Vaccino Covid, chi ha contratto il virus riceverà un’unica dose dopo 6 mesi

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Vaccino Covid, chi ha contratto il virus riceverà un’unica dose dopo 6 mesi. Il parere dell’Aifa dovrebbe portare ad una nuova circolare da parte del ministero della Salute

Vaccino Covid
Vaccino Covid, chi ha contratto il virus riceverà un’unica dose dopo 6 mesi (Foto: Getty)

L’approvvigionamento dei vaccini in Italia prosegue a rilento, come nel resto d’Europa. Fino a questo momento la Germania è stato il Paese più virtuoso del “Vecchio Continente”, con quasi 8 milioni di dosi somministrate, davanti a noi con 6 (intendendo solo la prima iniezione). Il piano varato dall’ormai ex Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri, prevede circa 100.000 coperture al giorno, almeno fino a quando non aumenteranno i vaccini a disposizione (ad aprile arriverà anche l’antidoto Johnson&Johnson). Ora con il problema delle varianti e la necessità di centellinare i farmaci a disposizione si stanno vagliando diverse ipotesi per coloro che hanno già contratto il virus in passato. Secondo diversi studi dell’Oms, l’immunità può durare solo per alcuni mesi, dopo i quali c’è il rischio di una nuova infezione.

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Vaccino Covid, dose unica per chi ha già avuto il virus: il parere dell’Aifa

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Vaccino Covid, chi ha contratto il virus riceverà un’unica dose dopo 6 mesi (Foto: Getty)

Secondo il parere rilasciato dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) chi ha avuto il Covid in passato dovrà ricevere una sola dose di vaccino a sei mesi di distanza dalla guarigione. E’ quanto riporta l’Ansa in relazione all’ultima idea depositata sul tavolo del ministero della Salute. Si attende ora solo una nuova circolare del ministro Speranza per rendere effettiva la decisione nei prossimi giorni.

Secondo il parere dei ricercatori i positivi hanno già sviluppato gli anticorpi e necessitano di una sola dose per essere protetti in modo adeguato. Il vaccino ideale potrebbe essere quello di AstraZeneca, di fatto già utilizzato in monodose per i pazienti under 65, con il richiamo spostato alla dodicesima settimana. Qualora il ministero dovesse varare la nuova direttiva non rientrerebbero nel piano sia gli ultra ottantenni che gli operatori sanitari.

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