Covid, nuovo provvedimento: stop fino al 5 marzo per lo sci

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Firmato dal ministro della Salute Roberto Speranza il provvedimento che vieta le attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo

Attività sciistiche
Stop attività sciistiche amatoriali (Pixabay)

Arriva lo stop per le attività sciistiche amatoriali. Il provvedimento firmato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, vieta lo svolgimento di tali attività fino al prossimo 5 marzo 2021.

A preoccupare Speranza sono le varianti Covid. Ma ad esprimersi all’unisono sullo stop degli impianti sciistici, il Cts e Walter Ricciardi il quale riterrebbe necessario un lockdown totale in tutta Italia per contrastare il virus.

Ma la decisione ad un giorno dalla riapertura degli impianti, ha scatenato tanta rabbia e dure reazioni dei lavoratori degli impianti sciistici, nonché dei sindaci dei Comuni di montagna.

Massimo Garavaglia
Massimo Garavaglia (Facebook)

A tal proposito, si è espresso Massimo Garavaglia, ministro del Turismo nel governo Draghi. Con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha chiesto attenzione e rispetto ad un settore finora dimenticato. “Non è solo questione di cifre: non è detto nemmeno che bastino i 4,5 miliardi richiesti quando la stagione non era ancora compromessa, probabilmente ne serviranno di più, a maggior ragione se ci sono altri stop”, ha così dichiarato Garavaglia.

Il ministro sostiene inoltre che si debba dare priorità assoluta agli indennizzi per la montagna.

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Tanto rammarico delle Associazioni sciistiche le quali si sentono prese in giro

Stop attività sciistiche amatoriali
Stop attività sciistiche amatoriali (Pixabay)
Intanto il ministro della Salute appena riconfermato, Roberto Speranza, ha espresso l’impegno del governo a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori.
Tanto è il rammarico delle Associazioni che in zona gialla avevano organizzato il proprio lavoro. Dopo i molteplici rinvii speravano di tornare a lavorare in totale sicurezza, adottando tutti i protocolli necessari. Una stagione che ormai è saltata con lo stop fino al 5 marzo come ha dichiarato l’Anef: “Siamo il settore più penalizzato: da 12 mesi senza un euro di incasso ma con spese e stipendi da pagare”.

 

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