione, visto che si tratta di una trentina di casi su svariati milioni di vaccinati”;

Covid Natale Galli
Massim Galli (Foto: Facebook)

Sta dicendo quindi che potrebbe trattarsi di una questione politica?
I governi devono darsi un perché. In determinate nazioni, questo vaccino non è importante come in altre. Temo che si tratti di una questione politica”;

In questi giorni è emerso che in alcune regioni, molte persone anziane sarebbero lasciate indietro nella campagna vaccinale. Come sta andando avanti la campagna in Lombardia?
Come procede realmente, lo vedremo nei prossimi giorni. Credo che ci siano tutte le premesse perché decolli, stando alle ultime dichiarazioni”;

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Più di una volta si è espresso contro la riapertura delle scuole. Alla luce dei dati in miglioramento di ieri, venerdì 2 aprile, è ancora della stessa idea?
Lo confermo. Era opportuno che le scuole restassero chiuse almeno per tutto il mese di aprile, per una serie di problemi abbastanza ovvi. Sappiamo bene, ad esempio, che i bambini e gli adolescenti, con le nuove varianti si infettano in maniera molto maggiore rispetto a prima. Ciò vuol dire che in questo momento di grande sforzo vaccinale, sarebbe servita maggior cautela per impedire la creazione di nuovi serbatoi di infezione. I francesi hanno chiuso mentre noi apriamo e gli inglesi hanno aperto dopo aver vaccinato una grandissima parte di popolazione e messo in sicurezza la maggioranza dei 70enni. Avendo conseguito questi risultati, avremmo potuto farlo anche noi. Ora rischiamo di ritardare tutto e di avere nuovi casi che avremmo potuto evitare”;

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Quindi i bambini sono in pericolo?
Non sto parlando di bambini, che fortunatamente anche se si infettano molto, solo raramente hanno gravi complicanze. Sto parlando di chi li accudisce, cioè i genitori e i nonni, e soprattutto questi ultimi. Molti di loro non sono ancora in sicurezza, visto che non è detto che i nonni di bambini piccoli abbiano sempre 80 anni”;

Lei è a favore o no dello Sputnik?
Dal punto di vista dei dati, lo Sputnik è un vaccino interessante e intelligente. Certamente sarò a favore, non appena sarà approvato dall’Ema e verrà autorizzato. Il punto è che sta cercando la possibilità di essere prodotto non in Russia. Qui infatti, se avessero potuto produrlo in quantità maggiore, avrebbero vaccinato molte più persone. Lì, come in Europa, abbiamo seri problemi nella produzione. Non abbiamo impianti per produrli”.

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