Vaccino Covid, caos a Codogno: anziani convocati ma il centro è chiuso

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Vaccino Covid, caos a Codogno: anziani convocati ma il centro è chiuso. Cento persone si sono recate all’hub ma non hanno potuto ricevere la propria iniezione

Vaccino Covid
Vaccino Covid, caos a Codogno: anziani convocati ma il centro è chiuso (Foto: Getty)

La campagna di vaccinazione prosegue con delle difficoltà nel nostro Paese. I ritardi delle consegne dei 4 vaccini per ora approvati dall’Ema e dall’Aifa (Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson) fanno il paio alle mancanze organizzative. Le dosi, se pur con un ritmo assai inferiore rispetto a quanto preventivato, stanno iniziando a coprire le richieste di molte Regioni, ma gli hub per le iniezioni non stanno rispondendo presente in tutte le circostanze. Dall’arrivo del generale Figliuolo come commissario per l’emergenza le cose stanno apparentemente migliorando nei numeri, ma non ancora a sufficienza per rimanere al passo con i Paesi più avanzati. L’ultimo caso di organizzazione fallace si è registrato a Codogno. Il centro nel Lodigiano è divenuto tristemente famoso lo scorso anno poichè ha ospitato il primo grande focolaio di Covid in Italia. Proprio ieri nel centro di vaccinazione locale, erano stati convocati 100 anziani over 80 per ricevere la propria dose. Il problema è che una volta arrivati al centro hanno trovato le porte chiuse, facendo così mestamente ritorno alle proprie abitazioni.

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Vaccino Covid, caos a Codogno: i problemi della Regione Lombardia

Centro vaccinazioni Codogno
Vaccino Covid, caos a Codogno: anziani convocati ma il centro è chiuso (Foto: Getty)

Secondo quanto riferito dal sindaco Francesco Passerini: “C’è stato un problema di comunicazione fra Asst e Aria sull’apertura. Il centro sarà aperto mercoledì”. All’interno della Regione Lombardia continuano intanto i dibattiti interni alla maggioranza, tra Lega e Forza Italia. Guido Bertolaso, responsabile della vaccinazione e Letizia Moratti, a capo del welfare, hanno contestato lo scorso week end i disservizi di Aria. Lo stesso Matteo Salvini ha ribadito come: “Chi sbaglia paga”. 

Proprio per questo la società è stata affidata al Dg Lorenzo Gubian, dopo le dimissioni nel cda. A finire nell’occhio del ciclone sono stati anche l’assessore leghista al Bilancio, Davide Caparini e l’ex titolare del Welfare, Giulio Gallera che ha commentato: “C’è questa società, Aria, fortemente voluta dall’assessore Caparini e dalla Lega che si è dimostrata una realtà non efficiente e al di sotto delle aspettative. Il management non si è dimostrato all’altezza“.

Anche Guido Bertolaso non usa mezzi termini e ammette come: “Qualcosa non funziona e sono stato il primo a criticarlo, ma io sono qui a vaccinare, non a sistemare la parte informatica della Regione Lombardia“. Insomma dovrebbe essere stato solo un problema di comunicazione, fatto sta che vista l’emergenza non è possibile concedersi nemmeno il minimo errore.

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