‘Ndrangheta, colpo contro i clan Forastefano e Abbruzzese: 17 arresti

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La Polizia ha compiuto un maxi blitz all’alba contro la ‘Ndrangheta ed ha arrestato diciassette persone facenti parte dei clan Forastefano ed Abbruzzese

Ndrangheta, Polizia
Ndrangheta, Polizia

Sono state 17 le misure cautelari disposte nell’operazione che ha scardinato i clan Forastefano ed Abruzzese, le cui attività sono concentrate nella Sibaritide. I reati contestati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio di denaro, estorsione ed intestazione fittizia di beni. Sequestri anche di società ed imprese.

Pasquale Forastefano, reggente della cosca; Domenico Massa, fidato consigliere; Luca Talarico, Stefano Bevilacqua, Gianfranco Arcidiacono, Alessandro Forastefano, Agostino Pignataro, Nicola Abbruzzese, Antonio Antolino e Leonardo Falbo. Tutti personaggi implicati nei traffici illeciti dei due clan che sono finiti in carcere.

Ai domiciliari, invece, Alessandro Arcidiacono, consulente di una nota famiglia proprietaria di centinaia di ettari di piantagioni di pesche convinta a cedere la gestione dei fondi rustici a una ditta riconducibile ai Forastefano; Vincenzo Pesce coinvolto nelle truffe all’Inps; Giuseppe Bisantis, Damiano Elia, Francesca Intrieri, Saverio Lento, ed Andrea Elia.

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‘Ndrangheta, i dettagli delle indagini contro i clan Forastefano ed Abruzzese

Arrestato ex Lazio

Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Cosenza, guidata dal vicequestore Fabio Catalano, e dirette dal dal procuratore Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Capomolla e dal pm antimafia Alessandro Riello.

Sono state ricostruite le estorsioni compiute nei confronti dell’azienda Cico-Mazzoni di Tresigallo (Ferrara) che era costretta a versare una mazzetta al clan Forastefano. La cosca, inoltre, aveva sostituito con mezzi poco ortodossi un’azienda di trasporti con rapporti con la Bartolini. Molti altri erano i titolari di società che subivano vessazioni periodicamente.

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Il sodalizio era anche specializzato in truffe ai danni dell’Inps che si realizzavano attraverso indennità percepite per il tramite di braccianti reclutati fittiziamente ma mai impegnati nei lavori segnalati.

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