Bassetti a iNews24: “Restrizioni di Pasqua? Non le condivido, è l’ennesimo papocchio”

Il professor Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, fa il punto sull’emergenza sanitaria legata alla terza ondata di contagi: “Dovremmo essere arrivati al picco, tra una settimana avremo una riduzione”. Duro il giudizio sulle restrizioni del periodo pasquale: “Sarà l’ennesima zona rossa che non potremo far rispettare”, mentre esprime soddisfazione per l’annunciata riapertura delle scuole: “Finalmente una decisione di buon senso”

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Covid Bassetti
Matteo Bassetti (da Facebook)

Anche ieri il bollettino ha registrato 23.649 contagi e 501 decessi. Professore come fotografa ad oggi la situazione epidemiologica nel nostro Paese ?

“Ormai, nella maggioranza delle regioni dovremmo essere arrivati al picco, credo che presto potremo iniziare a vedere progressivamente anche una riduzione dei contagi. Lo stiamo vedendo da due giorni con le terapie intensive che sono diminuite e con il numero dei ricoveri a -260.  Diciamo che siamo in quella fase di picco e di plateau sulla quale ci manterremo probabilmente per un’altra settimana”

Quando potremo uscire da questa terza ondata?

“Probabilmente intorno alla seconda o alla terza settimana di aprile. È ovvio però che se la domanda è: quanto ci vuole per vedere azzerare il numero dei morti e per svuotare completamente gli ospedali… per questo ci vorranno molte più settimane, mi pare evidente” 

Le restrizioni durante il mese di aprile

Covid, cambio colori
Covid, nuovo cambio colori(Getty Images)

Secondo lei i provvedimenti e le restrizioni del mese di aprile sono adeguati alla fase che stiamo vivendo?

“Quello che è stato fatto per Pasqua è l’ennesimo papocchio, come d’altronde già fatto a Natale. Stiamo facendo l’ennesima zona rossa che non potremo far rispettare, ed è una cosa bruttissima perché se zona rossa deve essere, che zona rossa sia. Il punto è che probabilmente ci sono alcune aree nel nostro Paese che soffrono più di altre, dove è evidente che ci vorrebbe una zona rossa molto restrittiva a livello locale, ma ce ne sono anche molte altre invece che hanno una situazione molto diversa e dove si potevano mantenere i colori per grado di contenimento che già c’erano. Sono decisioni che continuo a comprendere poco, così come la fuga in avanti che è stata fatta in questi giorni”

A cosa si riferisce in particolare?

“Tre giorni fa si è detto che per tutto il mese di aprile la situazione rimarrà uguale, ma francamente mi sembra assurdo. Guardiamo invece i numeri giorno dopo giorno e cerchiamo di essere in grado di riaprire progressivamente l’Italia. Ci saranno regioni e province che andranno meglio e che probabilmente si potranno liberare prima da questi lacci, anche a causa del clima, altre che invece è giusto che stiano chiuse più a lungo, ma dirlo cosi a priori, è una scelta che non condivido ”

Da dopo Pasqua anche le scuole in zona rossa saranno aperte (fino alla prima media), possiamo davvero permettercelo?

“Assolutamente sì, anzi questo mi pare finalmente un dato importante, perché le scuole in Italia sono state chiuse troppo nell’ultimo anno, pur non essendo un problema dal punto di vista del contagio. Questo lo sapevamo già da tempo, anche quando le abbiamo chiuse per la seconda volta. Non sono le scuola, ma i giardinetti, i trasporti pubblici che creano assembramento e contagi, non certo stare seduti al banco con la mascherina. Bene tenerle aperte, finalmente una decisione di buon senso, anche perché in questi mesi abbiamo riversato sulla scuola delle responsabilità sanitarie che in realtà non aveva”

Caos vaccini, la confusione su AstraZeneca e l’attesa per Sputnik

Vaccino Sputnik
Vaccino Covid, l’Ema valuta lo Sputnik V: pronte 50 milioni di dosi (Foto: Getty)

Sembra non ci sia pace per il vaccino AstraZeneca, nonostante l’Ema abbia ribadito infatti che non ci sono correlazione tra effetti avversi ed età, in Germania viene somministrato solo agli over60, in Francia agli over55, in Spagna anche agli under 65. Perché ancora tutta questa confusione?

“La decisione è stata presa da parte dell’Ema e l‘Italia si è adeguata in base a queste disposizioni, ora basta, bisogna andare dritti, spediti e non tornare più indietro, altrimenti la gente rischia di perdere anche quella poca fiducia rimasta nelle istituzioni. Gli altri Paesi si assumeranno la responsabilità delle loro scelte in piena autonomia, per quello che ci riguarda, l’ente europeo ha chiaramente detto che questo è un vaccino che va bene dai 16 anni in poi e non ha mai messo limitazioni di età, perché è un vaccino sicuro come gli altri, che può avere dei rischi, ma di cui i benefici sono centomila volte maggiori rispetto a qualsiasi rischio potenziale” 

Lei anche ultimamente si è espresso a favore dell’utilizzo di tutti vaccini disponibili. Teme che lo Spy-case tra Mosca e Roma rischi di rallentare in qualche modo il processo di approvazione del vaccino Sputnik V?

“Di questa vicenda dal punto di vista politico non ne voglio parlare. La documentazione  per l’approvazione di Sputnik è stata presentata all’Ema che  la sta analizzando. Quello che chiedo, è che ci sia per il vaccino Sputnik lo stesso trattamento che c’è stato per tutti gli altri vaccini, e quindi una procedura che sia il più veloce possibile. Se Ema, come credo, valuterà il vaccino efficace e sicuro, a quel punto si potrà iniziare a produrlo anche in Europa e ad avere finalmente delle dosi in più. Non ho pregiudizi di tipo politico e mi auguro che in un momento di grande emergenza come quello che stiamo vivendo, a nessuno venga in mente di giudicare un vaccino in base alla provenienza geografica”

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