Liuzzi (M5s) a iNews24: “Con Rousseau la guerra dura da mesi. Espulsi, tornino se c’è un ripensamento”

La deputata del M5s, Mirella Liuzzi, attacca l’associazione di Davide Casaleggio per la pubblicazione di quello che assomiglia ad un manifesto politico autonomo: “Inevitabile che si consumasse una rottura, certo non ci si aspettava uno strappo così eccessivo e clamoroso”. Sulla possibilità di un reintegro nel Movimento di alcuni parlamentari espulsi per non aver votato il sostegno al governo Draghi, l’ex sottosegretaria al Mise ci tiene a precisare: “Ben venga, ma sia chiaro che il M5s non può stare contemporaneamente sia in maggioranza che all’opposizione”

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Mirella Liuzzi (@Facebook)

Le tensioni intorno al M5s continuano a tenere banco. Prima le espulsioni, poi i ricorsi, le critiche alla leadership e ora anche lo strappo con l’associazione di Davide Casaleggio. Lei  proprio su questo ha oggi pubblicato un tweet in cui scrive che: “Rousseau, un organo finanziato e a disposizione degli eletti del M5s, ha deciso di creare un partito autonomo”. Può spiegarci il suo punto di vista?

”In realtà si tratta ormai di una sorta di guerra fredda che va avanti da mesi tra il M5s e l’associazione Rousseau. È un peccato, perché come strumento di partecipazione e democrazia diretta, la piattaforma era qualcosa di prezioso, da cui prendere spunto e da cui poter attingere risorse e idee. Purtroppo però sono voluti andare in una direzione opposta rispetto a quella indicata dal M5s e i fatti degli ultimi giorni lo testimoniano”

A cosa si riferisce in particolare?

“Alla volontà da parte dell’associazione Rousseau di proseguire sulla strada dell’organo collegiale, quando il  garante del Movimento, Beppe Grillo, ha dato invece un’indicazione diversa, coinvolgendo Conte e fissando l’orizzonte politico al 2050. A questo punto era inevitabile che si consumasse una rottura, certo non ci si aspettava uno strappo così eccessivo e clamoroso, tanto da pubblicare un manifesto e trasformare Rousseau in un nuovo soggetto politico”

Rousseau e lo strappo con il M5s

Davide Casaleggio
Davide Casaleggio (photo Gettyimages)

Non c’era modo di evitare quest’ennesima frattura nel M5s?

“Il nostro capo politico ha cercato di arrivare ad un accordo con Rousseau, attraverso un contratto come fornitore di servizi, quindi è evidente come il M5s un passo in questo senso l’abbia fatto. Da quello che leggo oggi, pare invece che da parte di Rousseau non ci sia alcuna voglia di arrivare ad un accordo e anzi, abbiano deciso di  percorrere una strada autonoma e diversa da quella intrapresa dal Movimento”

Ci sarebbe poi anche una questione economica in ballo…

“È uno dei nodi cruciali. Fino ad oggi noi abbiamo sostenuto la piattaforma Rousseau con 300 euro al mese. Credo che ora il M5s debba prendere atto della volontà di non ricucire da parte dell’associazione Rousseau e agire di conseguenza”

E rispetto alle ultime espulsioni e alle polemiche degli ultimi giorni? Secondo lei ci sono i margini per un rientro nel Movimento, almeno per alcuni tra i senatori e deputati che hanno votato no al sostegno al governo Draghi??

“Il punto è molto semplice: il M5s non può stare contemporaneamente sia in maggioranza che all’opposizione. Detto questo, se tra gli espulsi ci sono dei parlamentari che vogliono rispettare la scelta fatta della base, e se c’è davvero un ripensamento da parte loro, che tornino, sono i benvenuti. Deve però essere chiaro a tutti che non è più possibile andare contro le decisioni assunte e condivise dalla base del Movimento”

Conte e l’incarico di “rifondare” il M5s

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte (Getty)

Come si inserisce l’incarico affidato a Conte, di rifondare il M5s, con la nuova struttura collegiale votata solo pochi giorni dagli iscritti del Movimento? C’è chi come la Trenta ha già annunciato la propria candidatura…

“Credo che prima dovremmo attendere le valutazioni di Conte, e poi ragionare su come procedere in tal senso”

Ma l’incarico ad un uomo solo, tra l’altro in perfetta continuità con la struttura organizzativa del capo politico (Di Maio prima e Crimi ora), non è in contraddizione con la scelta di pochi giorni fa degli iscritti, che si sono espressi per un direttivo composto da cinque membri?

“È evidente a tutti come le condizioni politiche siano cambiate molto rapidamente. Questa ora è una nuova fase e dobbiamo prepararci ad affrontarla al meglio. È caduto un governo di cui facevamo parte, e ora siamo nuovamente protagonisti in un altro esecutivo con ministeri e sottosegretari. C’è stato un cambio di passo importante nella fase di transizione del M5s e credo che la scelta Beppe Grillo, di affidare la guida di questo percorso a Giuseppe Conte, sia giusta e doverosa. Sono anche sicura che Conte dimostrerà saggezza, ripartendo proprio dai temi che sono stati discussi in questi ultimi mesi nel Movimento. Ecco perché il percorso degli Stati Generali non verrà abbandonato, e  sono certa che anche l’organo di direzione collegiale rientrerà in qualche modo nella struttura organizzativa di Giuseppe Conte

Anche perché in caso contrario, per modificare nuovamente lo statuto, avreste bisogno di un ulteriore consultazione proprio su Rousseau…

“Esattamente, è proprio così, e infatti non possiamo negare infatti di essere in una fase di empasse in questo momento. È un po’ come se le nostre contraddizioni fossero emerse tutte insieme. Proprio per questo motivo è arrivato il tempo di rifondare tutto. Ci riusciremo, ne sono certa”

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