Papa Francesco in Iraq: “Di fronte al terrorismo non possiamo tacere”

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Un viaggio storico quello di Papa Francesco in Iraq. I terroristi tradiscono la fede, dinanzi alle loro azioni non si può tacere

Papa Francesco in Iraq: di fronte al terrorismo non possiamo tacere
Papa Francesco (photo Gettyimages)

Continua il viaggio di Papa Francesco in Iraq. Il Pontefice partito ieri mattina dall’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma con il suo borsone nero e la mascherina bianca sul volto, è sbarcato alle ore 14.00 circa a Baghdad (ore 12.00 in Italia) per incontrare il grande Ayatollah Sayyid Ali al-Husayni al-Sistani.

Un viaggio straordinario quello di Papa Bergoglio il quale ha sfidato la pandemia per un messaggio di pace dopo anni di guerra e terrorismo.

Il pontefice dopo l’incontro con l’Ayatollah al-Sistani a Baghdad si è recato a Ur dei Caldei, via Nassiriya, per pregare con i rappresentati di altre religioni, ma nel pomeriggio farà rientro a Baghdad per la messa in rito caldeo.

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L’incontro di Papa Bergoglio con il grande Ayatollah Al-Sistani

Papa Francesco in Iraq: di fronte al terrorismo non possiamo tacere
Papa Francesco (Getty Images)

Sono nove i punti da raggiungere per il Pontefice nel suo viaggio in Iraq, tra questi l‘incontro con il grande Ayatollah Al-Sistani avvenuto a Najaf nella casa del leader religioso. Nell’occasione, Papa Bergoglio ha evidenziato l’importanza della collaborazione e dell’amicizia fra le comunità religiose. Il pontefice ha inoltre ringraziato il leader religioso il quale è stato vicino ai più deboli negli anni difficili assieme alla comunità sciita.

Papa Bergoglio ha parlato dei terroristi sostenendo che questi ultimi tradiscono la fede. “Le loro azioni non nascono da un animo religioso, dinanzi al terrorismo non possiamo tacere – ha detto Papa Francesco -, la luce del Cielo non può essere coperta dalle nuvole dell’odio. Su l’Iraq si sono addensate nubi oscure del terrorismo, della guerra e della violenza”.

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Il viaggio del Pontefice accompagnato dalle forze di sicurezza irachene che garantiranno la sua incolumità continuerà fino al prossimo lunedì 8 marzo. La sua in Iraq è una visita storica senza precedenti che lo vede pellegrino penitente per implorare dal Signore perdono e riconciliazione dopo anni di guerra e terrorismo.

 

 

 

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