Galli (Sacco) a iNews24: “Nessuna differenza di decessi tra Astrazeneca e Pfizer”

“Non c’è nessuna differenza significativa tra i decessi osservati tra chi si è vaccinato con Astrazeneca e chi con Pfizer”.

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“Non c’è nessuna differenza significativa tra i decessi osservati tra chi si è vaccinato con Astrazeneca e chi con Pfizer”. Con queste parole Massimo Galli, professore di malattie infettive dell’Università Statale di Milano e direttore della clinica di malattie infettive dell’Ospedale Sacco, commenta la preoccupazione che si sta diffondendo in questi giorni sulla presunta pericolosità del vaccino anti-covid Astrazeneca.

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Professore, perché si è diffusa tanta preoccupazione per Astrazeneca e non per Pfizer o Moderna?
Rimane un concetto abbastanza misterioso. Controllando i dati dei rapporti della Gran Bretagna riguardanti Pfizer e Astrazeneca, si nota che non c’è nessuna differenza significativa tra i decessi osservati tra coloro che avevano fatto una o l’altra vaccinazione. Si tratta di un numero di morti in linea con le attese in base al numero della popolazione, in un tempo definito. Com’è noto, in un’unità di tempo, la gente muore per le cause più varie. Se il numero di decessi non supera in maniera clamorosa il numero atteso, evidentemente il nesso di causalità con il vaccino manca completamente”;

Massimo Galli

A quali dati si riferisce?
Mi sto riferendo agli Uk Spontaneous Reports. Per quanto riguarda Pfizer, su 33.207 casi di effetti collaterali da considerare, ci sono stati 227 report fatali, cioè lo 0,0068%. Per quanto riguarda Astrazeneca invece, su 54.180 casi, se ne contano 275, cioè lo 0,05%. Il limite è che si tratta di rapporti spontanei, quindi potrebbero mancare delle segnalazioni, ma di solito le morti non mancano. Da questi dati, pare che non ci sia una grossa differenza e probabilmente non ci si discosta dall’atteso per il Paese. Finora in tutta Europa e nel Regno Unito, su un totale di 17 milioni di vaccinati, ci sono stati 15 eventi di trombosi venosa profonda e 22 eventi di embolia polmonare, tra quelli che hanno ricevuto il vaccino: molto più basso di quanto ci si aspetterebbe in una popolazione generale. Come ha detto il mio collega Andrea Cossarizza al Corriere della Sera, l’incidenza annua di tromboembolismo è di 1 caso ogni 1000 abitanti in Italia. Ci si può attendere circa 60mila casi all’anno, quindi 166 al giorno. Come si immagina, con 166 casi attesi, fissarsi sulle colpe del vaccino è abbastanza aleatorio”;

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Con lo stop preventivo di Astrazeneca e i conseguenti sequestri dei lotti, la campagna vaccinale ha subito un rallentamento. Il rischio è che, anche se l’Ema dovesse valutare sicuri i lotti fermi, i cittadini abbiano comunque paura di vaccinarsi con Astrazeneca?
Nel 2014, per alcuni decessi di anziani, che poi si sono rivelati tra quelli che potevano essere attesi, si è sospeso un vaccino influenzale. Quell’anno, dal 54% si è passati al 48% di vaccinati. Nella stagione invernale successiva ci sono stati parecchi casi in più di decessi legati all’influenza, in modo diretto o indiretto. In Europa si è creato un effetto domino e l’Italia si è adeguata, dando un segnale pessimo, molto triste. È difficile recuperare la fiducia dei cittadini. Nonostante qualsiasi sforzo, non ci si arriva a far capire che il vaccino è sicuro e che tutte queste cose non hanno una vera rilevanza”;

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Sono le prime informazioni, ma pare che l’autopsia al corpo di Sandro Tognatti, professore di clarinetto 57enne, abbia rivelato la morte per un problema cardiaco improvviso. Forse un infarto. Non ci sarebbe quindi nessun segno che colleghi il decesso con il vaccino Astrazeneca.
Non so cosa possa essergli capitato. Chiunque può avere un infarto. Non conosco tutti gli altri possibili fattori di rischio. Il problema però, non sono questi poveri morti in prossimità della vaccinazione, probabilmente per cause del tutto disparate. Il problema saranno i morti in più che avremo perché non riusciremo a vaccinare abbastanza. Questi francamente mi angosciano parecchio, perché si tratta di morti evitabili. Il fatto di non poter vaccinare ci mette nelle condizioni di non poter evitare queste morti”;

Covid AstraZeneca
AstraZeneca, via libera dalla Francia agli over 65 con patologie (Foto: Getty)

Con lo stop di Astrazeneca, chi ha già fatto la prima dose, potrebbe non avere la seconda? E nel caso, è possibile fare il richiamo con Pfizer o Moderna?
Non ha senso fare i richiamo con Pfizer o Moderna. Piuttosto è meglio spostare il tempo. Con Astrazeneca si può arrivare fino a 90 giorni per il richiamo. Ma i tempi necessari per ripristinare la situazione saranno molto più brevi. Mi auguro che entro questa settimana, questa cosa venga rimangiata. Quello che mi dà molto fastidio è che quando una cosa del genere prende le prime pagine diventa uno stigma per la gente”.

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