Fedeli (PD) a iNews24: “Orlando? Certi attacchi fanno male al Pd”

La senatrice del Partito Democratico, Valeria Fedeli, espone il suo punto di vista sulle tensioni interne al Pd: “Dopo questi due anni è logico discutere e confrontarsi sull’identità e la funzione del partito”. Auspica un congresso entro la fine dell’anno, mentre sull’alleanza con il M5s , l’ex ministro dell’Istruzione del governo Gentiloni, dichiara: “Per battere il centrodestra serve un fronte ampio, ma le alleanze vanno impostate in base ai contenuti e ai programmi”

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Valeria Fedeli (@facebook)

L’avvio del governo Draghi ha coinciso con una serie di tensioni che negli ultimi giorni stanno attraversando il Pd. Può aiutarci a fare chiarezza su cosa sta accadendo?

“Credo che, dopo i tanti cambiamenti intervenuti in questi ultimi due anni, non sia solo naturale, ma persino logico e necessario, ridiscutere e confrontarsi per ridefinire quali siano oggi gli assi fondamentali dell’identità politica del Partito Democratico. Il Pd è nato come un partito plurale, aperto, riformista e contendibile, e come tale deve rilanciarsi. Lo sforzo da parte di tutti però, deve essere quello di dimostrarci capaci di stare insieme, nel rispetto e nel riconoscimento della dialettica delle diverse proposte politiche. Se non siamo in grado di governare il pluralismo politico e culturale al nostro interno, allora questo non è il Partito Democratico”

In questi giorni c’è stato anche un duro botta e risposta tra il vicesegretario Orlando e il capogruppo al Senato Andrea Marcucci, lei che idea si è fatta in merito?

“Continuo a leggere dichiarazioni che considero culturalmente e politicamente improprie. Si parla di ex renziani, ex comunisti, ex liberaldemocratici…  personalmente la percepisco come un’ offesa politica a tutta comunità del Pd. Noi non siamo un partito di “ex”, abbiamo fondato il Pd nel 2007 proprio per mettere insieme le migliori tradizioni riformiste del pensiero liberale e democratico. Chi guarda indietro non solo sbaglia, ma contribuisce a demolire la stessa base fondativa del Partito Democratico”

Lo scontro interno al Pd

zingaretti, linea del rigore per Pasqua
Nicola Zingaretti (Getty Images)

Al di fuori della pluralità, esiste però una spaccatura tra Base Riformista, di cui lei fa parte, e la componente zingarettiana.

“Mi permetto di dissentire, non è così e soprattutto non si tratta di una spaccatura. Il problema è che se continuiamo a considerare le aree politiche solo come delle frammentazioni partitiche, non stiamo rilanciando l’identità del vero Partito Democratico. Il contributo di Base Riformista al dibattito interno è una ricchezza, chi lo considera un ostacolo invece, si sta attrezzando per relegare il Partito democratico alla marginalità”

Quindi secondo lei, il vicesegretario Orlando ha sbagliato ad innescare la polemica con la minoranza congressuale?

“Certamente. Chiunque accusi, anziché valorizzare e discutere nel merito, le proposte delle diverse aree politiche, fa un danno al Pd. A meno che, ma in quel caso andrebbe detto molto chiaramente, non ci sia qualcuno che voglia tornare indietro, o che pensi che la nascita del Partito democratico sia stato un errore. Il dibattito e il confronto sono sempre stati elementi fondativi della nostra identità, ma è soprattutto la classe dirigente che deve essere capace di gestire e mettere a frutto queste diversità. Mi creda, ne so qualcosa venendo da 34 anni di esperienza con la Cgil, e posso assicurare che per garantire il pluralismo democratico è assolutamente necessario trovare dei punti di convergenza, anche con soggetti diversi tra loro”

Quando spera potrà svolgersi il congresso?

“Quella del congresso è innanzitutto un’esigenza politica che riguarda tutto il Pd. Auspico che sia il prima possibile, magari entro la fine dell’anno, come previsto dalle regole. Ma soprattutto, mi auguro che dopo aver discusso e determinato quale sia la maggioranza e la minoranza, dal giorno dopo si sappia operare insieme nel reciproco rispetto e per il bene del Paese”

Il nodo politico: l’alleanza con il M5s

Governo Grillo Draghi
Beppe Grillo (Getty Images)

Sul tavolo c’è anche un nodo politico strategico: l’alleanza con il M5s. In molti nel Pd non hanno apprezzato questo inseguimento alla compagine grillina.

“La prima cosa da affrontare nel dibattito deve essere una discussione sul ruolo e sulla funzione del Pd nel Paese, poi la legge elettorale, e solo dopo, parlare delle alleanze che andranno impostate in base ai contenuti e ai programmi. Non voglio tirarmi indietro, è evidente che servirà un fronte largo per battere il centrodestra quando andremo alle elezioni, ma proprio per questo motivo è necessario prima ridefinire quale sia la portata della nostra proposta politica”

Si parla molto in questi giorni di un possibile candidatura alla segreteria da parte del Governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Lei che ne pensa?

“Apprezzo moltissimo Stefano Bonaccini, come d’altronde quasi tutti nel Pd. Se sceglierà di scendere in campo con una sua proposta politica e se ci saranno energie e risorse disponibili, ben venga. Non possiamo avere paura del confronto tra di noi; l’unica cosa che dobbiamo temere ed evitare ad ogni costo, è quella di stare fermi e diventare residuali di fronte ai processi politici”

La questione femminile nel Partito Democratico

Valeria Fedeli (da Youtube)

Ultimamente nel Pd, c’è stata anche una questione femminile che ha tenuto banco, lei per prima con un tweet aveva criticato la scelta dei vertici di escludere le donne dem dalla lista dei ministri.

“Si tratta di un tema molto serio e non a caso sono state tutte le donne del Pd ad avviare questo confronto interno e a condannare l’errore politico da parte del gruppo dirigente. L’importante però è che la discussione iniziata non si esaurisca qui, ma che il pluralismo e la cultura femminista vengano assunte come elementi fondamentali della nostra identità politica”

E in questo senso, la nomina di una donna nel ruolo di vicesegretaria, potrebbe essere la scelta giusta?

“Non lo ridurrei solo a questo, il tema della vicesegreteria non è un argomento in discussione. Il vero tema è la proposta politica e la qualità della capacitò di rappresentanza. Su questo scelgano il segretario e l’attuale maggioranza che tipo di struttura vogliono proporre, ma garantiscano il giusto peso sia alla maggioranza che alla minoranza congressuale. Questa volta non a parole, ma con i fatti”

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