Rixi (Lega) a iNews24: “Chiusura impianti, bomba a orologeria del Conte-bis contro il governo Draghi”

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Edoardo Rixi
Edoardo Rixi (@Twitter)

L’ex viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Conte 1, attacca il ministro Speranza per la chiusura imposta agli impianti sciistici fino al 5 marzo: “Ha gettato nel panico gli imprenditori e ha affossato l’economia della montagna”. Sulle polemiche innescate da Salvini nei confronti del Cts, il deputato leghista non ha dubbi: “Ha ragione, razionalmente si potrebbero ottenere gli stessi risultati, senza però creare danni all’economia”

 

Domani il presidente incaricato Mario Draghi terrà il suo discorso programmatico in Senato, prima del voto sulla fiducia che ripeterà il giorno dopo anche alla Camera. Dal Pd alla Lega, tutti insieme con l’ex governatore della Bce, si può dire che siamo entrati in una nuova fase politica?

“Entrare a far parte di questo governo era una scelta necessaria per quella che, secondo i sondaggi, è la prima forza politica del Paese, e soprattutto per dare finalmente le risposte che cittadini e imprese aspettavano da oltre un anno. È giunto il momento di mettere il pragmatismo al primo posto dell’agenda di governo ed evitare situazioni come quelle che si sono verificate negli ultimi giorni, con le chiusure degli impianti sciistici che sono state confermate con solo ventiquattro ore di preavviso”

Come ha accennato lei, i problemi e le prime divisioni si sono manifestate da subito: il provvedimento del ministro Speranza che ha imposto la chiusura degli impianti sciistici fino al 5 marzo, sembra aver creato più di un malumore…

“Mi sembra anche normale, dal momento che oltre ad aver gettato nel panico e nella disperazione i lavoratori e gli imprenditori, ha praticamente affossato l’intera economia della montagna, che in questo modo rischia di sparire definitivamente dall’agenda del Paese. Stiamo parlando di un settore che registrerà una perdita di dodici miliardi e di intere zone che aspettavano l’inizio della stagione proprio per garantire la redditività alle proprie imprese”

La “bomba ad orologeria” ereditata dal Conte-Bis

Conte Fiducia
Giuseppe Conte (Getty Images)

Ma Salvini non diceva di essere d’accordo praticamente su tutto con Draghi, soprattutto sulle riaperture?

“Questo primo provvedimento del governo Draghi era legato più che altro a vecchi provvedimenti adottati in precedenza, quindi il fatto che il Dpcm sia stato fatto sulla base di quanto indicato dal Cts era un atto dovuto. Quello che però adesso chiediamo, è una programmazione delle eventuali chiusure necessarie e che vengano garantiti rimborsi adeguati a chi ha dovuto affrontare questa situazione”

Quindi si può dire che la responsabilità del provvedimento non era ancora imputabile al governo Draghi?

“Draghi aveva giurato solo poche ore prima e quelle tempistiche servivano proprio per poter permettere l’uscita del Dpcm. Quello che non mi è piaciuto però, è stato come il governo uscente abbia voluto lasciare in eredità al nuovo esecutivo, una vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere. Quel provvedimento andava firmato qualche giorno prima, in modo da consentire un passaggio più soft rispetto alle nuove misure” 

Salvini e le accuse al Cts

Salvini (Getty Images)

Proprio sulle chiusure, ieri Salvini ha utilizzato toni non proprio concilianti nei confronti del Cts, dichiarando che “Non se ne può più degli esperti che seminano paura”.

“Salvini ha perfettamente ragione. Razionalmente, si potrebbero ottenere gli stessi risultati, senza però creare danni al settore economico. Proprio la condivisione di questa visione con la Presidenza del consiglio è tra i motivi principali per cui abbiamo accettato di partecipare a questo governo. Draghi è una grande figura a livello internazionale, che ha sempre dimostrato saggezza e lucidità di analisi e che di certo non si farà tentare da misure draconiane”

Come commenta invece le ultime dichiarazioni di Ricciardi, Crisanti e Galli, che si sono nuovamente espressi auspicando nuovi lockdown?

“Credo che le esigenze economiche debbano essere contemperate a quelle sanitarie, d’altronde non mi sembra che fino ad oggi, i risultati ottenuti con i lockdown siano stati poi così positivi. Dopo un anno la tensione sociale è talmente elevata che credo sia meglio evitare di creare ulteriori allarmismi. Vorrei ricordare che solo a Genova nell’ultimo weekend, per protesta circa il 30% degli esercenti ha tenuto aperto il proprio locale, nonostante ci fosse una norma che disponeva il contrario”

Cosa intende dire?

“Che ormai la gente è disperata e con nuovi lockdown, rischieremmo di imporre restrizioni che non verrebbero rispettate, generando così problemi di altro tipo. Non spetta a me dire se questo sia giusto o sbagliato, ma quando una norma non interpreta le reali esigenze di un paese, allora è difficile che venga rispettata dai cittadini, e non credo francamente che la soluzione sia mandare la forza pubblica per far chiudere un ristorante”  

La Lega, tra governo e lotta

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Matteo Salvini, leader della Lega (Foto: Getty)

Si parla spesso proprio di questa vostra doppia capacità, o ambizione, di saper esser allo stesso tempo una forza politica, sia di lotta, che di governo. È davvero così?

“La Lega rispetto ad altre forze politiche è sempre stata una sorta di sindacato territoriale. Una volta lo era solo al nord, oggi è presente in tutte le regioni e i comuni italiani. Possiamo anche trovare una sintesi a livello nazionale, ma poi viviamo in mezzo alla gente e conosciamo i problemi di tutti i giorni”

La Meloni però, nel mentre, potrebbe approfittare del vostro impegno governativo, continuando a crescere nei consensi e sfruttando in solitaria il campo dell’opposizione. Avete già fatto i conti con questo?

“Certamente, ma il compito della politica ora deve essere quello di dare una spinta in avanti e restituire forza al sistema economico del Paese; se tutti restassero a guardare, sarebbe difficile vincere la partita”

Non temete nemmeno il cortocircuito di dover garantire lealtà e collaborazione a Draghi e allo stesso tempo dover convivere con Renzi, Zingaretti e Speranza?

“Sappiamo bene che questo è un governo che rischia di avere dei problemi e proprio per questo confidiamo nella sintesi di Draghi; la nostra d’altronde non è stata una scelta per meri fini elettorali, ma l’abbiamo fatto per il Paese. Non posso negare che una certa continuità, almeno sulla carta, con il Conte-Bis crei alcuni malumori in una parte del nostro elettorato, ma in questo momento abbiamo deciso di dare pieno mandato e fiducia al Presidente del consiglio. È evidente che, come chiediamo la massima razionalità ai nuovi ministri, chiediamo anche a quelli che componevano lo scorso governo, di uscire dalle strategie politiche e dalle logiche irrazionali”

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