Scuola, Bonetti: “Da valutare riapertura anche in zona rossa”

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Scuola, la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti ha ipotizzato la riapertura anche in zona rossa

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Scuola, la ministra Bonetti apre alla presenza anche in zona rossa (Getty Images)

Quasi tutta Italia si trova al momento in zona rossa, il che vuol dire – oltre alle innumerevoli restrizioni – anche scuole chiuse. Il tema sta facendo parecchio discutere e, in attesa che la campagna vaccinale porti all’immunizzazione dell’intero personale scolastico, l’idea è di proseguire sulla stessa linea.

Intervenuta ai microfoni di Sky TG24, la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti ha però ipotizzato una soluzione differente. A partire da dopo Pasqua. “Ad oggi la scuola è chiusa nelle zone rosse. Mi auguro che in questa settimana ci siano regioni che passano in zona arancione, così da riaprire scuole dell’infanzia, nidi, primaria e secondaria di primo grado” le sue parole, alle quali ha aggiunto: “Dopo le festività, ritengo che si debba rivalutare la possibilità di riaprire almeno la scuola dell’infanzia e la primaria anche in zona rossa“.

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Scuola, uno studio rivela: “Stare in classe non spinge curva pandemica”

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Lo studio sulla correlazione tra la scuola in presenza e l’innalzamento della curva pandemica (Getty Images)

Intanto, alcuni studi condotti analizzando i dati del Miur e incrociandoli con quelli delle Ats e della Protezione Civile rivelano come non ci sia correlazione tra la scuola in presenza e l’innalzamento della curva pandemica. “Non esiste mai un rischio zero, ma sulla base dei dati raccolti affermiamo che la scuola è uno dei luoghi più sicuri rispetto alla possibilità di contagio da Covid” spiega Sara Gandini, esperta dello Ieo di Milano: “L’impennata osservata tra ottobre e novembre non può esser imputata alle scuole, considerando che il tasso di positività dei ragazzi rispetto ai tamponi è inferiore all’1%“.

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Inoltre, la chiusura totale o parziale non influisce sugli indici Kd e Rt. I giovani contagiano il 50% in meno rispetto agli adulti, che sono i grandi responsabili della crescita della curva pandemica” ha poi continuato l’esperta: “E questo si sta confermando anche con la variante inglese“.

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