Vaccino italiano anti-Covid, al via la sperimentazione Rottapharm-Takis

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Vaccino italiano anti-Covid, prende il via oggi la fase 1 della sperimentazione per il nuovo prodotto della Rottapharm-Takis

Vaccino italiano per il coronavirus
(Getty Images)

Il primi vaccino anti-Covid tutto italiano non è ancora una realtà, ma ci arriveremo, Accanto al progetto del vaccino ReiThera, la cui approvazione è prevista per il mese di giugno, da oggi debutta ufficialmente anche quello prodotto da Rottapharm-Takis. Una collaborazione tra l’azienda farmaceutica monzese (ma di proprietà svedese dal 2014) e quella laziale che ha generato come primo risultato ‘e-Vax‘.

Si chiama così il vaccino che questa mattina, 1° marzo, sarà iniettato al primo volontario, un 21enne sano, nell’ospedale San Gerardo di Monza. Riceverà una dose da 0,5 mg di e-Vax, vaccino decisamente particolare non tanto per lo studio che l’ha prodotto, quanto per la sua inoculazione. Invece della classica siringa, sarà introdotto nel corpo con un elettroporatore. Una specie di pistola che dando una leggera scossa consente al frammento genetico di penetrare nelle cellule.

Iniettata la prima leggera dose, serviranno due giorni per verificare la comparsa o meno di eventuali effetti collaterali. Poi saranno vaccinati altri due volontari e, passati altri due giorni, ancora tre. In questa prima fase sono previste in tutto venti persone, con una sperimentazione allargata anche all’Ospedale Spallanzani di Roma e all’Istituto Pascale di Napoli, ma solo dal 1° aprile.

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Vaccino Rottapharm-Takis, una variante che permette di difendersi anche dalla mutaziolni del virus

La fase 1 della sperimentazione per il vaccino anti-Covid Rottapharm-Takis è seguita direttamente dal professor Paolo Bonfanti  (direttore della Clinica di Malattie Infettive) e dalla e dalla professoressa Marina Cazzaniga, Direttore del Centro di Fase 1. Come hanno spiegato in questi giorni, è la concretizzazione di un progetto nato l’estate scorsa ma che ha ottenuto il via libera dall’Aifa solo il 4 febbraio di quest’anno.

Luca Rovati, presidente di Rottapharm (Getty Images)

Come spiega Bonfanti, “i vaccini anti Covid non sono tutti uguali. Le piattaforme, a RNA o a DNA, la presenza o l’assenza di vettori virali, fanno la differenza come dimostrano gli studi, anche in termini della efficacia della copertura vaccinale”. Questo in particolare averebbe una caratteristica vincente perché può essere adattato alle diverse varianti del virus insensibili agli attuali vaccini e può essere somministrato più volte.

E l’importanza di un vaccino tutto italiano è stata sottolineata anche dal professor Lucio Rovati, presidente e direttore scientifico di Rottapharm Biotech: “Ci aspettiamo in questa prima fase – aveva raccontato a MBNews –  di verificare se questo vaccino funziona efficacemente. Abbiamo bisogno della conferma sperimentale nell’uomo di quello che abbiamo visto in laboratorio. Nella seconda parte dello studio, quella dose migliore che avremo trovato la espanderemo’ su un numero maggiore di volontari, in modo da avere un dato molto solido”.

La fase tre, se tutto andrà come da progetti dell’azienda, dovrebbe concludersi entro luglio o massimo agosto in modo da avere dati concreti per l’inizio dell’autunno. Tutto passaggi fondamentali per testare l’efficacia del vaccino e ottenere l’autorizzazione alla produzione.

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