Viviana Parisi, un giallo ancora aperto: spunta una nuova ipotesi

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Viviana Parisi, un giallo ancora aperto. Sono passati otto mesi dalla tragica morte della donna e del piccolo Gioele, ma non tutto torna

Viviana parisi padre
(Facebook)

Cosa è successo veramente a Viviana Parisi e al piccolo Gioeie, trovati morti dopo lunghe ricerche lo scorso agosto a Caronia, in Sicilia? La famiglia della dj di origini torinesi ma che per amore viveva sull’isola ha deciso di andare avanti alla ricerca della verità che non necessariamente coincide con quella delle indagini.

La conferma è arrivata nelle ultime ore dal criminologo Carmelo Lavorino, nominato come consulente dai legali di Daniele Mondello, padre di Gioele e marito di Viviana. Insieme ad altri consulenti della famiglia, compreso un medico legale, ha fatto un nuovo sopralluogo nella zona del ritrovamento dei due corpi. E ci sarebbero novità importanti che possono cambiare i risultati dell’inchiesta.

L’ipotesi sulla quale sta ragionando Lavorino infatti è clamorosa: Viviana Parisi non si è suicidata, come ipotizzato dalla Procura, ma sarebbe stata uccisa da qualcuno. Il suo assassino poi, per dissimulare il crimine, avrebbe creato una messinscena, spostando il corpo della donna vicino al traliccio sotto il quale effettivamente è stata trovata. Ma i fatti non sarebbero andati come dicono le ricostruzioni note fino ad oggi.

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Viviana Parisi assassinata e poi spostata: un’ipotesi che non convince la Procura

Dj Viviana Parisi
(Facebook)

Al momento solo ipotesi, anche se Carmelo Lavorino pensa di avere elementi a suffragio della sua tesi: “Non ci sono prove o impronte di Viviana sul traliccio e il corpo è posizionato non in modo conforme con una caduta dall’alto e inoltre ad una distanza inusuale”. E ci sarebbe altro: quel traliccio è sempre esposto al sole e quindi in pieno agosto, con il caldo infernale che c’era in Sicilia sarebbe stato impossibile per Viviana arrampicarsi e lasciarsi cadere.

Poi c’è tutta la sterpaglia intorno, fatti di piante e di rovi. Difficile, se non impossibile arrivarci a piedi come è stato ipotizzato. Ma invece con una macchina, se l’assassino avesse caricato sopra il corpo della donna, sarebbe stato possibile. Inoltre anche l’autopsia avvalorerebbe la tesi dell’omicidio. Sul corpo di Viviana sarebbe stata riscontrata la frattura di due vertebre della colonna vertebrale e della testa del femore. Quindi facilmente una caduta, ma non dal traliccio.

Ora le prossime mosse dei consulenti saranno quelle di aspettare il deposito delle consulenze da parte dei periti nominati dalla Procura e poi faranno le valutazioni del caso. Ma come riporta il quotidiano ‘La Sicilia’, Angelo Vittorio Cavallo (procuratore di Patti che segue il, caso) la pensa diversamente: “Fermo restando che le consulenze devono essere ancora depositate, tutto conduce ad un evento compatibile con un suicidio, con precipitazione dal traliccio”.

E spiega che tutte le altre ipotesi alternative sono state valutate dagli inquirenti, così come sono state esaminati tabulati telefonici, dichiarazioni e accertamenti genetici. Tutto porta ad un’unica soluzione, per quanto dolorosa. “In ogni caso, ribadisco che ci confronteremo serenamente con le perizie e tutte le altre carte alla mano. Carte che ovviamente le altre parti, nel rispetto del segreto istruttorio, hanno solo in minima parte”.

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