Decreto sanitari, Scorza (Garante Privacy) a iNews24: “Una legge nazionale per tutelare gli operatori che non possono vaccinarsi”

“Abbiamo sempre detto che eventuali obblighi avrebbero dovuto essere preceduti da una legge nazionale ed essere selettivi”. Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati, ai microfoni di iNews24, sul decreto sanitari in tema vaccini.

0

Abbiamo sempre detto che eventuali obblighi avrebbero dovuto essere preceduti da una legge nazionale ed essere selettivi”. Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati, ai microfoni di iNews24, sul decreto sanitari in tema vaccini.

LEGGI ANCHE: Bignami (Fd’I) a iNews24: “Il Cts continua a dettare i tempi della ripartenza. Sui parametri c’è mancanza di trasparenza”

In queste ore si sta discutendo il decreto sanitari in tema di vaccini anticovid. Riguarderebbe solo i sanitari che svolgono la professione a stretto contatto con i pazienti.
Non abbiamo ancora letto il decreto. Non si parlerebbe di un obbligo rivolto a tutto il personale sanitario, ma quello di front office. Quindi eventuali conseguenze da violazione riguarderebbero solo chi svolge la professione a stretto contatto con i pazienti. Per quanto riguarda la privacy, la questione è: obbligo – non obbligo e per chi?”;

Guido Scorza - componente del Garante per la protezione dei dati - foto di garanteprivacy.it
Guido Scorza – componente del Garante per la protezione dei dati – foto di garanteprivacy.it

Come andrebbe affrontato quindi?
Abbiamo sempre detto che eventuali obblighi avrebbero dovuto essere preceduti da una legge nazionale ed essere selettivi. Un obbligo selettivo quindi, per il solo personale a contatto diretto con i pazienti, imposto attraverso una norma che detti anche misure di salvaguardia dal punto di vista della privacy e soprattutto del rischio di discriminazione”;

Può fare un esempio?
Ci potrebbe essere personale che non può vaccinarsi per questioni di salute. Nella prospettiva della privacy non ci sarebbero problemi se venisse approvato un decreto che detti anche misure di salvaguardia a tutela della privacy e del rischio di discriminazione”;

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Covid-19, bollettino 27 marzo: 23.839 contagiati e 380 decessi

Il decreto potrebbe prevedere la sospensione o anche il licenziamento del personale sanitario che decide di non vaccinarsi, pur avendo stretto contatto con i pazienti.
Per quanto riguarda il Garante Privacy, un obbligo generalizzato in queste condizioni, con i vaccini ancora assenti per tutti e tempi differenziati, produrrebbe sicuramente discriminazioni e sarebbe forse difficilmente compatibile con la Costituzione. Con l’obbligo selettivo, nella stessa legge potrebbero essere adottate contromisure (ad esempio, cambiare di posto i destinatari dell’obbligo che non possono vaccinarsi per motivi di salute)”;

Guido Scorza - componente del Garante per la protezione dei dati- foto di www.guidoscorza.it
Guido Scorza – componente del Garante per la protezione dei dati- foto di www.guidoscorza.it

Sempre nel decreto potrebbe esserci il cosiddetto “scudo penale” per personale medico chiamato a somministrare i vaccini, escluse ovviamente le gravi colpe.
Più che uno scudo penale che ha il compito del colpo di spugna, sembrerebbe un modo per scongiurare il rischio che, se qualcosa andasse storto, chiunque possa prendersela con il personale medico trasmettendo gli atti in Procura, quando già non vanno trasmessi sulla base della disciplina vigente. Però non ho letto il decreto e non è una questione da Garante Privacy“;

Ma è giusto che il personale medico abbia l’obbligo di vaccinarsi?
Oggi non c’è dubbio che abbiano libertà di scelta in assenza di obbligo. Se quest’ultimo venisse introdotto, qualora non adempiano, andrebbero incontro alle conseguenze della violazione dell’obbligo”;

LEGGI ANCHE: Birmania, morti altri 91 civili: “Oggi è il giorno della vergogna”

Come si farà a sapere se un sanitario si è sottoposto o meno al vaccino?
Immagino che si saprà esattamente come già accade per gli altri vaccini. All’interno delle strutture sanitarie ci sarà un medico del lavoro che avrà accesso a questa informazione, e chiarirà al direttore generale. Non comunicherà però, se il sanitario si è vaccinato o no, ma solo se è idoneo o no alla mansione che prevede il contatto con il pubblico. Dal nostro punto di vista ovviamente, la cosa importante è caratterizzata dal principio di minimizzazione del trattamento”;

Cioè?
Se posso avere la certezza che il personale sanitario è idoneo o no senza far circolare i dati tra più persone, ma nelle mani di uno soltanto, è la strada da seguire. Normalmente, la notizia relativa al contagio e al vaccino e al test, è nelle mani del medico del lavoro che ha un rapporto con il paziente coperto dal segreto professionale. Quest’ultimo non rivela la notizia per intero al datore di lavoro, ma semplicemente se è idoneo o meno alla mansione. Immagino che questa sia la linea del decreto, così come il green pass europeo”;

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Terremoto in Adriatico, Carlo Doglioni (Ingv) a iNews24: “Per ora non ci sono danni o vittime”

Come si potrebbe affrontare quindi, la questione?
Mi aspetterei che l’obbligo non fosse bianco o nero. Ma si distinguesse tra i destinatari del vaccino, chi ha sviluppato gli anticorpi o chi fa tamponi con una determinata frequenza. Il risultato finale deve essere la tutela della salute pubblica, e fare in modo che il personale di front office non sia veicolo di contagio”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui