Covid, l’Inail copre anche gli infermieri no vax: la decisione

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Covid, l’Inail copre anche gli infermieri no vax: l’assicurazione prevede il pagamento dell’infortunio nonostante il comportamento colposo

Iniezione vaccino
Covid, l’Inail copre anche gli infermieri no vax: la decisione (foto: Getty)

La corsa alla vaccinazione prosegue con diversi intoppi in Italia e nel resto d’Europa. le problematiche di approvvigionamento riguardano tutto il Vecchio Continente e il nostro Paese è al secondo posto dietro la Germania per dosi somministrate. C’è anche però chi non ha intenzione di ricevere la propria dose, nonostante gli spetti di diritto. Stiamo parlando degli operatori sanitari no vax che hanno deciso di rinunciare al vaccino anche a rischio di contagiarsi. La possibilità di diventare positivi con un comportamento il tal senso doloso, non sembra però escludere dalla tutela assicurativa. Secondo quanto stabilito dall’Inail, infatti, anche gli operatori non immunizzati per scelta possono ricevere il contributo per l’infortunio qualora venissero infettati.

A far emergere il paradosso è stata la direzione regionale della Liguria, nella fattispecie riguardo a quanto avvenuto con alcuni infermieri.

Sotto il profilo assicurativo – si legge nella nota – il comportamento colposo del lavoratore, tra cui rientra anche la violazione dell’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione individuale, non comporta di per sé, l’esclusione dell’operatività della tutela“.

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Covid, Draghi vuole cambiare marcia: obiettivo 600.000 vaccinati al giorno

Draghi
Covid, Draghi vuole cambiare marcia: obiettivo 600.000 vaccinati al giorno (Foto: Getty)

Nel frattempo l’obiettivo, al netto dei no vax, è quello di cercare di vaccinare più persone possibili nel minor tempo possibile. Il piano attuale di immunizzazione prevede in Italia un ritmo da 120.000 somministrazioni quotidiane ma l’idea del neo premier Draghi è quella di raggiungere l’ambiziosa cifra di 600.000. In tal senso l’arrivo del nuovo antidoto monodose della Johnson&Johnson e lo sblocco delle forniture di Pfizer, Moderna e AstraZeneca dovrebbe portare ad una risposta più efficiente (64 milioni di dosi entro giugno).

Per farsi trovare pronto il governo ha deciso di cambiare gli uomini al comando.

Il ritorno di Fabrizio Curcio alla guida della Protezione Civile, la nomina del Generale Figliuolo come Commissario straordinario per l’emergenza al posto di Arcuri e il ruolo più centrale del nuovo sottosegretario Franco Gabrielli. Una serie di nomi di primo piano per mettersi al pari con i migliori standard internazionali, nella speranza di chiudere questa triste parentesi pandemica entro la fine del 2021.

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