Oddati (PD) a iNews24: “La maggioranza congressuale è unita su Letta. Primarie solo nel 2023”

Il coordinatore della Segreteria Nazionale del Pd, Nicola Oddati, sostiene la candidatura di Enrico Letta e rimanda la discussione congressuale ad un secondo momento: “Giusto avviare una discussione sul programma e sulla nostra identità , quando ci saranno le condizioni per farlo”. Nessun ripensamento invece sulla linea politica intrapresa dal Pd di Zingaretti: “In Italia non si vince senza stringere alleanze, questo fu l’errore che commettemmo nel 2018 e sarebbe assurdo ripeterlo ora”

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Nicola Oddati (@Facebook)

Il Pd sta tentando di ricomporre i pezzi dopo dimissioni di Zingaretti, come fotografa il momento a pochi giorni dall’Assemblea nazionale?

“È chiaro come le dimissioni di Zingaretti siano state una scossa per tutto il partito democratico, e insieme, un atto di generosità politica per spingere il partito ad una riflessione profonda e aprire una fase nuova. Penso naturalmente che la risposta più forte che possiamo dare, sia quella di mettere in campo una candidatura autorevole e affidabile, che porti saldamente il partito alle prossime elezioni amministrative, che sostenga il governo Draghi in questa fase così delicata e che possa arrivare fino alle politiche del 2023. In questo senso ritengo che la candidatura di Enrico Letta abbia tutte queste caratteristiche”

La candidatura di Enrico Letta e il nodo relativo al congresso

Enrico Letta
Enrico Letta (@GettyImages)

Auspicate una convergenza ampia sulla sua candidatura?

“La maggioranza congressuale con cui Nicola Zingaretti ha vinto il congresso è molto unita su questo punto. Auspichiamo il massimo percorso unitario, ma chiaramente è una scelta connotata da un impostazione che è quella dettata dalla maggioranza congressuale”

Non tutti sono però d’accordo con la linea della maggioranza, Base Riformista infatti  vorrebbe  lo svolgimento di un congresso il prima possibile.

“C’è una distinzione di fondo tra la maggioranza e Base Riformista, che è appunto quella relativa  al nodo dello svolgimento del congresso. Noi crediamo che le primarie si debbano svolgere a scadenza naturale, quindi nel 2023, a maggior ragione se possiamo avere un segretario con la forza, l’autorevolezza e storia politica di Enrico letta. Una discussione sul programma, sulle strategie e sulla nostra identità è giusto farla e la vogliamo anche noi, ma riteniamo si possa fare dopo le ammnistrative, non appena avremo le condizioni per svolgerlo in sicurezza, soprattutto se la campagna vaccinale produrrà i risultati sperati” 

 Le dimissioni di Zingaretti e le accuse al Pd

zingaretti, linea del rigore per Pasqua
Nicola Zingaretti (Getty Images)

Orfini proprio ieri ha dichiarato che Zingaretti in realtà si sarebbe dimesso in seguito del fallimento della sua linea politica.

“Mi pare un’interpretazione molto originale e soprattutto non corrispondente alla realtà. Zingaretti ha ampiamente spiegato i motivi delle sue dimissioni e la sua scossa generosa ci sta conducendo ad aprire un’altra fase. Proseguiremo su questa linea politica, che consiste nel rafforzare l’identità del Pd, facendolo crescere attraverso un radicamento nella società e portando avanti una politica di alleanze utile e strategica. Dovrebbe essere chiaro che in Italia non si vince senza stringere delle alleanze, questo fu l’errore tragico che commettemmo nel 2018 e sarebbe assurdo ripeterlo ora”

Ha già risposto alle accuse che sono state lanciate nei confronti del Pd, sia dal leader delle sardine, Mattia Santori, che dall’ ex portavoce di Giuseppe Conte, Rocco Casalino. Ieri al coro si è aggiunto anche Nichi Vendola, che ha definito il Partito Democratico  “un problema per la sinistra”.

“Rispetto le opinioni di tutti, in particolare di Nichi a cui voglio bene e con cui ho condiviso anche un percorso di storia comune ai tempi della Fgci. Penso però che un partito così importante all’interno dello schieramento riformista e progressista, come è il Pd,  non possa essere considerato un problema. Lo diventa se non riesce ad affrontare le sfide che ha davanti, e questo è lo sforzo che dobbiamo fare in questo momento. Inviterei tutti ad avere maggior rispetto per questa comunità politica e a pesare le parole. Ogni critica è legittima, ma deve essere costruttiva e  tenere conto della realtà. E la realtà ci dice che se non ci fosse il Pd, questo Paese oggi sarebbe consegnato totalmente alla destra sovranista”

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