Candiani (Lega) a iNews24: “Draghi, il governo tecnico è anche politico. Renzi non è cambiato dai tempi dello ‘Stai sereno’”

Il senatore della Lega, Stefano Candiani, attacca il Cts, reo di assumere posizioni di competenza governativa: “Basta sentire pontificare i cosiddetti scienziati del Covid, i tecnici diano gli elementi e la politica decida”. Nessun dubbio su quali siano le priorità da affrontare per il nuovo esecutivo: “Lotta alla pandemia, vaccini e ripresa economica, per il resto nessun compromesso sui temi fondamentali”

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Stefano Candiani
Stefano Candiani (@Twitter)

Dopo quasi un anno e mezzo, siete tornati al governo con questa formula, che in una fase di emergenza, unisce sia profili tecnici che politici. Quali sono i punti fondamentali che caratterizzeranno la vostra azione di governo?

“Il più importante è senza dubbio la concretezza. Se siamo al governo infatti è per un solo motivo: cercare di uscire il prima possibile da questa terribile crisi. In questo senso, anche la scelta dei ministeri economici e il posizionamento delle nostre pedine nell’assetto di governo, sono funzionali a dare una risposta efficace all’emergenza sanitaria e ai problemi economici che ne derivano, ed è proprio su questo che chiediamo una discontinuità forte rispetto al Conte-bis”

Secondo lei, nel governo prevarrà la vocazione tecnica o quella politica?

“Non esistono decisioni tecniche che non abbiano un coinvolgimento politico. Se non capiamo questo, rischiamo di arrivare al paradosso del governo Conte-bis, che si faceva scudo con i comitati tecnici e i professori, nel tentativo di nascondere un vuoto politico decisionale. Ma non può esistere un governo efficace, senza un chiaro e solido indirizzo politico. Ecco perché sono a dir poco insofferente nel sentire costantemente i cosiddetti tecnici e gli scienziati del Covid che vanno in televisione a pontificare, prendendo addirittura posizioni che spettano invece a chi ha responsabilità di governo. Ognuno pensi a fare il suo, i tecnici diano gli elementi e la politica decida”

Il rapporto tra la Lega e Matteo Renzi

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Matteo Renzi (via Getty Images)

In un certo senso, questo esecutivo è anche figlio di una manovra, imprevista e forse spregiudicata, del senatore Matteo Renzi.  Quali saranno i rapporti di governo tra la Lega e Italia Viva?

“Aspettarsi da Renzi che non si comporti da Renzi, è più o meno come sperare di non bagnarsi quando piove. È ancora lo stesso di quando disse a Letta “stai sereno”. Con questa sua ultima manovra, può anche aver fatto saltare il tappo dalla bottiglia, ma nello scenario politico rimane un soggetto da prendere sempre con le pinze”

E voi, a differenza di altri, non farete l’errore di dimenticarlo?

“Quando ti bruci col fuoco la prima volta, di solito, poi te lo ricordi. Non è che rinunci a cucinare e inizi a mangiare la carne cruda, ma impari a stare attento e a utilizzare bene la fiamma”

Il sostegno a Draghi e la frattura nel M5s

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Grillo, Di Maio e Di Battista (Getty Images)

Il sostegno al governo Draghi ha richiesto uno sforzo di compromesso e responsabilità, ma non tutti i partiti hanno retto a questa prova.  Il M5s si è spaccato, la Lega ha dimostrato invece unità e compattezza sul fronte parlamentare, perché?

Il M5s è nato incanalando un dissenso che era prettamente antisistema e ha raccolto consensi fino a quando non è diventato esso stesso parte integrante di quel sistema che contestava. Chi vive e ha vissuto l’esperienza della Lega invece, l’ha fatto a partire dai comuni, dalla concretezza della quotidianità. Anche la Lega delle origini, è nata dall’ esasperazione di un territorio che aveva bisogno di una rappresentanza politica per poter risolvere dei problemi, e anche allora, una volta arrivata al governo, non ha mai tradito quelle istanze”

Nella coalizione di centrodestra c’è chi ha fatto una scelta diversa rispetto a Draghi.

Non è la prima volta che all’interno della coalizione di centrodestra vengono assunte posizioni differenti. Siamo in una situazione di emergenza e noi abbiamo scelto di rispondere all’ appello del Presidente della Repubblica, anche per tutelare gran parte del mondo produttivo che aveva  bisogno del nostro pragmatismo come interprete dell’azione di governo”

La coalizione di centrodestra e il rapporto con Fratelli d’Italia

Caso Gregoretti Salvini
Meloni e Salvini (Getty Images)

Come cambia ora il rapporto con Fd’I?

“La scelta della Meloni è assolutamente rispettabile, anche perché ha spiegato molto chiaramente che, a seconda dei provvedimenti, decideranno caso per caso. Ad ogni modo, anche se a livello nazionale ci sono sensibilità e scelte differenti, quando si tornerà a votare la coalizione di centrodestra sarà quella che governerà l’Italia, su questo non si discute. Piuttosto, sarei più incuriosito di sapere come il Pd giustifichi il fatto di stare oggi al governo con la Lega, dopo aver rinunciato a parti fondamentali di quello che era il programma politico del Conte-bis”

Questo è un esecutivo di larghe intese, che necessariamente dovrà fondarsi sui compromessi; alla luce di questo, quali sono per voi i valori non negoziabili?

 “Siamo qui per risolvere il problema della pandemia, per vaccinare il più rapidamente possibile e per dare delle risposte efficaci che ci consentano di far ripartire l’economia. Oltre a questi obiettivi, non abbiamo alcuna intenzione di arrivare a compromessi su tematiche che riteniamo importanti; ognuno ha la propria idea e se la terrà fino a quando questa emergenza non sarà terminata. Poi si tornerà al voto e finalmente gli italiani sceglieranno un governo e una maggioranza democraticamente eletta. Questo d’altronde non è un esecutivo che deve durare cinque anni, né deve andare avanti a forza di compromessi per affrontare temi fondamentali come la giustizia, la sicurezza, l’immigrazione o l’identità della famiglia. Non sono queste le basi per cui siamo entrati in maggioranza e non sono queste le basi su cui si fonda il governo Draghi”

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