Governo Draghi, fiducia anche alla Camera: i numeri e le reazioni

Governo Draghi, arriva la fiducia anche alla Camera: i numeri sono importanti ma alcuni 5 Stelle hanno votato contro

(Getty Images)

Dopo la fiducia in Senato, questa sera il nuovo governo Draghi ha incassato anche il via libera da parte della Camera. Numeri importanti anche se non da record: nel 2011 Mario Monti aveva ottenuto 556 voti favorevoli mentre l’ex presidente della BCE è arrivato a 535. Una fiducia larghissima quindi ma a fare notizia sono anche i contrari.

In tutto 56 (più cinque astenuti) e tra loro ben 16 sono 5Stelle. Quattro hanno deciso di astenersi, dodici non hanno risposto alla votazione mentre due di loro (Mammì e Vianello) sono in missione e quindi non potevano votar. Fra i contrari a Draghi, compatto il gruppo di Fratelli d’Italia che da questa sera accoglie anche il leghista Gianluca Vincioltre all’eurodeputato Vincenzo Sofo.

I grillini dissidenti, come è avvenuto in Senato dopo la conferma del capo politico Vito Crimi, dovrebbero essere espulso dal Movimento. Un addio traumatico, lo conferma il senatore Nicola Morra che ieri ha votato contro Draghi. Con un post su Facebook ha spiegato di essere molto scosso per quello che è successo anche perché “mi sento M5s nel sangue”. E Mattia Crucioli, anche lui tra i dissidenti, ha preannunciato di stare lavorando ad un gruppo di ex Pentastellati.

Eurogruppo Crimi
Vito Crimi (Getty Images)

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Draghi, arriva la fiducia alla Camera: i punti essenziali del suo discorso

Nel suo discorso programmatico alla Camera, Mario Draghi non è tornato sui temi già affrontati in Senato ma in compenso ne ha toccati altri a partire da quelli economici a lui cari. Ha ricordato ancora una volta che la corruzione uccide l’economia e un Paese se vuole attirare investitori deve combattere questi fenomeni.

Governo draghi fiducia camera
Dopo la fiducia a Palazzo Madama, Draghi ha affrontato la Camera (Getty Images)

Grande attenzione per le piccole e medie imprese che devono essere accompagnate e sostenute verso una visione sempre più internazionale. Per questo serve anche potenziare il credito imposta per gli investimenti in ricerca e lo sviluppo nel Mezzogiorno,. Inoltre ha confermato che nella difesa del Made in Italy l’impegno del governo sarà totale.

Molto probabilmente ieri qualcuno vicino al neo presidente gli ha fatto notare che non aveva speso nemmeno una parola per il mondo dello sport così duramente colpito dalla pandemia. Così oggi Draghi ha affrontato l’argomento. “Questo è un mondo profondamente radicato nella nostra società e nell’immaginario collettivo, fortemente colpito dalla pandemia. Questo governo si impegna a preservare e sostenere sistema il sportivo italiano tenendo conto della sua peculiare struttura e dei molteplici aspetti che lo caratterizzano”.

E al proposito ha ricordato i grandi eventi internazionali legati allo sport ma anche al turismo, come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che l’Italia ospiterà nel 2026. Tutto il lavoro di preparazione dell’evento sarà già una manifestazione di fiducia nel futuro dell’Italia. Per questo è sicuro che anche un settore strategico della nostra economia come
il turismo ripartirà, ma intanto merita di essere sostenuto.