Covid, Bonaccini: “Siamo all’inizio della terza ondata”

0

Covid, Bonaccini: “Siamo all’inizio della terza ondata”. Il presidente dell’Emilia Romagna lancia l’allarme e vara nuove misure restrittive nella sua Regione

Terza ondata Covid
Covid, Bonaccini: “Siamo all’inizio della terza ondata” (Foto: Getty)

L’aumento dei contagi in Italia è purtroppo tornato sopra il livello di guardia. Dopo i 16mila positivi del 24 febbraio, ieri il bollettino riportava 19.886 nuovi casi, con 308 morti. Un rialzo che viene giustificato con la diffusione delle nuove varianti che stanno interessando diverse zone, come Umbria e Molise. Purtroppo con questi numeri è necessario correre ai ripari e pianificare nuove misure restrittive, Mentre il governo di Mario Draghi sta già lavorando al prossimo DPCM, i vari governatori regionali fanno i conti con la propria realtà locale. Il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini è tra i più preoccupati e ha lanciato l’allarme.

Siamo all’inizio della cosiddetta terza ondata di Covid. E’ un momento estremamente delicato in cui non possiamo permetterci di mollare. Stiamo mettendo tutto il nostro impegno per portare avanti la campagna vaccinale e sconfiggere finalmente il virus”.

Il presidente della Conferenza delle Regioni ha annunciato anche la firma sulla nuova ordinanza che inasprirà alcune misure per contenere i contagi.

LEGGI ANCHE >>> Covid, la variante inglese cambia tutto: le regioni a rischio zona rossa

LEGGI ANCHE >>> Vaccini, Speranza propone dose unica ai guariti: cosa cambia

Covid, la situazione nel resto d’Europa

Vaccino Covid
Covid, la situazione nel resto d’Europa (Foto: Getty)

Nel frattempo anche a livello europeo la situazione non va di certo meglio. In circa un terzo del Vecchio Continente si registrano aumenti sensibili di ricoveri in terapia intensiva. A testimoniarlo è il bollettino del Centro Europeo per il controllo delle malattie. Secondo l’Ecdc è possibile che nelle prossime settimane vi sia proprio in queste zone un ulteriore aumento dei ricoveri e della mortalità.

Proprio per questo c’è bisogno di aumentare la velocità di distribuzione dei vaccini. Qualcosa rispetto al piano inizialmente stilato non è andato per il verso giusto e i colpevoli sono le case farmaceutiche. O per meglio dire citando Gentilonila sottovalutazione da parte della Commissione Europea di quanto le promesse fatte dalle aziende produttrici del farmaco potessero essere non attendibili“. Il commissario Ue all’Economia ha parlato di un’accelerazione doverosa per la seconda parte del 2021, per combattere a pieno la diffusione delle varianti.

Nel frattempo in Germania, primo paese europeo per tasso di vaccinazione, il 4,5% della popolazione tedesca ha ricevuto una dose. Il 2% ha completato la copertura con la seconda dose e in tutto 5,7 milioni di persone hanno ricevuto l’antidoto. A comunicarlo è stato il ministro della Salute Jens Spahn.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui