Giornata Internazionale del Riciclo, la mamma rifiuti-zero: “Ecco come siamo diventati zero waste”

“Ma quale auto? Al lavoro vado in bici”. Elena e la sua famiglia hanno adottato poche semplici pratiche per cercare, nel loro piccolo, di ridurre l’inquinamento e il consumo della plastica.

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Ma quale auto? Al lavoro vado in bici”. Elena e la sua famiglia hanno adottato poche semplici pratiche per cercare, nel loro piccolo, di ridurre l’inquinamento e il consumo della plastica. La spesa? “dal contadino e al mercato, portando i contenitori da casa”. Elena Bollati, da sempre vicina al tema dell’ambiente, si è avvicinata al gruppo Facebook Famiglie Rifiuti Zero e da allora ha completamente rivoluzionato il suo stile di vita. Entro luglio 2021 gli Stati membri sono tenuti a recepire la direttiva europea che vieta l’uso della plastica usa e getta. Il Covid ha rallentato i tempi di attuazione in Italia e secondo il Politecnico di Torino, a causa della pandemia saranno utilizzati fino a 1 miliardo di mascherine usa e getta e 500 milioni di guanti al mese. Ai microfoni di iNew24.it, Elena Bollati racconta la sua esperienza, in occasione della Giornata Mondiale del Riciclo.

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Ci racconta il suo percorso “verso i rifiuti zero”?
Ho sempre avuto un interesse nei confronti dell’ambiente e quando sono nati i miei figli ho cominciato a utilizzare i pannolini lavabili. Durante la mia seconda gravidanza ho conosciuto il gruppo Facebook Famiglie Rifiuti Zero. Man mano ho cambiato il mio stile di vita. Sono partita dai rifiuti ed oggi non uso l’auto. Vado a lavorare in bicicletta”;

Luca, J., F. ed Elena, la famiglia "rifiuti zero"
Luca, J., F. ed Elena, la famiglia “rifiuti zero”

Quanto tempo porta via uno stile di vita ecosostenibile?
In famiglia sono stata io la prima ad adottarlo. Io ho una scuola di danza e lavoro solo di pomeriggio, così per come siamo organizzati, vado io a fare la spesa. Sa che non entro in un supermercato da cinque anni?”;

Dove acquista allora?
Per quanto riguarda le verdure e la frutta, abbiamo l’orto e siamo quasi autosufficienti. Per il resto andiamo al mercato o dai contadini. Io sono vegetariana, ma per mio marito e i miei figli, andiamo dal macellaio. Vado a fare in bici con un carrellino attaccato, che contiene contenitori tapperware, vasetti di vetro, sacchetti ermetici, che uso per evitare imballaggi di plastica e carta. Inoltre non acquistiamo online e cerchiamo di riutilizzare al massimo i fogli di carta”;

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E con le bibite?
Beviamo acqua del rubinetto o la prendiamo alla casetta dell’acqua. Non usiamo bibite confezionate e la nonna fa i succhi di frutta in casa. Quando a scuola, soprattutto durante questo periodo di pandemia, i miei figli mangiano merendine confezionate, mi dicono che non gli piace perché sono abituati ai sapori genuini!”;

Come fate invece, con i detersivi?
Li acquistiamo sfusi come i cosmetici e il vino. Inoltre usiamo le saponette al posto dei flaconi e lo shampoo solido. Spesso autoproduco sia il detersivo per la lavatrice che per la lavastoviglie. Durano molto di più e non sei costretto a comprarli spesso, soprattutto se non hai tempo”;

