Majorino (PD) a iNews24: “Coronavirus, in Lombardia situazione fuori controllo. Con Fontana è come non esser governati”

L’europarlamentare del Pd, Pierfrancesco Majorino, attacca la giunta Fontana per la gestione della situazione sanitaria in Lombardia, anche alla luce delle nuove restrizioni imposte nel Bresciano e in altri comuni limitrofi: “Un comportamento a dir poco schizofrenico, hanno chiuso tardi e contestualmente parlano di riaperture serali”. Molto duro il giudizio sul governatore leghista: “Non ha neppure una vera linea politica”- mentre sulla svolta europeista del Carroccio non ha dubbi: “Si tratta di un’operazione ridicola”

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Pierfrancesco Majorino
Pierfrancesco Majorino (@GettyImages)

È notizia di ieri sera che la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, porterà al tavolo dei leader al Consiglio straordinario di giovedì, la proposta di concordare una “legislazione per un’autorizzazione di emergenza a livello europeo per i vaccini”, come quella che attualmente esiste a livello nazionale. Lei che ne pensa, è una scelta che va nella giusta direzione?

“Penso di sì, d’altronde sarà importantissimo riuscire a fare uno sforzo in più rispetto a ciò che si è riusciti a realizzare finora, come ammesso anche dalla stessa presidente Von der Leyen. Pur riconoscendo infatti, che sia stato giusto intervenire a livello comunitario, per evitare una competizione tra i singoli Paesi, è evidente come tutto ciò non sia ancora sufficiente e che ci sia bisogno di un ulteriore scatto in avanti della macchina organizzativa europea. Le soluzioni possono essere molteplici: si potrebbero liberare le licenze, oppure mettere i singoli paesi nelle condizioni di produrre il vaccino in forma coordinata; l’importante è che l’Europa sappia pensare ed agire in termini ancora più ampi e solidali, non solo rispetto al proprio approvvigionamento, ma anche ponendosi il problema di aiutare i Paesi del sud del mondo”  

La nuova fase politica italiana e il governo Draghi

blocco licenziamento
Mario Draghi (Getty Images)

Lei, come vive da Bruxelles la nuova fase politica italiana?

“Credo che il governo Draghi sia chiamato a delle sfide enormi, quasi da far tremare i polsi. Anche per questo sarà molto importante non buttare via tutto, ma ripartire da alcune delle cose importanti che sono state realizzate dal governo Conte-Bis e cercare di migliorarle. Proprio in quest’ottica ritengo essenziale il ruolo del Pd, che dovrà saper assumere una capacità di iniziativa, anche autonoma, all’interno della maggioranza”

Ci sono secondo lei gli spazi di agibilità politica per rendere efficace l’azione di questo governo?

“Se devo esser sincero, temo che una maggioranza cosi ampia rischi di non essere in grado di dare risposte efficaci al Paese, sia per quanto riguarda le misure di contrasto alla pandemia, che rispetto all’organizzazione della ripartenza economica. Proprio per questo motivo, non ho mai fatto mistero di pensare che fosse largamente preferibile non avere la Lega al governo, anche perché Salvini e Fontana, al di fuori di qualche bella dichiarazione di principio, per il resto non perdono occasione per marcare la loro presenza”

Sembra di capire che non si fida della “nuova” Lega europeista?

“A me, francamente, tutta questa sembra un’operazione ridicola, alla quale non credo per niente”

La situazione sanitaria in Lombardia e le parole di Bertolaso

covid Bertolaso terza ondata
Guido Bertolaso (via Getty Images)

Torniamo in Italia, in Lombardia. Bertolaso ha detto ieri che nella provincia di Brescia siamo ormai di fronte alla terza ondata. Lei sempre ieri ha polemicamente twittato chiedendosi: “che senso ha immaginare nuove aperture e chiusure a pochi km di distanza”… 

“Guardi, a me tutto questo sembra un comportamento a dir poco schizofrenico. Innanzitutto ritengo che si siano persi dei giorni preziosi nel disporre la chiusura della zona del bresciano e dei comuni limitrofi. Secondo poi, trovo assurdo che, contestualmente a queste restrizioni, si riproponga il tema delle riaperture serali dei ristoranti. In questo modo ci troveremmo ad avere, a pochi km di distanza, comuni dove non si può nemmeno andare a scuola, ed altri in cui si può addirittura uscire la sera. Tutto ciò è indice di una regione che purtroppo, e non da oggi, è totalmente fuori controllo. Praticamente dal punto di vista sanitario, è come se la Lombardia non fosse nemmeno governata”

Si riferisce a qualcosa in particolare?

“Credo che il problema ormai sia sotto gli occhi di tutti. Solo pochi giorni fa hanno sostituito il direttore generale al Welfare, dopo che lo avevano nominato proprio per sostituirne un altro, la Moratti va a dire in giro che bisogna vaccinare in base al Pil, e nel frattempo, con un giro di affari enorme, la vaccinazione antinfluenzale è stata appaltata in gran parte al settore privato. Direi che siamo di fronte ad  una situazione molto preoccupante”

Le critiche al governatore Fontana

Fontana Lombardia
Il governatore Attilio Fontana (Foto: Getty)

Proprio Fontana ieri, in merito alla proposta sulla riapertura dei ristoranti in orario serale, ha dichiarato: “meglio libertà controllate che regole rigide”, aggiungendo poi che  “è meno rischioso fare una cena fuori, piuttosto che vedersi in casa in ventiquattro”

“Deve essere un omonimo di quell’altro che istituisce una zona, di fatto rossa, in tanti comuni della Lombardia. Io ormai non contesto nemmeno più la linea del governatore Fontana, contesto il fatto che non ne abbia mai una, dal momento che non fa altro che perseguire obiettivi che poi contraddice e realizzare scelte che poi mette in discussione, ma solo a parole”

Salvini però, proprio sulle riaperture serali dei ristoranti, ha ricevuto ieri un endorsment un po’ inaspettato, quello del governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Lei che ne pensa, c’è una linea un po’ troppo aperturista anche nel Pd?  

“Bonaccini ha detto una cosa un po’ diversa da Salvini, il suo era un ragionamento teorico rispetto alle zone in cui il virus consente di immaginare allentamenti delle misure, non in Lombardia evidentemente. Inviterei tutti ad insistere sulla prudenza, so che è difficile perché vorremmo poterci mettere alle spalle i divieti e le restrizioni, purtroppo però i dati e le varianti del virus ci dicono che ancora non è possibile”

 

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