Astrazeneca, Pregliasco a iNews24: “Stop precauzionale per verificare nesso tra trombosi e vaccino”

"Si dovrà verificare se c’è la correlazione tra gli effetti collaterali e il vaccino", dice Fabrizio Pregliasco, membro del Cts lombardo, in merito al blocco dell'Aifa, in via cautelativa, di un lotto del vaccino Astrazeneca,

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Si dovrà verificare se c’è la correlazione tra gli effetti collaterali e il vaccino“, dice Fabrizio Pregliasco, membro del Cts lombardo, in merito al blocco dell’Aifa, in via cautelativa, di un lotto del vaccino Astrazeneca. Secondo il direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano, è tutto da vedere se i casi di trombosi siano stati realmente dovuti alla somministrazione del vaccino. Inoltre, “la peculiarità del vaccino Janssen è che può essere somministrato in una sola dose“, continua ai microfoni di iNews24.

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L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato il vaccino Janssen di Johnson & Johnson contro il Covid. Domani, venerdì 12 marzo, si terrà la riunione della Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per il via libero in Italia. In cosa differisce dagli altri precedentemente approvati?
Janssen è costituito da un adenovirus modificato per contenere la produzione della proteina Spike. La peculiarità è la singola dose che va somministrata. Utilizza un Dna che codifica per la proteina Spike e ha questa caratteristica legata alla composizione e alla concentrazione dell’adenovirus che, si è visto, è utile in singola dose. Si tiene in frigorifero a 2 gradi per tre mesi. La differenza con i vaccini a Rna è la tipologia della sequenza nucleotidica. Il dna viene inglobato nei sistemi replicativi della cellula e viene codificata la proteina Spike”;

Covid-19 pregliasco
Fonte: Facebook

L’Aifa ha bloccato in via cautelativa l’utilizzo di un lotto del vaccino Astrazeneca, in seguito ad alcuni presunti effetti collaterali che sono ancora da accertare e che riguardano problemi di trombosi. Dal canto suo, l’Ema ha chiarito che nel frattempo che vanno avanti le indagini, la somministrazione di questo vaccino potrà considerarsi sicura. Intanto Danimarca, Islanda e Norvegia hanno sospeso Astrazeneca fino a che non saranno fatti accertamenti. Cosa pensa a riguardo?
È un fatto solo precauzionale. Credo che nel breve periodo si riuscirà ad avere un’indicazione che non sarà drammatica. Si dovrà indagare se c’è la correlazione tra questi effetti collaterali e il vaccino”;

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A Firenze si è registrato il primo caso di variante indiana del Covid-19. In cosa differisce questa variante rispetto alle altre. I vaccini finora approvati sono efficaci anche in questo caso?
Le varianti sono un qualcosa che ci aspettavamo e cercandole, le stiamo trovando. Credo che non tutte siano “sfortunate”. Quelle più famose ad oggi ci preoccupano relativamente. I vaccini, per quelle già indagate, ad esempio quella inglese, vanno bene. Per quella brasiliana ed africana c’è una lieve perdita di efficacia. Vedremo per queste altre”;

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In Italia sempre più Regioni vanno verso la zona rossa, l’ultima è il Friuli. Ha senso, secondo lei, continuare con il sistema delle zone o è necessario un lockdown nazionale?
Un lockdown nazionale sarebbe difficile da attuare. Credo che il sistema attuale si possa affinare con elementi riferiti soprattutto al weekend e magari con zone rosse circoscritte a zone più a rischio per garantire la protezione, danneggiando il meno possibile l’economia. Un lockdown pesante potrebbe essere più efficace per avere delle risposte, ma sarebbe difficilmente accettabile da una buona parte della popolazione. Rispetto al primo lockdown, il sistema a zone in Italia, rappresenta una via di mezzo tra la tutela della salute e dell’economia. Tutto sommato ha mitigato la diffusione della malattia. Ora si tratta di fare correzioni alla luce di questa situazione epidemiologica”;

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Com’è la situazione a Milano?
Non è preoccupante ma è impegnativa. Si assiste a un incremento di chiamate al 118 con sintomi respiratori soprattutto nel Bresciano. Gli ospedali ovviamente non sono ancora saturi, ma c’è un impegno dei posti letto”;

C’è un potenziale pericolo di riavere i pronto soccorso saturi in alcune regioni italiane?
Ora siamo più organizzati e sappiamo come regolare gli afflussi. Le correzioni delle restrizioni dovrebbero avere già i primi risultati e spero che ci possa essere un governo maggiore della situazione”.

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