Alex Schwazer, il tribunale di Bolzano lo assolve: “Niente doping nel 2016”

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Alex Schwazer, il tribunale di Bolzano lo assolve: “Niente doping nel 2016”. Il corridore era stato squalificato prima delle Olimpiadi di Rio

Alex Schwazer
Alex Schwazer, il tribunale di Bolzano lo assolve: “Niente doping nel 2016” (Foto: Getty)

Si chiude oggi la vicenda giudiziaria relativa alla squalifica per doping di Alex Schwazer, squalificato alla vigilia delle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016. Il marciatore è stato assolto dal Gip del tribunale di Bolzano, Walter Pelino, per “non aver commesso il fatto”. Decade quindi l’accusa di utilizzo di sostanze illecite e la conseguente squalifica di 8 anni comminatagli dalla Iaaf e dalla Wada. Il fatto risaliva all’8 maggio 2016, quando si disputò una tappa di Coppa del mondo di marcia a Roma. In quell’occasione l’altoatesino fece registrare un ottimo tempo di 3h e 39′ nella 50 chilometri. Un crono che gli valse la vittoria e il pass olimpico per il Brasile.

Nella sentenza di oggi il giudice ha motivato la sentenza dicendo come “la catena di custodia dei reperti in perizia è di fatto del tutto evanescente e la manipolazione delle provette avrebbe potuto avvenire in qualunque momento“.

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Alex Schwazer, il tribunale di Bolzano lo assolve: potrebbe partecipare alle Olimpiadi di Tokyo

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Alex Schwazer, il tribunale di Bolzano lo assolve: “Niente doping nel 2016” (Foto: Getty)

Proprio la strategia difensiva adottata dai legali della medaglia d’oro olimpica di Pechino 2008, era legata alla manipolazione dei campioni di sangue e urine prelevati a Schwazer nella famosa tappa romana. Un’aria di complotto che non aveva mai abbandonato l’idea del marciatore, colpevole quattro anni prima di aver assunto Epo prima delle Olimpiadi di Londra (con conseguente squalifica di tre anni e mezzo).

Come scrive il Gip, la Iaaf e la Wadahanno operato in maniera totalmente autoreferenziale, non tollerando controlli dall’esterno fino al punto di produrre dichiarazioni false”. Pelino aggiunge poi: “È quindi provato che la manipolazione delle provette che lo scrivente ritiene provata con altro grado di probabilità razionale avrebbe potuto avvenire in qualsiasi momento a Stoccarda come a Colonia (sedi dei laboratori di prelievo e analisi), ove si è dimostrato esservi provette non sigillate dunque agevolmente utilizzabili alla bisogna”.

Questa sentenza potrà essere utilizzata da Schwazer per ricorrere al Tas di Losanna e per veder annullata la sua squalifica di 8 anni. In ballo c’è ancora la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo e il 36enne di Vipiteno ha tutta la volontà di farsi valere.

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