Cashback verso lo stop? L’allarme: “Quei soldi servono ad altro”

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Continua a far discutere il Cashback, iniziativa lanciata dal Governo il cui destino sembra essere sempre più in bilico

Cashback
Cashback, il futuro dell’iniziativa è sempre più in bilico (Pixabay)

Tra le tante iniziative lanciate dalla precedente amministrazione nei mesi scorsi, c’è il Cashback di Stato. Tutti i cittadini residenti in Italia che si sono iscritti tramite l’app IO, potranno usufruire di un parziale rimborso delle spese effettuate dopo il primo semestre del 2021. Il futuro del piano è però sempre più in bilico.

Il nuovo governo Draghi, infatti, starebbe valutando nuove misure per far rifiatare i conti. Tra i vari tagli, potrebbe esserci proprio quest’iniziativa. A rincarare la dose ci ha pensato il direttore di Confartigianato Giuseppe Menchelli, intervistato da Città della Spezia. “In un momento di crisi economica come questo, è assurdo destinare 5 miliardi di soldi pubblici alle spese del Cashbackle sue parole: “Le scene dei cittadini che frazionano i pagamenti non si possono vedere“.

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Cashback, l’allarme di Confartigianato: “Quei soldi servono ad altro”

cashback GOVERNO DRAGHI
L’allarme lanciato da Confartigianato (Pixabay)

Il Cashback potrebbe avere i giorni contati. Il governo Draghi, infatti, starebbe valutando tagli per rifinanziare le casse dello Stato, pesantemente colpite dalla crisi economica e sociale. Il direttore di Confartigianato Giuseppe Menchelli ha lanciato l’allarme. “Bisogna esser chiari: oltre ai costi esagerati, questa iniziativa avvantaggia solo le persone in grado di spendere soldi e che vivono nelle grandi aree urbane. Un vantaggio dei ricchi, pagata coi soldi di tutti” ha spiegato a Città della Spezia.

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Auspichiamo ad un ripensamento nella riscrittura del Recovery Plan. Non è un bel modo per combattere l’evasione fiscale, anzi. Come possiamo accettare di investire denaro pubblico per ristornare somme ai privati per i loro acquisti?” ha poi continuato Menchelli: “Quei soldi servono alle impresse, ai cassa integrati, ai disoccupati e alle nuove povertà“.

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