Acerbo (PRC) a iNews24: “La Transizione ecologica è gestita da Confindustria”

Il segretario di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, attacca il governo e le forze parlamentari che lo sostengono: “Draghi? Un atto di sottomissione alla governance europea”. Duro il giudizio anche sull’impianto programmatico del Pd: “Dalla sua fondazione non ha mai fatto una vera svolta a sinistra”

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Maurizio Acerbo (da Facebook)

È iniziata da poco l’assemblea convocata da Rifondazione Comunista dal titolo : “Praticare l’opposizione, costruire l’alternativa. Il tempo è ora”. Di cosa si tratta e come si inserisce nella fase politica attuale?

“Si tratta di una proposta di discussione che si sviluppa su due obiettivi: costruire l’opposizione a questo governo e cominciare a ragionare anche in Italia su un’alternativa politica che purtroppo oggi non è ancora in campo. Ormai sembra che siamo condannati a questo bipolarismo truccato, che periodicamente si traduce nella convergenza in un “governo del presidente”, solitamente capeggiato da un banchiere o da un economista che alla fine dei conti, di tecnico ha molto poco. Questo valeva per Ciampi, Monti e adesso per Draghi.

Quale può essere il ruolo e la prospettiva di un partito come Rifondazione Comunista in questa fase, caratterizzata dall’unità nazionale e da un esecutivo guidato dell’ex governatore della Bce?

“Bisogna lavorare per aggregare uno spazio politico che ad ora non esiste, non solo per la debolezza politica di Rifondazione, ma di tutte quelle aree che oggi esprimono una critica al neoliberismo. Per fare questo dobbiamo comprendere che non si tratta di un problema che riguarda solo i partiti della sinistra radicale, ma che coinvolge anche l’efficacia dei movimenti. Quello che manca nel nostro Paese è un punto di vista fondamentale che sia modernamente di sinistra, ambientalista e di classe; non possiamo accontentarci  di fare da consiglieri del principe, o i fiori all’occhiello del Pd e della coalizione giallorosa che ha governato l’Italia prima di consegnarla a Draghi, come ennesimo atto di sottomissione alla governance europea”

Quali sono le priorità su cui lavorare per far sì che, una volta superata la pandemia, la ripartenza non aggravi ulteriormente le diseguaglianze sociali?

“Oltre al blocco dei licenziamenti e degli sfratti, chiediamo l’estensione del reddito di cittadinanza, non come misura di emergenza, ma come necessità permanente nel nostro Paese, e un piano per l’occupazione che parta dai bisogni sociali, quindi un milione di assunzioni nel settore pubblico. Non si tratta di essere statalisti o meno, anche perché i dati della pandemia hanno svelato che c’è una diretta correlazione tra il numero dei morti e i posti letto tagliati. Anche sul Recovery Fund dovremmo partire ascoltando prima di tutto i bisogni reali del Paese, e non quelli dei gruppi economici dominanti”

Le critiche per le scelte sulla Transizione ecologica

Roberto Cingolani (da Youtube)

Siete critici anche rispetto la Transizione Ecologica?

“Anche su questo tema stiamo assistendo ad un operazione di cui i cosiddetti ambientalisti di palazzo sono pienamente complici. In questo modo, una cosa giusta come dovrebbe essere la transizione ecologica, in realtà viene gestita in funzione degli interessi di Confindustria e da un ministro (Cingolani -ndr) che con l’ambiente non ha veramente niente a che fare”

Prima, riferito al governo Draghi, ha detto che “si è trattato dell’ennesimo atto di sottomissione alla governance europea”…

“Non solo. Il governo Draghi non è una partentesi, come non lo era il governo Monti, ma è uno di quei momenti in cui avviene il disvelamento di quello che è il vero carattere del bipolarismo all’italiana: ci fanno litigare dal mattino alla sera solo per nascondere che in realtà, sulle questioni essenziali, c’è una continuità strategica tra i due poli che va avanti da più di un ventennio” 

Le divisioni nella sinistra radicale: da Rifondazione e SI a Elly Schlein

Elly Schlein Emilia Romagna
Elly Schlein
(Foto: Twitter)

Quindi secondo lei, questo non è un esecutivo condizionabile da sinistra?

“Guardiamo alla realtà, non siamo riusciti a condizionare il centrosinistra e il governo Prodi quando avevamo il 7%, francamente mi sembra ridicolo pretendere di poterlo fare adesso, tramite un intendimento con il Pd. Le cosiddette “Liste coraggiose” (Elly Schlein – ndr) alla fine riescono ad ottenere un solo obiettivo: che gente che non voterebbe mai il Pd, finisce per votarlo per interposta persona”

In Italia esiste ancora quella che veniva definita la “sinistra radicale”?

“Credo che la sinistra radicale esista, perché in Italia c’è ancora un tessuto di lotte, elaborazioni e reti di solidarietà multiforme. Il problema è che non pesano quanto dovrebbero, perché purtroppo non riusciamo a costruire un punto di riferimento politico stabile”

All’assemblea di oggi parteciperà anche Sinistra Italiana?

“Non abbiamo invitato strutture politiche organizzate. Con SI abbiamo una divergenza che l’ha portata a decidere di interrompere il percorso comune appena iniziato con il cartello de “La Sinistra” alle scorse elezioni europee. Hanno scelto un’alleanza strategica con il Pd e l’accettazione del bipolarismo come un dato insuperabile. A nostro parere  è una scelta politica che non paga, perché finisce solo per accreditare una svolta a sinistra che il Pd non ha mai fatto rispetto all’impianto programmatico che lo caratterizza, non da Renzi, ma dalla sua fondazione stessa, fin dai tempi del Lingotto. Ci sarebbe bisogno invece di un’unità che vada da Potere al Popolo fino a Sinistra Italiana, ma soprattutto di un progetto che coinvolga tutti coloro che fanno movimento, che praticano lotte sociali e che concretamente fanno cose di sinistra in questo Paese”

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