Funerali Cutolo, Libera contro le mafie a iNews24: “È un delinquente ma rispettiamo il prefetto”

“Con il massimo rispetto per la vita e anche per la morte, si sta parlando pur sempre di un delinquente. Abbiamo piena fiducia nel prefetto di Napoli, e deciderà sicuramente al meglio”, dice Fabio Giuliani, referente regionale di Libera contro le Mafie in Campania, in merito ai funerali di Raffaele Cutolo.

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“Con il massimo rispetto per la vita e anche per la morte, si sta parlando pur sempre di un delinquente. Abbiamo piena fiducia nel prefetto di Napoli, e deciderà sicuramente al meglio”, dice Fabio Giuliani, referente regionale di Libera contro le Mafie in Campania, in merito ai funerali di Raffaele Cutolo, fondatore della Nuova Camorra Organizzata, morto mercoledì 17 febbraio nel penitenziario sanitario di Parma. Il prefetto di Napoli non ha ancora deciso come e quando, ma le esequie sicuramente saranno previste in forma strettamente privata e blindata. “Non siamo giudici e non vogliamo esserlo. Il prefetto avrà le sue ragioni, qualsiasi decisione prenda sui funerali di Raffaele Cutolo”. Ai microfoni di iNews24, Giuliani.

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Il prefetto di Napoli ha dichiarato di non aver ancora deciso come e quando si svolgeranno i funerali di Raffaele Cutolo. Ma è quasi certo che saranno molto privati. Cosa pensa Libera?
Siamo col prefetto di Napoli, dalla parte delle istituzioni. Non siamo giudici e non vogliamo esserlo. Con tutto il rispetto per la vita e per la morte, si sta parlando pur sempre di un delinquente. Qualsiasi decisione prenderà, il prefetto avrà le sue ragioni“;

Raffaele Cutolo
Raffaele Cutolo (da Twitter)

Con Cutolo, un’altra figura carismatica della camorra abbandona la scena criminale. Cosa cambierà adesso, secondo lei?
Assolutamente nulla. Cutolo dal punto di vista della sua portata criminale era già finito da molto tempo e da parecchi anni non esercitava alcun tipo di potere. Ha rappresentato l’emblema di una storia irripetibile, fortunatamente per tutti noi. Ovviamente non ha agito da solo, ma con grandi connivenze a quei tempi”;

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Chi era Cutolo secondo lei, nell’immaginario collettivo?
Una figura che è stata alimentata e montata così com’è accaduto a tanti altri personaggi balordi della nostra storia. Credo che, dal suo punto di vista, sia stato un buon comunicatore. Questo ha anche accresciuto la sua immagine nella collettività”;

Raffaele Cutolo
(@Twitter)

Alla figura di Cutolo si è ispirato Fabrizio De André, ma anche Giuseppe Tornatore nel film Il Camorrista. Altri lavori cinematografici, anche se non parlano direttamente di lui, narrano una cultura della delinquenza che nasce dalla mentalità camorrista. Gomorra quindi, non è stata la prima serie tv o il primo film che racconta la criminalità. Eppure è stata criticata più de Il Camorrista. Perché?
Il Camorrista è una grande opera d’arte, vincitrice di premi. Allo stesso tempo però, a distanza di tanti anni, questo film continua ad essere mal interpretato. Un conto è guardarlo avendo una visione critica delle cose, un altro è guardare il film senza tutti gli strumenti di decodifica a disposizione. Lo stesso ragionamento vale per Gomorra. Io non sono assolutamente per il proibizionismo. Però è vero che bisogna fare molta attenzione quando si offre un prodotto del genere a chi non ha gli strumenti per decodificarlo”;

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Com’era prima e com’è oggi la camorra?
La camorra di Cutolo ha fatto il salto di qualità dal punto di vista economico, durante la ricostruzione nel post-terremoto (degli anni Ottanta ndr.). Quella di oggi è a doppio binario: ci sono famiglie, anche storiche che continuano a mantenere la loro potenza economica, derivante proprio dal post-terremoto. La conosciamo fin troppo bene perché è endemica nel nostro Paese, fa affari con pezzi dello Stato. Dall’altro invece, ci sono i fenomeni di gangsterismo urbano, un classico che riguarda tutte le grandi metropoli mondiali. Il gangsterismo alcune volte dialoga con le famiglie storiche, altre volte no. Molto spesso le cronache raccontano di giovanissimi della criminalità organizzata, perché sono meno esperti e ricorrono alla violenza. Ma non sono tutti giovanissimi”;

Raffaele Cutolo
(@Twitter)

Ad ottobre il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha confermato il carcere duro (41bis) a Cutolo, nonostante le sue condizioni di salute fossero gravi. Nei mesi precedenti, in primavera, il Tribunale di Sorveglianza di Bologna gli ha negato i domiciliari in piena emergenza Covid 19. Secondo lei è stato giusto?
Non so se sia stato giusto per Cutolo o meno. In ogni caso, negli anni, il 41bis è stato utilissimo per contrastare la criminalità organizzata. Però, se diventa un elemento di vendetta dello Stato, andiamo fuori strada. Uno Stato forte non ha bisogno di vendicarsi, deve applicare la legge per fare giustizia”;

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Quindi sta dicendo che con Cutolo lo Stato si sarebbe vendicato?
No. Raffaele Cutolo non ha mai mostrato segni di pentimento. Ha anche detto di conoscere alcune cose e che se avesse parlato, avrebbe fatto tremare le istituzioni. Quindi vuol dire, forse, che aveva ancora il controllo su qualcosa? Io non so se bluffava o meno quando parlava così. Ma se sapeva e non ha parlato, significa, per me, che aveva ancora capacità di gestione”;

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Molti segreti quindi, sono morti con lui?
Non credo che verranno mai a galla, anche per una questione temporale. Ormai i segreti di Cutolo riguardano un passato lontano. Se non sono venuti fuori per trent’anni, non verranno fuori ora. Anche i protagonisti di quelle stagioni non fanno parte più della scena quotidiana”.

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