Cinema e teatri: un anno dalla chiusura. I lavoratori: “Siamo sfiniti, è ora di riaprire in sicurezza”

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“Un anno esatto dal blocco del mondo dello spettacolo.” È dal 23 febbraio 2020 che i lavoratori di teatro e cinema, come tutti coloro che sono occupati nel mondo degli spettacoli dal vivo, sono fermi al palo a causa della pandemia da coronavirus. Col coprifuoco nazionale alle ore 22, e con i vari Dpcm che si sono susseguiti in questi ultimi 365 giorni, lavorare nelle sale cinematografiche, nei teatri, nelle sale da concerti, è diventata fantasia impossibile da realizzare.

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La RISP (Rete Intersindacale Professionisti Spettacolo e Cultura) ha così indetto una giornata di mobilitazione, in tutta Italia, così da rivendicare i diritti “per centinaia di migliaia di lavoratori del settore. Un anno di profonda precarietà, disoccupazione, assenza totale di prospettive. Tante lavoratrici e tanti lavoratori stanno sopravvivendo a stento con l’elargizione di quelle misure tampone – completamente insufficienti – adottate dal governo.” La mobilitazione avviene in 21 città italiane, tra cui Napoli di fronte al Teatro Mercadante, dove siamo presenti con le telecamere di Inews24.it.

teatri vuoti

Tra le rivendicazioni dei lavoratori del settore, c’è “la progettazione e la realizzazione di tutte le misure, economiche e non, relative ai protocolli di sicurezza, necessarie a garantire una vera e totale ripartenza del settore.” La manifestazione avviene all’indomani delle dichiarazioni del ministro Dario Franceschini, che in un’intervista al Corriere della Sera evidenzia i dati a dir poco drammatici del settore cultura e spettacolo: nel 2020 si è registrato il 70% di eventi in meno, con un calo degli ingressi, nelle sale cinematografiche, teatrali e musicali, del 72,90%.

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