Ceccardi (Lega) a iNews24: “Porteremo l’Europa su posizioni italiane. Insulti alla Meloni? Ipocrisia della sinistra”

L’europarlamentare della Lega, Susanna Ceccardi, spiega il nuovo corso leghista a Bruxelles : “Il cambio di rotta del presidente Draghi sul Recovery Fund ci ha convinto che qualcosa sta cambiando in Europa”. Sulla questione di genere e sugli insulti ricevuti dalla leader di Fd’I, Giorgia Meloni, l’ex candidata alla presidenza della regione Toscana commenta: “Per una certa parte della sinistra, la difesa del ‘genere’ è evidentemente solo a parole”

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Susanna Ceccardi (da Facebook)

Come si vive da Bruxelles la nuova fase politica inaugurata in Italia dal governissimo del professor Draghi?

“Proprio perché stiamo attraversando una nuova fase, direi che è prematuro fare delle valutazioni politiche: al momento ci sono ovviamente molte aspettative, anche da parte di tanti nostri amministratori locali e regionali. Non dimentichiamoci che il nostro partito è da anni, soprattutto al nord, una forza di governo. Per quanto riguarda il clima che si respira nel cuore delle Istituzioni europee, direi che una figura come Mario Draghi, che ha saputo guidare con grande saggezza la BCE, non può che essere vista con grande stima e fiducia da parte di tutti gli stati membri, con la consapevolezza che il Presidente del Consiglio saprà portare avanti e far valere gli interessi nazionali, così come, da presidente della Banca Centrale, non ha chinato il capo davanti ai diktat dei paesi cosiddetti frugali”

Anche il rapporto della Lega con l’Europa è cambiato, pure a Bruxelles è l’inizio di una nuova stagione?

“Questa narrazione di una Lega antieuropeista è frutto di una distorsione e di una eccessiva semplificazione del nostro intendere l’Europa. Io mi sento figlia dell’eredità del nostro patrimonio storico e culturale che rappresenta questo continente e l’Occidente intero. Quelle radici giudaico cristiane che troppo spesso, in questi anni, abbiamo visto occultare quasi con vergogna da una certa parte politica. Come membro della Commissione Esteri ho da sempre tenuto una linea chiaramente atlantista, senza nessun tentennamento. Noi difendiamo l’Europa dei Popoli e delle sue tante tradizioni e diversità, e abbiamo spesso criticato l’eccessiva tecnocrazia, la mostruosità burocratica, l’eccessiva rigidità su parametri ormai lontani dal mondo reale, che hanno contraddistinto in questi anni l’Unione Europea. Per questo anche il cambio di rotta del presidente Draghi sul Recovery Fund ci ha convinto a ritenere che qualcosa stia cambiando nel modo di concepire l’Europa da parte di chi un tempo ci criticava”

La svolta europeista della Lega e il sostegno a Draghi

Governo Draghi Covid
Il piano del nuovo presidente del Consiglio (Foto: Getty)

Alcuni giorni fa c’è stato un diverbio acceso tra un vostro eurodeputato, Marco Zanni, e il suo vice tedesco di Afd Joerg Meuthen. Dopo il sostegno al governo Draghi, la convivenza con gli altri partiti sovranisti nel gruppo Democrazia e identità inizia a starvi un po’ stretta? State pensando di confluire nel PPE?

“Fin dal primo giorno al Parlamento Europeo, la Lega lavora per difendere gli interessi degli italiani, a Bruxelles così come a Roma. ‘Prima gli italiani’ e ‘prima l’Italia’ non sono due semplici slogan, ma due priorità. E il sostegno a Draghi, con la Lega che svolge un ruolo da protagonista nel nuovo Governo, anteponendo l’interesse del Paese a quello di partito, ne è la dimostrazione. Tra Zanni e Meuthen nessun diverbio, ma un semplice scambio di vedute all’insegna della normale dialettica politica. La nostra collocazione in Ue, che appassiona i giornalisti più dei cittadini, non è all’ordine del giorno, come ha ribadito lo stesso Matteo Salvini: l’obiettivo è portare l’Europa su posizioni italiane, potendo finalmente contare su un Governo che possa rappresentare a testa alta il Paese sui tavoli che contano, cosa che purtroppo non accadeva con Conte”

Non temete che il vostro elettorato possa non comprendere la svolta politica intrapresa, anche se mossa da uno spirito di responsabilità nazionale?

“Io sono fiduciosa che il nostro elettorato abbia ben compreso le ragioni ed i motivi della nostra scelta. Lo leggo nei tanti messaggi che ricevo, lo ascolto parlando quotidianamente con i miei elettori. Abbiamo raccolto l’esigenza, come dicevo poco fa, di far valere le nostre ragioni all’interno del Governo che giocherà un ruolo fondamentale nella partita legata al Recovery Fund. Con importanti ministeri il nostro partito saprà farsi portavoce di quelle istanze del mondo produttivo e di tante realtà dove la Lega è da anni forza di Governo. Anche in questo caso andrebbe rivista completamente una certa visione che hanno i media di rappresentare la Lega: noi non siamo un partito di opposizione, né tanto meno un movimento di protesta. La Lega è forza di Governo a tutti gli effetti e un leader che si candida a guidare il Paese nei prossimi anni non poteva rinunciare a portare il proprio contributo ed il contributo di tutto il partito all’interno di un Governo come quello appena insediato”

 La questione di genere e gli insulti a Giorgia Meloni

vaccino covid
Giorgia Meloni (Getty Images)

Tornando all’Italia, la questione di genere è entrata anche in politica. Ha sentito della protesta di alcune sue colleghe parlamentari nel partito democratico, per essere state totalmente escluse dalla Lista dei ministri, che ne pensa?

“Noi abbiamo sempre parlato poco di generi nel vocabolario. E non mi piacciono neppure i termini “ministra” o “sindaca”. Per la sinistra la questione femminile è solo di forma, ma niente di più. Ho sempre detto, e lo ripeto, che noi donne non siamo panda in via di estinzione che devono essere protetti, non abbiamo bisogno di quote per far valere le nostre capacità. La Lega le donne le ha sempre valorizzate per le loro qualità e non perché sono donne. Io stessa sono stata candidata a guidare la mia regione, la Toscana, non di certo perché ero una donna, così come i cittadini mi hanno votato in passato come sindaco”

Anche gli insulti rivolti alla Meloni da parte del prof. Gozzini dell’Università di Siena, hanno provocato accese reazioni… ha qualche commento da fare in proposito?

“Cosa posso risponderle? Che la sinistra vuole la parità di genere e poi se una donna è anche leader di un partito di centrodestra si può attaccare ed offendere anche con frasi sessiste. Non è la prima volta che questo atteggiamento colpisce donne che fanno politica nel centrodestra e che sono costantemente bersaglio di offese davvero pesanti. Una donna impegnata in politica deve essere apprezzata o criticata per le proprie qualità intellettuali e per il proprio operato. Purtroppo per una certa parte della sinistra, la difesa del ‘genere’ è evidentemente solo a parole

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