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Quali altri pratiche avete adottato?
Acquistiamo abiti di seconda mano per tutta la famiglia. Ma abbiamo anche fatto tanti macro passi. Abbiamo smesso di prendere l’aereo, ad esempio. Io l’ho fatto per una questione ambientale, mio marito si è accodato volentieri perché facciamo altri tipo di vacanze. Andiamo in campeggio, ci sono tanti posti raggiungibili via terra in Europa, che prima di averli finiti, non sentiremo il bisogno di fare voli transoceanici. Abbiamo il camper, che da un lato è molto inquinante, ma compensiamo portando nella nostra casa viaggiante, lo stile di vita che abbiamo a casa. Una volta raggiunta la meta del viaggio poi, ci spostiamo in bici o con i mezzi”;

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In termini economici, la scelta “verso i rifiuti zero” è più dispendiosa?
Risparmierei molto di più se la tassa rifiuti fosse calcolata in base al consumo reale della spazzatura e non al numero di persone che vivono in casa. Sono sicura che produciamo molto meno rifiuti di un single! Il risparmio deriva dalla mancanza di superfluo. Quando vado al mercato compro solo quello che mi serve, mentre andando al supermercato si spreca molto di più. Non so fare una stima, ma credo che in termini economici risparmiamo. Inoltre guadagniamo in salute e felicità. Abbiamo imparato a vivere con grande gioia, senza aspettare sempre di comprare qualcosa che non abbiamo”;

Coronavirus rifiuti
Coronavirus, emergenza rifiuti: in Italia danni da un miliardo di euro (Foto: Getty)

Cosa consiglia a una famiglia che vuole avvicinarsi a uno stile di vista “zero waste”?
Di scegliere una sfida raggiungibile. Iniziare da cose facili e che danno soddisfazione, ad esempio usare i tovaglioli di stoffa al posto della carta. Ho iniziato a pesare la mia immondizia con l’obiettivo di ridurla. Adesso svuoto i bidoncini una volta al mese. Non si tratta di una rinuncia, ma di una scelta diversa. Non faccio fatica a seguire le regole che mi sono data, anzi. Se vi chiedete come fare, pensate alle vostre nonne o bisnonne! E attenzione: non tutto può essere evitato”;

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Ad esempio, non si possono evitare, in questo periodo di pandemia, le mascherine ffp2.
Assolutamente. Al lavoro sia mio marito (ingegnere) sia io utilizziamo le mascherine ffp2, che sono necessarie. AI miei figli ho comprato mascherine certificate e lavabili”;

A proposito dei suoi figli. Come li ha sensibilizzati alle tematiche ambientali?
I bimbi sono cresciuti con questa abitudine e per loro è una cosa molto naturale. Non mi chiederebbero mai, ad esempio, di comprare una bottiglia d’acqua. Se quando siamo fuori, dimenticano la borraccia a casa, cerchiamo un modo alternativo per bere, oppure resistiamo fino a che non siamo a casa. Non mangiano merendine confezionate, cuciniamo tutti insieme”;

Emergenza rifiuti Italia
Coronavirus, emergenza rifiuti: la crisi costerà all’italia un miliardo di euro (Foto: Getty)

Ha mai paura di sbagliare?
L’altro giorno mio figlio mi ha chiesto cosa fosse Mc Donald’s. Come tutti i genitori, anche io ho il dubbio di sbagliare e qualche volta ho paura che siano fuori dal mondo. Dall’altra parte loro sono cresciuti così, per me l’importante è l’impronta, poi cresceranno e faranno le loro scelte. J. mi fa domande sulla mia scelta vegetariana ma non ho mai spinto i miei figli. Ovviamente faccio solo attenzione a dove comprare la carne per loro e mio marito”;

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Come pensa che sia andato il percorso “verso i rifiuti zero” in Italia con il Covid?
Durante il Covid c’è stato un aumento degli acquisti online e mi sono accorta che si preferisce comprare cibi confezionati per paura. Ho sentito al telegiornale che con la chiusura dei ristoranti, il mercato alimentare ha perso un’alta percentuale di entrate. In Italia siamo 60 milioni e mangiamo ugualmente sia a casa sia al ristorante. Forse tutto quello che è crollato era cibo che veniva buttato?”.

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