Etiopia, l’esercito eritreo uccide centinaia di civili

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L’esercito eritreo ha ucciso a sangue freddo centinai di civili dell’Etiopia commettendo quello che può essere considerato a tutti gli effetti un crimine contro l’umanità

Etiopia

L’esercito eritreo ha ucciso nel novembre del 2020 nel Tigrè, regione a Nord dell’Etiopia, centinaia di civili. Amnesty International ha deciso di denunciare l’accaduto con un rapporto ufficiale pubblicato in data odierna. Il massacro potrebbe costituire un crimine contro l’umanità a tutti gli effetti. Deprose Muchena, direttore regionale dell’organizzazione per l’Est e il Sud dell’Africa, ha detto in merito: “Le truppe eritree si sono scatenate e hanno ucciso sistematicamente centinaia di civili a sangue freddo, cosa che può costituire un crimine contro l’umanità”.

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Etiopia, il tragico scenario raccontato dai testimoni

Amnesty ha parlato di 41 sopravvissuti testimoni e di altre 20 persone a conoscenza dei fatti. All’unanimità hanno riferito di bombardamenti, esecuzioni extragiudiziali e saccheggi di massa nell’offensiva di metà novembre da parte delle forze eritree ed etiopi per prendere il controllo di Axum durante il conflitto con il Fronte di liberazione popolare del Tigray.

Le denunce sono state accertate con l’ausilio delle immagini satellitari del Crisis Evidence Lab di Amnesty International. Il rapporto descrive soldati intenti a sparare ai civili mentre fuggono, che mettono in fila gli uomini e sparano loro alle spalle, che radunano migliaia di uomini per picchiarli. Avrebbero negato a chi era in lutto, di seppellire i morti.

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Secondo il capo della Commissione etiope per i diritti umani, Daniel Bekele, ha sottolineato di prendere molto sul serio tali documenti, indicanti l’uccisione di molti civili da parte delle forze armate.

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