Giovanni Trapattoni, quel ricordo indelebile: “Sono vivo per miracolo”

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Giovanni Trapattoni poteva morire in un massacro. Come rivelato da lui stesso, si salvò per miracolo.

Giovanni Trapattoni (foto Getty)

Oggi, mercoledì 17 marzo per ogni appassionato di calcio che si rispetti non è solo il giorno di San Patrizio, ma anche il compleanno di uno degli allenatori italiani più importanti e rappresentativi del secondo dopoguerra: Giovanni Trapattoni. Il Trap, nome con il quale lo hanno chiamato da sempre tutti, oggi compie 82 anni e noi vogliamo ricordare in questo giorno così importante un avvenimento che avrebbe potuto cambiare la storia dello stesso allenatore e stravolto l’intero mondo del calcio.

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Giovanni Trapattoni, quel ricordo indelebile: “Sono vivo per miracolo”

Giovanni Trapattoni allora non aveva ancora compiuto 77 anni. Il Trap, dopo l’esperienza sulla panchina della nazionale irlandese, a marzo 2016 sarebbe dovuto essere nel resort di Gran Bassam, a 40 km da Abdjan, Costa d’Avorio, teatro del massacro perpetrato dai terroristi islamici che ha causato 18 morti e 33 feriti.

Dialogando con il giornalista Marco Bernardini, a una settimana dal massacro il mister rivela come sono andati i fatti: “Sai, Marco devo proprio avere un santo che mi protegge da lassù. Oppure, molto più semplicemente, è intervenuta mia sorella Romilde che è andata in cielo due anni fa. Insomma io, la scorsa settimana, sarei dovuto partire per la Costa d’Avorio dove mi attendevano per consegnarmi la loro nazionale di calcio. Contratto di un anno e posto da favola dove vivere. Credo proprio in quel resort di lusso dove quegli animali arrivati con le barche dal mare e nascosti dietro l’alibi di una guerra di religione hanno compiuto una carneficina. Mi sa tanto che non è più tempo di andare per il mondo”.

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