De Bertoldi (Fd’I) a iNews24: “McKinsey? Non vorremmo che dietro ci siano interessi poco chiari”

Il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea De Bertoldi, critica il governo Draghi per le decisioni prese rispetto alla gestione della pandemia: “Tra Dpcm e lockdown poco razionali, c’è ancora troppa continuità con il Conte- Ter”. Duro il giudizio anche sull’accordo per la supervisione del Recovery Plan, tra l’esecutivo e la società di consulenza McKinsey: “Non permetteremo che le decisioni sull’indebitamento della nostra nazione vengano prese in qualche segreta stanza della finanza europea”

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Andrea De Bertoldi (@ Facebook)

I sondaggi danno Fd’I  ancora in crescita, vi attestate ormai come terza forza parlamentare, subito dietro il M5s e davanti al Partito Democratico. Si tratta di un dato quasi impensabile appena un anno fa, come se lo spiega?

“Abbiamo sempre detto che i sondaggi lasciano il tempo che trovano e che per noi contano solamente i risultati conseguiti. Detto ciò, già le ultime consultazioni amministrative ed europee avevano confermato una crescita continua di Fd’I. Li prendiamo come un buon auspicio, ma noi i nostri sondaggi li facciamo ogni giorno, ascoltando la gente a partire dai territori. È grazie a questo che percepiamo la stima e sentiamo l’apprezzamento anche da persone che provengono da mondi ideologicamente molto diversi dal nostro. Ci sono persone di centrosinistra che oggi addirittura ci chiedono di iscriversi a Fd’I, perché hanno capito che nella politica contemporanea servono due cose fondamentali: avere il coraggio dei propri valori e la coerenza e certezza dell’interlocutore”

Poter sfruttare il campo dell’opposizione in solitario è un bel vantaggio da questo punto di vista, non crede?

“È vero, può esserlo in un certo senso, ma la verità è che noi siamo all’opposizione proprio perché coerenti con noi stessi. Proprio per questo motivo, come abbiamo già spiegato, la nostra opposizione non sarà finalizzata all’ottenimento del consenso elettorale, ma sarà invece un’opposizione costruttiva che perseguirà sempre l’interesse del Paese. Faremo le nostre proposte e saremo lieti di votare i provvedimenti che ci convinceranno e che riterremo utili per la nazione”

Fratelli d’Italia e l’opposizione al governo Draghi

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Giorgia Meloni (Getty Images)

Come giudica i primi passi mossi dal governo Draghi?

“Purtroppo l’inizio non promette bene. Una volta appurato infatti come nella sua composizione, il governo sia più simile ad un Conte-Ter che al” governo dei migliori”, abbiamo visto per l’ennesima volta ricorrere all’utilizzo dei Dpcm e all’imposizione di lockdown poco razionali. La verità è che, tranne che per qualche rara e apprezzabile occasione, come è accaduto per la sostituzione del commissario Arcuri, vediamo ancora troppa continuità con il governo precedente. Speriamo di vedere un cambio di passo già con il prossimo “Decreto Sostegni”, anche se le indiscrezioni che arrivano in questo senso non ci lasciano ben sperare. Ci auguriamo davvero di poter essere smentiti, ma  temiamo che non sarà così”

Anche sulle mancate riaperture vi aspettavate qualche cosa in più?

“Certamente sì, anche perché, fermo restando le rigide regole di sicurezza che devono sempre essere rispettate, riteniamo che la ricetta per poter uscire da questa drammatica situazione sia un’altra. Anziché chiudere, crediamo che in questo contesto sia necessario, al contrario, aprire tutto per più tempo possibile. Non chiudere alle 18 quindi, ma tenere aperto ventiquattro ore su ventiquattro, proprio per diluire e scaglionare gli ingressi delle persone e permettere agli operatori di continuare a vivere. La situazione è drammatica e ormai chi non muore di Covid, rischia di ammalarsi di depressione, quando non si suicida per il fallimento della propria attività”

Il contratto tra il governo Draghi e la società McKinsey 

Governo Draghi Covid
Il piano del nuovo presidente del Consiglio (Foto: Getty)

In questi giorni ci sono state polemiche relative all’accordo tra l’esecutivo e la società di consulenza McKinsey incaricata di supervisionare la stesura del Recovery Plan. Lei come giudica questa scelta?

“Decisamente inappropriata. Ho personalmente chiesto al governo cosa ci stiamo a fare nelle commissioni a discutere e a cercare di fare proposte sul Recovery Plan, se poi ci si deve affidare a McKinsey per la supervisione del progetto. Le nostre perplessità sono aumentate poi, quando abbiamo saputo l’ammontare del compenso di questa società (25.000 euro -ndr), che a onor del vero, vale più o meno il prezzo di una consulenza telefonica. Ecco, non vorremmo che dietro tutto ciò, ci sia qualche altro interesse ancora non molto chiaro. Per quel che ci riguarda, non permetteremo mai che il parlamento venga esautorato dei suoi compiti e che le decisioni sull’indebitamento della nostra nazione vengano prese e costruite in qualche segreta stanza della finanza europea. Diciamo che, rispetto alla gestione del Recovery Plan, registriamo da parte del governo il tentativo formale di voler rispettare le regole, ma di non voler condividere la sostanza con il parlamento”

Quale potrebbe essere un segno di discontinuità apprezzabile rispetto al governo precedente?

“Dobbiamo cominciare dalle questioni pratiche e reali. C’è per esempio un mio disegno di legge sulla malattia e gli infortuni dei professionisti che è in attesa di approvazione in Commissione giustizia. Parliamo di una platea di oltre 2 milioni di persone interessate. Si tratta di una legge trasversale, proposta da Fd’I e firmata da tutti i partiti, e oggi bloccata per una posizione della Ragioneria di Stato, che ritiene debba esserci una copertura di oltre 200 milioni di euro. Si potrebbe iniziare da qui, sbloccando l’iter di questa proposta, magari prima che siano i professionisti italiani ad alzare i toni”

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