Bonus Inps, lo possono ricevere anche i percettori di Naspi: i requisiti

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Il bonus di 100 euro erogato dall’Inps, da questo mese, può essere percepito anche dai disoccupati che ricevono la Naspi: quali sono i requisiti da rispettare

Inps Bonifico

Il bonus Inps è quello istituto durante il governo Renzi come taglio del cuneo fiscale da 1.200 euro all’anno. Con la Legge di Bilancio del 2021, la cifra è passata dagli 80 ai 100 euro mensili. Questo, dallo scorso 23 febbraio, viene erogato anche ai disoccupati che percepiscono l’indennità tramite la Naspi.

Quest’ultima spetta a coloro che perdono il lavoro per cause non imputabili alla propria volontà e che hanno 13 settimane contributive negli ultimi 4 anni, oltre a 30 giorni di lavoro reale nell’ultimo anno. L’importo è pari al 75% della media delle retribuzioni percepite negli anni precedenti.

Tornando al bonus, esso sarà versato dall’ente di previdenza sociale direttamente sul conto del disoccupato in questione. Non bisogna presentare, dunque, una domanda per ottenerlo. Per chi non è disoccupato, lo vedrà in automatico in busta paga.

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Bonus Inps, i requisiti per riceverlo

Bonus Irpef assegno unico

In linea generale, bisogna avere un reddito inferiore a 28.000 euro per ciò che riguarda i lavoratori dipendenti. In base al reddito, il premio decresce.

  • 26.600 euro-28.000 euro per una cifra pari a 100 euro al mese
  • 28.000-35.000 euro per un importo pari a 80 euro al mese
  • 35.000-40.000 euro una somma decrescente da 80 euro fino a zero.

Nel calcolo si escludono il reddito che deriva dalla principale abitazione, oltre ai premi di risultato che sono soggetti ad un’imposta sostitutiva del 10%. Vanno invece sommati quelli derivati da immobili soggetti alla cedolare secca.

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Se dovessero essere accertati redditi superiori a quello dichiarato, successivamente potrebbe essere richiesta la restituzione dell’indennità. Se il reddito dovesse aumentare nel corso dell’anno, per evitare spiacevoli situazioni, il dipendente può chiedere all’azienda di non applicare l’integrazione o di riconoscerla in un’unica soluzione in sede di conguaglio a fine anno.

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