Covid, Giannelli (ANP) a iNews24: “Per campagna vaccinale a scuola servono più dosi”

Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale dei dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (ANP), è intervenuto ai microfoni di Inews24 per parlare dell’attuale situazione scolastica in Italia, che si trova ad affrontare problematiche organizzative legate alla pandemia Covid-19.

Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale dei dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (ANP), è intervenuto ai microfoni di Inews24 per parlare dell’attuale situazione scolastica in Italia, che si trova ad affrontare problematiche organizzative legate alla pandemia Covid-19.

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Come procede, secondo lei, la campagna vaccinale a scuola?
Sicuramente troppo a rilento, perché dai dati che possiamo leggere, sono state effettuate 150mila somministrazioni e si aspettano le seconde dosi. Naturalmente, considerando che il numero di dipendenti della scuola è un milione, è evidente che siamo un po’ in ritardo. Sarebbe auspicabile arrivare all’estate avendo vaccinato tutti i dipendenti del mondo della scuola, quindi credo che sia assolutamente necessario accelerare. Credo che il problema sia la reperibilità delle dosi di vaccino. Su questo serve un’azione forte del Governo”;

Antonello Giannelli - Foto Facebook
Antonello Giannelli – Foto Facebook

Come si sa, l’Aifa suggerisce un uso preferenziale del vaccino Astrazeneca per la fascia di età 18 – 65 anni. Non tutto il personale scolastico rientra in questa fascia d’età.
Abbiamo un certo numero di unità di personale che ha compiuto 66 anni, è ancora in servizio e per loro è consigliato un altro vaccino”;

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Secondo l’Iss, dalla fine di gennaio ad oggi, è salita l’incidenza dei casi di Covid-19 negli under 20, più nello specifico nella fascia tra i 13 e i 19 anni. Si tratta dell’età degli studenti delle scuole superiori.
Credo che il problema sia da ricondurre alle varianti del virus che sembrano più contagiose. Quindi mentre prima il numero di classi che si dovevano mettere in quarantena era più limitato, adesso stiamo assistendo a un incremento. È chiaro che questo rappresenta un ostacolo alla regolare effettuazione delle lezione in presenza”;

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Qual è la posizione dell’Associazione Nazionale dei dirigenti pubblici e alte professionalità delle scuole (ANP) rispetto alla Dad e al ritorno delle lezioni in presenza?
Noi naturalmente siamo per mantenere le scuole aperte, purché però non comporti rischi per la salute. Abbiamo sempre mantenuto un’unica posizione: ci basiamo su quello che è il parere delle autorità sanitarie. Sospendere le lezioni in presenza comporta il pagamento di un prezzo sociale molto elevato. Non si può fare a cuor leggero. Va fatto soltanto se c’è una buona ragione di natura sanitaria che deve essere nota a tutti”;

A scuola a luglio? “Le lacune non si colmano così”

Cosa pensate della possibilità di prolungare l’anno scolastico fino a giugno o luglio, ipotesi avanzata dal Governo nei giorni scorsi?
Noi non sappiamo quali siano stati gli esiti della didattica. Ma sappiamo che prima della pandemia c’erano notevoli lacune e diversità formative tra le varie aree del Paese e anche all’interno delle stesse classi tra alunni. Quindi le lacune formative già esistevano, ma sicuramente il Covid le ha aggravate. Il problema che si pone è rilevare queste carenze ed individuare un piano di recupero mirato per colmarle. E forse non basterà andare a scuola una decina di giorni a giugno. Peraltro tutto il primo ciclo quest’anno ha frequentato. Sono state invece le scuole superiori ad avere stop and go continui. Per non parlare di Regioni come la Campania e la Puglia, dove la cosa è diventata ancora più precaria. In secondo luogo, gli esami di stato della scuola secondaria di primo e secondo grado, si dovranno tenere a giugno. E siccome molti dei docenti che fanno lezione fanno parte delle commissioni d’esame insegnano anche nelle altre classi, è piuttosto problematico, dal punto di vista tecnico, pensare che possano fare entrambe le cose. Per quanto riguarda gli apprendimenti, bisogna vedere quanto è stato efficace quest’ultimo anno e provvedere a un recupero”;

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La Dad va avanti da parecchi mesi ormai. È migliorata a livello organizzativo per gli studenti?
Indubbiamente tanti ragazzi si trovano in difficoltà perché a casa non hanno internet o una rete di telefonia cellulare abbastanza rapida. Per seguire le lezioni serve una rete veloce. Le scuole hanno potuto sopperire a diverse situazioni di mancanza di computer o dispositivi di connessione, ma se la rete non è efficiente, c’è poco da fare”;

Il sistema scolastico invece, in pochi mesi ha dovuto adattarsi a una tecnologia che prima non c’era: c’è stato un grande sforzo, quasi una rivoluzione in questo senso. Si può ancora migliorare?
C’è qualcosa da migliorare. C’è stata una grossa rivoluzione perché tantissimi docenti che prima erano a digiuno di competenze tecnologiche, le hanno acquisite abbastanza rapidamente, mettendosi in gioco. Naturalmente non possiamo fermarci qua. Serve l’attuazione di un importante piano di formazione e aggiornamento destinato a tutti i docenti, per metterli in linea con l’utilizzo delle piattaforme telematiche, affinché possano utilizzarle al meglio”.