Covid, Cts: “Scuole chiuse in zona rossa ed in aree con alta incidenza”

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A causa del nuovo boom di casi Covid, interviene il Cts sulle scuole. Resteranno chiuse in zona rossa ed anche nelle aree di alta incidenza del virus.

Covid Cts scuole
Il Comitato tecnico-scientifico aggiorna la situazione nelle scuole italiane (Getty Images)

Arriva la decisione sulle scuole che resteranno chiuse nelle zone rosse a causa del Covid, a puntualizzarlo è il Cts, che ha fatto il punto della situazione sul’andamento pandemico tra gli studenti. Inoltre la decisione potrebbe arrivare anche nelle regioni in zona gialla, se c’è qualche comune che ha deciso di imporre le massime restrizioni a causa della diffusione del virus. Non cambierà la situazione, invece, nelle zone in zona arancione e gialla. Nelle superiori, invece, le lezioni saranno in presenza ma solo al 50%.

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Il Comitato Tecnico Scientifico, però, aggiunge che potrebbero esserci altre restrizioni nei prossimi giorni, ovviamente se viene superato una certa soglia di tasso di positività. Ad oggi si si balla tra i cento casi di contagio settimanali ogni 100mila abitanti, rispetto agli attuali 250. Inoltre il Cts suggerisce una modulazione delle misure, differenziando tra Comune o Provincia, il tutto sempre correlato al tasso di positività nelle diverse zone della penisola.

Covid, sulle scuole non solo il Cts: per Crisanti mancano i dati

Cts Covid Scuola
La situazione secondo il microbiologo Crisanti (Foto: Getty)

Ma non solo il Cts, anche il microbiologo Andrea Crisanti è intervenuto sulla situazione del contagio Covid all’interno delle scuole. Infatti seppur contrario alla didattica a distanza, il microbiologo affferma che al momento è necessario a causa della mancanza di dati. Per Crisanti, infatti, prendere decisioni affrettate senza i dati, significherebbe fare tutto al buio e quindi di conseguenza far aumentare i possibili errori.

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Il microbiologo è intervenuto durante la trasmissione di Rete 4, Stasera Italia Weekend, ricordando che dall’inizio della pandemia ancora non è certa l’incidenza nelle scuole. Inoltre ad influenzare la situazione può essere anche il pendolarismo di alcuni studenti. Per Crisanti al momento vengono prese solamente decisioni al buio, senza considerare che la variante inglese sia più contagiosa tra i giovani. Il microbiologo ha concluso affermando: “La scuola rimane una grandissima priorità, perché tenere a casa i ragazzi è un danno per i più deboli e per quelli economicamente più svantaggiati“.

 

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