Birmania, i capi delle forze armate internazionali condannano le violenze

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Birmania, i capi delle forze armate internazionali condannano le violenze. Dodici generali dei Paesi Nato, tra cui anche l’Italia, si schierano contro l’operato dell’esercito locale

Birmania esercito
Birmania, i capi delle forze armate internazionali condannano le violenze (Foto: Getty)

La situazione in Birmania sta diventando insostenibile. L’uccisione di altri 114 manifestanti pro-democrazia nelle ultime ore ha fatto sprofondare nel baratro l’immagine internazionale del paese asiatico. L’esercito sta utilizzando un comportamento fuori da ogni deontologia internazionale ed è stato pesantemente condannato a livello globale. Un’indignazione crescente nel mondo che ha portato anche il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, a definirsi “inorridito” dalle morti di sabato e dalla violenza mostrata.

Mando le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime. Il coraggioso popolo birmano respinge il regno del terrore militare“, ha aggiunto.

Il bilancio dei civili che hanno perso la vita dal colpo di stato dello scorso febbraio è di circa 440 vittime. Un comportamento inammissibile e che deve portare a delle misure estreme, come sottolineato dal relatore speciale delle Nazioni Unite Tom Andrews. La giunta militare dovrebbe essere colpita con un embargo totale a partire dai finanziamenti per arrivare al taglio di petrolio, gas e armi.

Il popolo del Myanmar ha bisogno del sostegno del mondo. Le parole non bastano. È tempo di un’azione robusta e coordinata“, ha specificato Andrews.

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Birmania, i capi delle forze armate internazionali condannano le violenze: “Comportamento inaccettabile”

Esercito Birmania
Birmania, i capi delle forze armate internazionali condannano le violenze (Foto: Getty)

A condannare l’operato dell’esercito della Birmania sono stati anche i generali di 12 Paesi della Nato. Nello specifico si tratta dei capi della difesa di Australia, Canada, Danimarca, Germania, Grecia, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti.

Un militare professionista segue standard internazionali di condotta ed è responsabile di proteggere. Sollecitiamo le forze armate birmane a cessare la violenza“, si legge nel comunicato congiunto rilasciato dai militari internazionali nelle ultime ore.

La dichiarazione, rilasciata in anteprima dalla Reuters, è uno dei rarissimi casi di documento congiunto da parte degli esponenti delle forze armate di tutto il mondo.

Secondo testimoni locali tra le 114 persone uccise per le proteste ci sarebbero anche alcuni bambini. Si tratta della giornata di repressione più dura dall’inizio del colpo di stato.

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