Napoli, assembramenti al centro storico: volano insulti alla polizia

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Sabato sera movimentato a Napoli, dove la polizia ha cercato di disperdere gli assembramenti. Volano però insulti alle forze dell’ordine in servizio. 

Napoli assembramenti
Caos nel centro storico partenopeo (immagine di repertorio)

Il sabato sera del 27 febbraio è stato abbastanza movimentato a Napoli, dove si sono registrati diversi assembramenti al centro storico. Il sabato è una giornata cruciale specie per la movida giovanile. Non solo a Napoli, abbiamo visto come a Milano, in Darsena, migliaia di giovani si siano radunati violando le norme da rispettare, per prevenire i contagi Covid. Spesso anche l’intervento delle forze dell’ordine è vano.

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Infatti la polizia ha cercato di intervenire nella zona di calata Trinità Maggiore a pochi passi da piazza del Gesù, in pieno centro partenopeo. Purtroppo però l’arrivo delle apttuglie è stato accolto dagli insulti dei presenti in zona. Nei giorni scorsi, il governatore De Luca aveva chiesto maggiori controlli. Dopo gli episodi di ieri, il presidente campano ha chiesto maggiori pattugliamenti anche durante questa domenica. Andiamo quindi a vedere la situazione regionale, nei prossimi giorni.

Napoli, assembramenti anche in zona arancione: la situazione nella regione

Napoli assembramenti
La regione resterà in zona arancione (via Inews24)

Nonostante gli assembramenti sconsiderati di alcune persone, la situazione nella regione campana continua ad essere critica. Infatti il governatore Vincenzo De Luca ha ricordato che per questa settimana la regione resta in zona arancione, ma quella rossa è vicina. Inoltre il presidente regionale ha imposto la chiusura delle scuole, per permettere il completamento della campagna vaccinale del personale scolastico.

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A livello nazionale abbiamo visto un impennata di ricoveri e terapie intensive, con Roberto Speranza che ieri ha firmato l’ordinanza per la nuova collocazione delle regioni. Infatti avremo Molise e Basilicata in zona rossa. Mentre in zona arancione avremo di nuovo Lombardia, Piemonte e Marche che si vanno ad aggiungere a Umbria, Campania, Emilia Romagna, Toscana, le province di Trento e Bolzano. La paura è che il contagio incontrollato possa ripartire, con la presenza della variante inglese che spaventa anche la fascia più piccola della popolazione.

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