Mantero (Ex M5s) a iNews24: “Espulsioni, il dissenso è molto più ampio. Con Draghi in molti lasceranno il M5s”

Il senatore dissidente ex M5s, Matteo Mantero, si sfoga dopo le polemiche scaturite in seguito al voto contrario di 31 parlamentari grillini al governo Draghi: “Abbiamo fallito con il Conte-ter e fatto tornare Forza Italia al governo”. Duro il giudizio sull’espulsione dal gruppo sancita da Vito Crimi: “Non si sa nemmeno se sia più lui il reggente. I vertici sapevano del malessere, ma hanno fatto finta che non esistesse”

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Il voto contrario alla fiducia al governo Draghi da parte di quindici senatori e sedici deputati pentastellati, ha aperto una profonda crisi all’interno del Movimento. Trentuno voti in contrapposizione a quella che era l’indicazione generale, a cui sono seguite 31 espulsioni. Tra quei 31 dissidenti c’è anche lei senatore, può spiegarci come sta accadendo nel M5S? 

“Era chiaro a tutti che  sarebbe andata a finire così. Le dico solo un cosa: quando è tramontata l’ipotesi del Conte-Ter e si è paventata l’idea di un governo delle larghe intese guidato da Draghi, c’è stata sin da subito una sollevazione dei gruppi  parlamentari del M5s, sia alla Camera che al Senato. Potrei azzardare che il dissenso coinvolgeva  quasi il 90% dei parlamentari. Nonostante ciò, chi ha portato avanti la trattativa per la formazione di questo governo, non ha tenuto da conto in alcun modo di questo malessere e ha fatto finta che non esistesse”

Quindi intende dire che c’era da aspettarselo?

“Direi proprio di sì; non volevamo tornare al governo né con Renzi, né con Salvini, che in momenti diversi ci avevano traditi, e alla fine non solo ci siamo ritrovati in maggioranza con entrambi, ma addirittura con Forza Italia, il partito di Berlusconi e Dell’Utri. Draghi sarà anche una figura di altissimo profilo, ma ha un passato da iperliberista e da sostenitore delle politiche di politiche di austerity. Anche per questo il quesito su Rousseau è stato formulato quando la trattativa per la formazione del governo era ormai già conclusa, perché altrimenti, se strutturato in modo diverso, il risultato sarebbe stato sicuramente un altro””

 Le critiche alla reggenza di Vito Crimi

Eurogruppo Crimi
Vito Crimi (via Getty Images)

E le espulsioni come risposta al vostro dissenso, anche quelle ve l’aspettavate?

“Il problema è proprio che l’unica risposta che i vertici hanno saputo dare a questo grido di dolore da parte dei parlamentari, è stata quella di tagliare le teste e mettere a tacere il dissenso. Si tratta di una completa incapacità nell’ascoltare, gestire e saper rinsaldare un gruppo. Sono certo che molti altri colleghi si sentiranno costretti in questa condizione e col proseguo della legislatura abbandoneranno il gruppo. Abbiamo perso un’occasione, perché anziché cacciare chi aveva espresso un’opinione diversa, avremmo invece potuto dimostrare a quel 40% di iscritti che aveva votato “No” su Rousseau, che il loro dissenso era tollerato e rappresentato nel Movimento”

Ma Crimi ha, oppure no, il potere di cacciarvi?

“Non si sa nemmeno se sia più il reggente, è una situazione paradossale. Il comitato dei probiviri, l’organo adibito a portare avanti la procedura di espulsione, ha prima smentito Crimi, per poi invece autosmentirsi a sua volta. Francamente mi sembra che tutta la procedura sia scorretta e la gestione della vicenda a dir poco imbarazzante”

In passato ci sono stati altri omenti di tensione interni al M5s, stavolta però qualcosa si è rotto. Dopo le alleanze  prima con la Lega e poi con il Pd, sostenere  un esecutivo guidato dell’ex governatore della Bce è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

“Dobbiamo saper guardare in faccia la realtà, non abbiamo saputo difendere il Conte-Bis, fallito con la formazione del Conte-Ter e ora abbiamo anche la colpa di aver riportato Forza Italia al governo. Siamo colpevoli del ritorno dei vari Brunetta, Gelmini e Carfagna, dal momento che abbiamo chiesto noi che il governo non fosse esclusivamente tecnico, ma anche politico, proprio per poter giustificare l’operazione agli occhi dei nostri iscritti. Ora dobbiamo fare i conti con tutto questo”

La frattura interna al Movimento e il rischio di una scissione

m5s Di Battista grillo
Grillo, Di Maio e Di Battista (Getty Images)

Prima accennava ad altri parlamentari che sarebbero in procinto di lasciare il Movimento, c’è da aspettarsi un esodo nei prossimi giorni?

“Le garantisco che si tratta di un malessere molto più ampio di quello che si è manifestato finora. Ci sono molti colleghi che non si sono sentiti di consumare lo strappo in questo momento, ma che non vedono di buon occhio la partecipazione a questo governo”

Ha sentito Di Battista in questi giorni? C’è chi dice che dietro ci sia lui ad organizzare l’opposizione dei dissidenti.

“No, non l’ho sentito, ma so che si parla molto di lui in questo momento. Personalmente non so se ci sia davvero Di Battista dietro questa rivolta parlamentare… non lo so, potrebbe anche essere”

Entrerà anche lei a far parte del nuovo gruppo parlamentare degli ex M5s di cui si parla in questi giorni?

“Io non appartengo ad alcuna fazione o corrente, come molti altri miei colleghi nel Movimento. Sono e rimango un grillino della prima ora e sento di rappresentare ancora i valori e gli ideali del M5s. Presenterò ricorso contro l ‘espulsione, perché ritengo che non siamo stati messi nelle condizioni di capire quali principi portare avanti e quale violare. Se da una parte infatti è vero che abbiamo votato in dissenso rispetto alle indicazioni di Rousseau, è altrettanto vero che questo governo è agli antipodi rispetto alla nostra storia e ai nostri ideali, e anche questo rappresenta una violazione del nostro codice”

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