Covid, terapia intensive al 23% in Italia: situazione critica in 6 Regioni

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Covid, terapia intensive al 23% in Italia: situazione critica in 6 Regioni. L’Umbria a causa delle varianti ha la percentuale più alta, il 56%

Terapie intensive Covid
Covid, terapie intensive al 23%: situazione critica in 6 Regioni (Foto: Getty)

La situazione sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 in Italia sembra essersi stabilizzata. I contagi sono sempre al di sopra della soglia dei 10.000, così come purtroppo i morti (oltre 300 al giorno). Il carico sugli ospedali, almeno per quanto concerne le terapie intensive, è comunque ben lontano da quanto registrato lo scorso anno con la prima ondata. Secondo il monitoraggio di Agenas, il numero delle terapie intensive riservate a pazienti Covid è intorno al 23% del totale dei posti letto (lo scorso aprile 2020 si era arrivati a sfiorare il 100%). Purtroppo però la situazione non è uguale in tutte le Regioni e in almeno 6 si vive ancora un fattore di criticità. Le varianti stanno innalzando il numero di contagi in alcune zone, prima su tutte l’Umbria. La mutazione inglese del coronavirus ha portato a sintomi ben più pesanti e ha innalzato i numeri della zona di Perugia. Le terapie intensive sono piene oltre il 50%, mantenendo una percentuale praticamente doppia rispetto al resto d’Italia.

Per cercare di prevenire l’aumento dei casi e porre il giusto rimedio nelle zone più calde, l’ISS ha annunciato un nuovo studio per aggiornare rapidamente la mappa delle infezioni.

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Covid, terapia intensive al 23% in Italia: situazione critica in 6 Regioni

Covid Terapie intensive
Covid, terapia intensive al 23% in Italia: situazione critica in 6 Regioni (Foto: Getty)

Nel frattempo la campagna di vaccinazioni prosegue con diversi alti e bassi, dovuti ai ritardi della consegne. L’azienda americana Moderna, ha comunicato che le dosi che non potranno essere fornite a febbraio verranno recuperate nel mese di marzo. Il pieno regime, secondo quanto stabilito dagli accordi iniziali, si riavrà però solo da aprile. Proprio per questo le Regioni continuano a spingere per comprare attraverso canali alternativi gli antidoti per i propri cittadini. Tra i più attivi in tal senso c’è il governatore del Veneto, Luca Zaia.

Stamani il dottor Flor (direttore generale della Sanità nel Veneto, ndr) ha ricevuto una disponibilità per AstraZeneca“, sottolinea il presidente ai giornalisti in conferenza stampa.  “Anche il collega Bonaccini (Emilia Romagna, ndr) ha mostrato che era arrivata una proposta dalla Croazia. Non è colpa nostra se ci chiamano“, ha aggiunto. Questo si aggiunge a le dosi di Pfizer che lo stesso Zaia diceva di aver trovato solo due giorni fa.

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