AstraZeneca, via libera dell’Ema. Pedrini (Fimmg) a iNews24: “No libera scelta sul siero con cui vaccinarsi”

“Spero che riprenderemo le vaccinazioni, perché la campagna deve procedere il più velocemente possibile”, dice Paola Pedrini, medico di base nel Bergamasco e segretaria regionale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg).

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Riprenderemo le vaccinazioni, perché la campagna deve procedere il più velocemente possibile”, dice Paola Pedrini, medico di base nel Bergamasco e segretaria regionale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) ai microfoni di iNews24, sul via libera dell’Ema ad AstraZeneca. “Ai cittadini dico di vaccinarsi per proteggere se stessi e tutti gli altri”.

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Secondo l’Ema “il vaccino AstraZeneca è sicuro, efficace e i benefici sono superiori ai rischi”. Cosa ne pensa?
Riprenderemo le vaccinazioni il prima possibile, perché la campagna deve procedere velocemente. Ai cittadini dico di vaccinarsi, per proteggere se stessi e tutti gli altri. Il vaccino è l’unica arma efficace che abbiamo contro il Covid per combattere questa pandemia. Non ci sono ancora terapie efficaci. Dico anche: fidatevi. Ogni dubbio è stato tolto, bisogna fidarsi delle autorità scientifiche italiane ed europee”.

Paola Pedrini, medico di base e segretaria regionale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) - Foto Facebook
Paola Pedrini, medico di base e segretaria regionale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) – Foto Facebook

Nonostante il verdetto di oggi, si aspetta lo stesso una mancanza di fiducia nei confronti di AstraZeneca da parte dei cittadini?
Fortunatamente la maggioranza dei cittadini, prima del blocco preventivo di Astrazeneca, era molto entusiasta e speranzosa. In tantissimi richiedevano il vaccino, ci chiamavano per sapere quando sarebbe arrivato il loro turno. La notizia del blocco di Astrazeneca dei giorni scorsi, ha creato qualche dubbio sui più titubanti. Adesso noi continueremo a fare il nostro lavoro come medici di famiglia e lavoreremo ancora di più informando correttamente i cittadini, convincendoli a vaccinarsi e a proteggere se stessi e i loro cari”.

Cosa direbbe ai suoi pazienti per tranquillizzarli ancora di più?
Il numero dei casi di trombosi che si sono verificati sono uguali a quelli della popolazione generale, anche non sottoposta alla vaccinazione. Non è niente di allarmante e sono numeri molto bassi rispetto alle dosi somministrate. Come ogni medicinale, anche il vaccino potrebbe avere qualche effetto avverso. Ovviamente l’attenzione è stata focalizzata su Astrazeneca”.

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Secondo lei, un cittadino dovesse rifiutare AstraZeneca, potrebbe scegliere di vaccinarsi con un altro vaccino?
Al momento le dosi non abbondano, quindi non è proprio il momento per poter lasciare libera scelta al cittadino. La scelta del vaccino va fatta dal medico che deve somministrarlo. Chi rifiuta solo per dubbi o per disinformazione e non per altri motivi, mi sembra giusto che vada in coda. Ed è giusto andare avanti con le liste, vaccinando chi accetta, si fida degli organi vigilanti e si sottopone al vaccino proposto”.

vaccino astrazeneca
Vaccino AstraZeneca, parla la direttrice dell’Ema Emer Cooke (screenshot YouTube)

Presto potrebbe ripartire la somministrazione di AstraZeneca. In questi giorni però, si è rischiato un rallentamento della campagna vaccinale.
La criticità maggiore è il numero di dosi, a parte l’incidente di AstraZeneca, che è più un incidente di comunicazione. Probabilmente sono stati alimentati alcuni dubbi della popolazione generale, invece di contrastarli con basi scientifiche. C’è stato un grave problema di informazione che è degenerato fino alla sospensione precauzionale delle dosi di AstraZeneca. Questo ci ha portato a un rallentamento importante che non ci voleva e ha creato un ulteriore sfiducia verso il vaccino”.

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Dottoressa, oggi è la giornata della Memoria delle Vittime del Covid. Una delle immagini più forti dell’anno scorso è stata quella degli autocarri militari che trasportavano bare, uscendo da Bergamo. Lei svolge la professione di medico di base nel Bergamasco. Come ha vissuto quei giorni?
Sono stati giorni difficili e ricordarli è ancora difficile. È trascorso un anno e non avremmo mai pensato di poter vivere una situazione del genere. I carri furono il culmine, perché già sembrava prima, di essere in guerra. Vivevamo una situazione assurda, era veramente una zona rossa in quel momento. Per strada circolavano pochissime persone e il silenzio era pesante. L’unico rumore erano le sirene delle ambulanze. Vedere i carri dell’esercito fu il culmine di quelle giornate”.

Giornata nazionale memoria Covid
Covid, il 18 marzo l’Italia celebra la Giornata in memoria delle vittime (Foto: Getty)

Come medico di base lei è l’autorità sanitaria più vicina ai pazienti. Com’è cambiata, secondo lei, la loro percezione dall’anno scorso?
Nonostante sia passato un anno, oggi siamo di nuovo in zona rossa. Questo ci ha sicuramente un po’ abbattuto. Come medici, la presenza del vaccino ci rassicura. Dovremo vaccinare il più velocemente possibile e raggiungere presto una buona copertura. L’obiettivo è tornare a vivere una situazione migliore di quella attuale. Rispetto all’anno scorso, oggi c’è una luce in fondo al tunnel”.

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Come procede la campagna vaccinale in Lombardia e in generale?
In generale siamo in balia delle consegne. Sulla parte organizzativa, nei vari territori ci stiamo muovendo ancora in modo poco efficace, ma questo dipende dal numero delle dosi disponibili. La disponibilità dei medici di famiglia è veramente ampia, ma molti di noi non stanno vaccinando perché mancano i vaccini”.

Si era invece discusso il problema opposto: ci sarebbero stati pochi medici per tutti i vaccini.
Attualmente sì. Ci sono tanti medici di base e pochi vaccini”.

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