Pensione d’invalidità, forte aumento nell’importo: tutti i dettagli

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La sentenza della Corte di Cassazione ha previsto l’aumento dell’importo riguardante la pensione d’invalidità: tutti i dettagli

pensione Invalidità
pensione Invalidità (Pixabay)

Grazie alla sentenza numero 152 della Corte di Cassazione, la pensione d’invalidità subirà un aumento dell’importo ed inoltre sarà allargata la platea di beneficiari. L’aumento si potrà ricevere già a partire da 18 anni e non più dai 60.

Nel dettaglio, la pensione oscillerà dai 286 euro al mese e fino ad un massimo di 651. L’aumento verrà riconosciuto per tredici mensilità.

La legge è entrata in vigore dal 20 luglio e quindi non di prevede la retroattività dell’aumento, ma è possibile chiedere gli arretrati da tale dati in poi.

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Pensione d’invalidità, a chi spetta l’aumento

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Agli invalidi civili spetta nel 2021, di base, un assegno mensile di 287,09 euro con un reddito annuo uguale o inferiore a 16.982,49 euro.

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L’incremento prevede che ci siano diversi requisiti. In primis, il reddito personale non dev’essere superiore a 8.469,63 euro se il beneficiario non è coniugato. Al contrario, sommato a quello del coniuge, non dev’essere superiore a 14.447,42 euro.

Per gli aventi diritto, è previsto il riconoscimento degli arretrati a partire dal 20 luglio 2020. Chi ha più di 60 anni, invece, potrà chiedere arretrati fino a 5 anni. Questo perché, per tale fascia di età, la norma era già in vigore.

Uno stralcio della sentenza

“Il requisito anagrafico fino ad ora previsto dalla legge è irragionevole in quanto le minorazioni psico-fisiche, tali da comportare l’invalidità totale, non sono diverse nella fase anagrafica compresa tra i 18 anni – si legge – ed i 59, rispetto alla fase che consegue al raggiungimento del sessantesimo anno di età, poiché la limitazione discende a monte da una condizione patologica intrinseca e non dal fisiologico e sopravvenuto invecchiamento”.

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